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13 Kommentare

  1. Come raccontato meglio nell’articolo di recente è stato annunciato dai ministri Crosetto e Tajani di aver già raggiunto il target del 2% del Pil in spese militari, il tutto nel giro di pochi giorni dopo 20 anni di continui rinvii e spese al contrario sempre più basse

    Tuttavia fino a pochi giorni fa la spese ammontava ad appena l’1.57% del Pil per un totale di circa 30 miliardi, ovvero uno dei dati più bassi in Europa e nel mondo, una cifra che tra l’altro è per la maggior parte riservata agli stipendi dei militari e alle loro pensioni

    Come sottolineato dal giornalista gli espedienti che potrebbero averlo reso possibile sono di aver conteggiato nel bilancio della Difesa anche altre spese che l’Italia sostiene già come i costi di guardia costiera (3 miliardi) e guardia di finanza (1 miliardo) che oggi sono a carico, rispettivamente, dei ministeri dei Trasporti e delle Finanze. Inoltre potrebbero essere conteggiate anche le spese per i carabinieri (anche quelli non impiegabili nelle missioni all’estero) che sarebbe pari a circa 7 miliardi

    Resta da capire se la Nato accetterà le nuovi voci come spesa militare vera e propria. L’Alleanza Atlantica specifica infatti che possono essere conteggiate anche le spese per altri corpi militari che non siano l’esercito, ma „solo in proporzione alle forze che sono addestrate secondo tattiche militari, equipaggiate come una forza militare, in grado di operare sotto autorità militare diretta durante operazioni schierate, e realisticamente impiegabili al di fuori del territorio nazionale a supporto di una forza militare“

  2. ruscodifferenziato on

    Urgono investimenti in pale e lavatrici.

    E sangue di cervo per i momenti difficili.

  3. *insert Patrick che sposta cose meme*

    Prendiamo gli stipendi dei forestali in Sicilia

    E li facciamo figurare come spesa militare.

  4. Se ne era già parlato, mettono dentro di tutto roba civile e simile, speriamo non il costo dei carabinieri quando devono cambiare una lampadina, altrimenti andiamo dritti al 5% del PIL!

    Poi ci fanno un attacco cyber alla rete elettrica e noi ci difendiamo chiamando il tecnico che aggiusta le macchinette del caffè nella centrale dei carabinieri (sempre roba elettrica è…)

  5. Questo succede quando la politica e il popolo sono infarciti di retorica populista, pacifinta e quant’altro. Tocca fare artifici di italica fattura per fingere di raggiungere l’obiettivo MINIMO per tutti i Paesi NATO.

    I tempi sono tristi e mettersi a lesinare sulle spese militari è follia. Gli USA ci hanno abbandonato; in caso di attacco diretto all’Europa non correranno a salvarci, anzi, diranno che è colpa nostra. Dobbiamo essere pronti, militarmente soprattutto, alle sfide del domani.

    So che è difficile, vista la mole di rincoglioniti (a volte prezzolati) che remano contro e fanno gli interessi (consapevolmente o, peggio ancora, inconsapevolmente) di chi ci vorrebbe deboli e disuniti.

    In tutto questo non sto neanche considerando il livello disastroso a cui si trovano le nostre Forze Armate, che non sarebbero in grado di reggere a 3 giorni contati di guerra. Tra raccomandati dietro le scrivanie, gente che sta lì solo a prendere un RdC legalizzato, scarsezza di mezzi e armamenti, popolazione che si fregia tanto di resistenza ma che al primo pericolo fuggirebbe come quel verme di Mussolini travestita da invasore, etc., stiamo messi male male male.

  6. Le spese militari vanno tagliate. Nessuno vuole attaccarci. Persino i terroristi non ci cagano. 

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