Im Quartal bis September sank das BIP in Italien im Vergleich zum Vorquartal, nachdem es bereits im Vorquartal gesunken war. Eine offizielle Definition einer Rezession sind zwei Quartale in Folge, in denen die Zahl abzüglich der Inflation sinkt.

Italien (und andere Teile Europas) wachsen kaum und produzieren nur wenige Patente. Andere Länder haben deutlich klarere Entwicklungsideen (siehe USA und China). Was wird mit uns passieren?

https://www.corriere.it/economia/finanza/25_novembre_03/l-italia-in-recessione-meno-abitanti-meno-indust ria-e-piu-concorrenza-cinese-frenata-di-pil-o-crisi-di-modello-7ff78c55-1523-429d-b81a-d9aa3409bxlk.shtml

Il modello di sviluppo italiano è in crisi, non si produce più, non si innova più. Che fine faremo?
byu/acciuga initaly



Von acciuga

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13 Kommentare

  1. Frutto di una mentalità europea che privilegia la comodità alla competizione, il welfare per tutti aggratis alla meritocrazia, la tradizione storica all’innovazione. Salita e discesa degli imperi, e il nostro momento è stato qualche secolo fa, quando eravamo il centro dell’innovazione e della ricerca scientifica.

  2. GianlucaDeCristofaro on

    I sindacati hanno girato la testa decine di anni fa quando c’è stata la delocalizzazione selvaggia, un Paese come l’Italia non può mantenersi con i servizi, la vaccata che sparano i sindacalisti quando dicono che il Paese lo mantengono pensionati e lavoratori dipendenti con le tasse, è una storiella per boccaloni.

  3. monetarista on

    terzo settore ovviamente, accogliamoli tutti. il sole di piddinia splende, piu ci son poveri piu gli va bene il business

  4. AkagamiBarto on

    Uno dei grandi problemi dell’Italia a livello economico è che non è né carne, né pesce.
    Vuoi fare soldi, impresa, innovazione? In Italia è praticamente improponibile o comunque veramente veramente difficile.

    D’altra parte vuoi misure sociali estremamente spinte? L’Italia non è il posto giusto, tra malasanità, infrastrutture semidistrutte e molto carenti, nessuna politica per la casa e il diritto ad essa. Siamo ben lontani da qualsivoglia utopia radicale di sinistra.

    E quindi nessuna delle due e in questo limbo il paese stagna e i giovani vanno via. È letteralmente „fatiscente“.

    Ora io personalmente sono per la seconda direzione, ovviamente. Vorrei portare avanti riforme sociali, abbandonare gran parte della competizione con l’estero e raggiungere una stabilità economica interna che permetta di vivere bene. Non mi importa della crescita del PIL, che è un indicatore ormai vecchio, né penso sia così fondamentale rimanere in pari con altre nazioni. Alle volte va bene lasciare andare la corsa, ma SOLO se ce lo si può permettere. E l’Italia teoricamente potrebbe farlo e diventare un „paradiso“ dove vivere bene. Specialmente data la decrescita demografica.

  5. 1) Evasione fiscale alle stelle che non si vuole sanare per:

    * non perdere voti
    * tappare indirettamente il fatto che molta gente ricorre a un secondo lavoro in nero perchè gli stipendi sono troppo bassi e non arriva a fine mese

    2) Una burocratizzazione letteralmente FOLLE per il mercato del lavoro, qui servono anni ( e spesso tocca ungere ) per mandare avanti le carte mentre nel resto d’europa spesso bastano mesi

    3) Una classe dirigente tirata su male che ha sempre messo l’utile nettamente prima dell’investimento

    4) Sindacati che levati…..ma proprio levati…..

    5) Un comparto scolastico che è completamente slegato dal mondo del lavoro, salvo pochissime eccezioni

    6) Una classe politica che non ha fatto altro che:

    * rendere il lavoro sempre più incerto
    * favorire la privatizzazione di tutto svendendo apparati statali ai privati che li hanno letteralmente svuotati e in alcuni casi poi rimessi nelle mani dello stato che ci ha dovuto rimettere altri soldi per cercare (invano) di raddrizzarli
    * consentire la delocalizzazione selvaggia della qualsiasi

    Grossomodo c’è tutto, in caso aggiungete 😀

  6. ThePastaNerd1 on

    Probabilmente faremo la fine di quei paesi insulari che vivono prevalentemente di turismo, soldi immessi nell’economia da capitali esteri di dubbia provenienza visto il regime fiscale particolarmente accomodante (e poco propenso ai controlli) e poco altro, soprattutto se continuiamo a dare spazio a gente che dice che il turismo è la prima impresa del paese

  7. One_Run_2240 on

    Il progetto di decrescita felice sta finalmente arrivando al termine, la deindustrializzazione è il primo passo. Sta per arrivare la felicità.

  8. Federarsi in Europa, Autarchia tecnologica e conquistare dove serve per le materie prime.

  9. Fit_Fisherman_9840 on

    Prima di tutto la classe industriale italiana, è ferma agli anni 90

    Per loro il programmatore è ancora uno che non lavoro e perde tempo davanti a una tastiera, meccanici, elettricisti possono perdere mesi interi, poi arriva il programmatore e deve fare tutto in 2-3 giorni perchè hanno fretta di spedire.

    L’investimento in ricerca e innovazione è roba che capita agli altri.

    Anche quando gli viene data l’occasione di migliorare la propria organizzazzione del lavoro e gestione, vedi industria 4.0, fanno il minimo per prendere i soldi e nemmeno valutano seriamente, se non rare eccezioni, come migliorarsi usando le informazioni che raccolgono, e magari svegliandosi all’ultimo se vedono un controllo all’orizzone, oppure tornando dopo anni, per implementare veramente le cose perchè stanno andando a rotoli e vogliono provare finalmente a capire dove sono i problemi nella loro produzione.

    Problemi che vede un qualunque pirla entrando per 10 minuti nelle loro linee di produzione.

    Il signore e padrone della PMI che si crede chissà chi, tratta l’operaio di merda, ed è a sua volta più ignorante di una capra, però lui ha il bastone in mano, anche se sta mandando lentamente tutto a rotoli, pian piano che la gente sotto alla prima occasione scappa portandosi via il know how, se non essendo l’unica persona con effettiva conoscenza del prodotto.

    Gente che preferisce prendere gente in nero pagata a calci in culo, invece che gente con le compentenze, e poi si lamenta che ha solo capre che lavorano per lui.

    Interi uffici di gente che passa il tempo a rendersi indispensabile e tagliare qualsiasi cosa di cui non possono avere il controllo, o qualsiasi innovazione nel processo.

    Gente che crede ancora che un file .csv letto via ftp sia il top della raccolta informazioni dal campo.

    Anziende che campano ancora di lavori fatti un tot al chilo in qualche modo.

    Questo sta uccidendo l’italia.

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