Kurze Mieten, Gemeinden können sie nicht verbieten oder einschränken: die Gründe für das Urteil des Staatsrates

https://www.corriere.it/economia/affitti/25_aprile_18/affitti-brevi-turistici-i-comuni-non-possono-vietarli-o-limitarli-i-motivi-della-sentenza-b64e2db3-d3f1-4cda-8e55-1838b432exlk.shtml

Von Vanaglorioso

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8 Kommentare

  1. Vanaglorioso on

    Come dovrebbe essere in qualunque democrazia decedente prescindendo dal ruolo

  2. Se si vuole limitarne la diffusione si potrebbe cominciare ad alzare la tassazione Irpef per gli affitti brevi ora al 21% o addirittura 5% o 15% se gestiti in forfettario

  3. Comunque il cancro son proprio le aziende che lo fanno a scopo imprenditoriale. Che possono essere limitate.

    Possiamo limitare quelle?

  4. vox_tempestatis on

    Se le Università venissero spostate fuori dai centri urbani la situazione migliorerebbe di sicuro.

  5. SpigoloTondo on

    Promemoria amichevole: il primo modo per fare calare i prezzi è aumentare l’offerta.

    Il che significa: aumentare i permessi per costruire, fine di vincoli e cazzilli paesaggistici vari, fine dell’assurdità delle varie Sovraintendenze alle Belle Arti, ecc che per costruire una palazzina devono allinearsi gli astri.

    Ah si, portare fuori le Uni dai centri storici.

  6. Tutte cazzate ovviamente, è la solita scusa, quando non vogliono occuparsi di problemi che presentano un minimo di complessità si mettono subito le mani avanti dicendo che non si può fare. Tutto si può vietare, dire che non si può è solo una fregnaccia per gente come Beppe Sala che si sega ogni volta che sente che a Milano un buco di 10 mq viene affittato a 1000 euro al mese!!!

    Le ragioni per renderli fuori legge ci sono tutte: non seguono nessuna norma, sono fuori controllo, distruggono il mercato immobiliare, fanno competizione sleale verso gli esercizi alberghieri regolari.

    Per non parlare poi di quando li fanno in condomini, dove si aggiunge il disturbo costante della quiete nelle ore notturne da parte degli inquilini, di cui chi affitta non risponde né è obbligato a fare qualcosa. Le forze dell’ordine infatti non possono intervenire e quindi:
    – l’affittuario massimizza il guadagno facendo sì che lo spazio dell’appartamento che non potrebbe ospitare più di 4 persone, ne possa ospitare 8/12
    – il branco di inquilini disturba alle ore più improbabili e come detto non è possibile intervenire. Sono in vacanza loro, che gli frega se tu stronzo del piano sotto senti tutto, cazzi tuoi
    – bisogna rivolgersi all’amministratore di condominio, ossia un cazzaro per antonomasia, oppure sperare nella buonanima del proprietario, che faccia qualcosa. Ma certo, e io sono Padre Pio. Ovviamente il proprietario ti racconta cazzate come ad esempio che ha fatto dei lavori per l’insonorizzazione, oppure che c’è un fantomatico sensore che registra il rumore e che lo avvisa se c’è casino (vai a capire quando è il casino secondo il suo parere, sempre che la cazzata dei sensori sia vera)

    Come al solito, il prezzo da pagare per il guadagno di pochi lo subiscono tutti gli altri. È sempre il solito schifo e la solita politica che difende certa gente che gli porta voti e non solo a questo punto… ancora una volta, questo paese dimostra che non ha alcuna speranza.

  7. >“È quanto stabilisce la sentenza n. 2928/2025 del Consiglio di Stato, secondo cui **gli immobili destinati alla locazione turistica da utenti privati non rientrano nel concetto di strutture ricettive (dove invece, ad esempio, rientrano le case vacanza)**, quindi non sono soggetti alla stessa normativa.“

    Non ho capito qual è la differenza fra „immobili destinati alla locazione turistica“ e „case vacanza“.

  8. Unhappy_Camp_6438 on

    È giusto che chi ha qualche casa in più la affitti come gli pare, ma ci deve essere un limite. Ad esempio un limite sul numero di case gestibili dalla stessa persona fisica o impresa (esiste solo un limite sul numero che un privato può affittare in forma non imprenditoriale), oppure mettere una tassazione crescente con il numero di proprietà (ora c’è solo per privati) 21% sulla prima in affitto, 23% sulla seconda, 25% sulla tes a e così via, si crea un limite naturale che rende antieconomico affittare in forma breve un certo numero di appartamenti.
    Ancora, permettere alle agenzie immobiliari locali di gestire un numero limitato di affitti brevi.

    È anche un modo per evitare che si creino grossi gruppi che gestiscono un patrimonio immobiliare enorme e per mantenere una concorrenza. Trarrebbero vantaggio sia quelli che cercano un appartamento sia chi vuole continuare a fare affitti brevi.

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