
CGIA, die großen Steuerzahler, Unternehmen werden nicht mehr für Steuern bezahlt
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/04/12/cgiaa-non-pagare-le-tasse-sono-di-piu-i-grandi-contribuenti_183c5e96-c1f9-4e34-b95a-485e1ce62169.html
Von mirkul

CGIA, die großen Steuerzahler, Unternehmen werden nicht mehr für Steuern bezahlt
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/04/12/cgiaa-non-pagare-le-tasse-sono-di-piu-i-grandi-contribuenti_183c5e96-c1f9-4e34-b95a-485e1ce62169.html
Von mirkul
17 Kommentare
Lo condivido prima per fare chiarezza, qualcuno già riporta la notizia sbagliata. Per me questi non sono evasori, perché dichiarano le tasse, poi non le pagano.
Poi rimane una notizia da grazie al cazzo, comunque da tener presente, un punto su cui concentrarsi, la riscossione di soldi dovuti dalle aziende.
Se il governo continua a premiare gli evasori questa storia non cambierà mai.
Ma chi l’avrebbe mai detto.
CGIA sta per Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, giusto per aggiungere un po‘ di contesto
Nell’articolo vedo che si ragiona per numeri assoluti e questo non significa assolutamente niente, è come confrontare mele con pere. Ricordo infatti che i beneamati lavoratori autonomi evadono oltre il 60% dell’imposta che dovrebbero versare. Come al solito la CGIA fornisce prospettive, quanto meno, di parte.
Ma tu guarda.
E non include tutta l’elusione che è completamente legittima.
Mi domando se in quelle cifre sono considerati i contributi e l’irpef del lavoro in nero.
Legalmente chi lavora in nero – e non dichiara – sta evadendo, quindi risulta tra l’evasione delle persone fisiche, ma personalmente sono dell’opinione che quell’evasione sarebbe da attribuire all’azienda.
„E ma il problema sono i manifestanti e i sindacati.“
Nooo, non capisci, le aziende pagano stipendi da fame perché porelle, sono tartassate dal pizzo di stato!
La Inculata srl di Cragnate sul Membro é una vittimah !1!
Ah, l’immancabile report della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato che tortura i dati per spingere la solita balla del „lasciate stare i poveri artigiani che evadono per necessità, il vero problema sono le grandi aziende“.
E già ci sarebbe da ridere, sia di CGIA che dell’articolista Ansa che ricopia fedelmente senza il minimo spirito critico (ma del resto per averlo servirebbe un po‘ di competenza), che la definizione di „grandi imprese“ include „spa, srl, consorzi e cooperative“. A quanto pare una srl con 10k di capitale sociale, 200k di fatturato e 4 dipendenti è una „grande impresa“, almeno quando serve per ingrassare il totale.
Ma poi il totale di cosa? il vero inganno sta qui. I dati declamati sono quelli dei carichi pendenti AdE, cioé del non versato accertato. Qui dentro c’è sicuramente dell’evasione, ma c’è anche semplicemente tanto prodotto di fallimenti. Se una srl fallisce con 150k di imposta non versata, quella per CGIA diventa tutta „evasione delle grandi imprese“.
Poi ovviamente c’è tutto il non accertato che, super-ovvissiamente, costituisce la stragrandissima maggioranza dell’evasione. CGIA però, altrettanto ovviamente, non ne parla, perché se ne parlasse poi finirebbe a dover dire questo:
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-l-evasione-fiscale-e-contributiva-in-italia
Ossia che la stragrandissima maggioranza dell’evasione fiscale in Italia è costituita da quella fatta proprio dalle piccole e micro-imprese, inclusi gli artigiani, che lavorano in nero, evadendo l’Irpef sul lavoro autonomo (prima imposta in assoluto per valore dell’evaso e propensione all’evasione) e l’IVA sulle relative fatture (seconda imposta in assoluto per valore dell’evaso).
L’evasione di IRAP e IRES, cioé imposte dovute da imprese più strutturate (anche se assolutamente non solo quelle grandi) vale nettamente meno.
Al di là della premiazione degli evasori, il grosso problema è l’inefficacia del sistema di controllo. Tutto è tracciato ma nessuno incrocia – o in grado di incrociare – le informazioni tracciate provenienti da fonti diverse, quindi il tracciamento si limita ad un mero numero di protocollo con informazione che finisce buttata in un cassetto.
Faccio l’esempio di una azienda in cui lavoravo anni fa. Dopo il mio addio, cambiò gestione, il figlio del proprietario era molto più spregiudicato, quindi sfruttò la solidità della azienda: iniziò ad ottenere enormi prestiti garantiti dallo Stato ( roba da milioni di euro) e a non pagare più tasse, contributi e fornitori. Solo dopo diversi mesi, iniziarono arrivare le prime richieste, che però erano facilmente rinviabili (rateizzazioni, ricontrattare le rate, opposizione ai decreti ingiuntivi, ecc. )…quindi ulteriori mesi di tempo per sottrarre soldi e vendere qualsiasi bene di valore, e poi via in un paese estero e ciaociao azienda.
Il bello è che tra denunce dei dipendenti, segnalazioni agli enti, ispettorati, pec, ecc. da più fonti erano arrivati allarmi che però nessun ente ha mai incrociato o ha mai dato seguito. Alla fine lo Stato non recupererà mai più le risorse sottratte da quell’imprenditore.
Sono puttanate: https://www.ilpost.it/2023/05/30/evasori-fiscali-big-company-meloni/
CGIA, se la cantano e se la suonano. Poi, però, volendo buttare giù i numeri ADE i risultate sono stravolti. Non pagano tasse le p.IVA e le imprese individuali. Quadro ben diverso. Ma dio benedica le PMI, dobbiamo continuare a dare centinaia di milioni di euro di fondi gratis per cazzate
Al redditor medio verra‘ un ictus con questa notizia
surprisedpikachu.jpg
Come tutti gli articoli che presentano statistiche è presentato in maniera grossolanamente tendenzioso. Dico grossolanamente perchè persino semplicemente passandolo a ChatGPT (che non è certo una spada con numeri e statistiche) da:
> Possibili affermazioni tendenziose o di parte
>**“in Italia a evadere il fisco sono, in particolare, i grandi contribuenti.“**
>Questa è una conclusione interpretativa non del tutto neutra. Il dato riportato (822,7 miliardi di debito da parte di Spa, Srl, ecc.) è corretto, ma non dimostra da solo l’intenzionalità o la proporzione dell’evasione rispetto al totale dei contribuenti. Potrebbero esserci altri fattori in gioco, come:
> * Fallimenti,
>* impossibilità oggettiva di riscuotere,
> * importi concentrati su pochi grandi debitori (che non significa che „evadono di più“ in proporzione).
>**“Ovviamente i dati negativi di Lazio e Lombardia sono per la presenza della maggioranza delle big tech, delle multinazionali e dei grandi gruppi industriali presenti nel Paese.“**
>L’uso di „ovviamente“ rende questa frase assertiva e lascia poco spazio al dubbio. È una semplificazione: le regioni con maggiore popolazione e attività economica (come Lombardia e Lazio) avranno naturalmente volumi di debiti maggiori, ma non necessariamente perché le multinazionali non pagano le tasse.
> Qui si fa una correlazione non dimostrata tra grandi imprese e debito fiscale.
> **“Solo 13 evasori su 100 hanno una partita Iva“**
>Anche se il numero può essere corretto, il termine „evasori“ è usato impropriamente se ci si riferisce a debitori del fisco. Non tutti i debitori sono evasori: potrebbero esserlo, ma serve una distinzione tra evasione dolosa e semplice insolvenza.
Aggiungo che si sto lavorando a un plugin per il browser „ti sembra di parte?“ e „ma sti numeri hanno senso?“ ma siamo ancora lontani dal suo rilascio
Strano /s