
Guten Morgen, ich möchte Ihnen diese Veranstaltung mit Ihnen teilen, die den größten Teil des Landes fast unbekannt ist, in dem ein Tourismusflugzeug aus Locarno (Schweiz, Ticino) gegen Palazzo Pirelli stürzte, dann die Heimat des Lombard -Regionalrates und des Rates, und ein unauslöschliches Zeichen in der Geschichte von Mailand aufgrund seiner absurden Natur und der Menschen des Menschen, die das Leben der drei Menschen kosten. Ich lasse dir die Pagne Wikipedia sichtbar über. Viel Spaß beim Lesen und Tag.
23 anni dall'incidente al Grattacielo Pirelli
byu/prox79 initaly
Von prox79
9 Kommentare
La cosa assurda è che successe a nemmeno un anno dagli attacchi dell’11 settembre. Per qualche ora tutti ovviamente pensarono a un attentato.
Ci sono stato diverse volte e non sapevo di questo evento. Grazie
Io me lo ricordo. Si capì presto che non era un attentato, ma un incidente.
Ovviamente i mie conoscenti complottari avevano già capito che era un espediente per far fuori dei personaggi scomodi (e se chiedevi chi di preciso rispondevano „eeeh, chissà, gente che non sappiamo ma che avevano sicuramente interessi“) e altre boiate.
mi ricordo che il pilota era uno svizzero
Avevo un appuntamento gia fissato con un cliente a Milano mi sembra due o tre giorni dopo e dovevo arrivare in treno in Centrale, quindi vicino al luogo del disastro. Il giorno prima dell’appuntamento chiamo il cliente e gli chiedo “Scusa, ma com’è la situazione, c’è casino?” “No, macché tutto a posto, tutto risolto”. Plot twist: tutto risolto un cazzo, c’erano detriti dappertutto e le strade intasate da troupe di giornalisti da mezzo mondo, c’era pure una tv giapponese…
Mi ricordo, vidi tutto in diretta
Arrivai in Centrale un’ora dopo, lo ricordo. Gino Fasulo, al momento dello schianto, si raccontava guidasse in mutande, lo riportarono tutti i giornali per lungo tempo. Non ho idea, a oggi, se sia vero, e a cosa servisse dirlo. Probabilmente per far intendere fin da subito che non si trattasse di un attacco sofisticato premeditato.
Qui c’è la relazione tecnica di inchiesta: https://www.ansv.it/cgi-bin/ita/Rel.%20A_18_02HB-NCX.pdf
All’epoca lavoravo a poca distanza da Centrale, zona Caiazzo. Ricordo il botto fortissimo e il collega che esce spaventato dal bagno con le brache ancora calate.
Dopo le prime ipotesi, tipo fuga di gas o esplosione di una caldaia, con i colleghi si cerca su internet, ma i maggiori siti dell’epoca non rispondevano per il troppo traffico. Qualche F5 più tardi qualcuno riesce a caricare l’ansa dove c’era la notizia di un’esplosione al grattacelo Pirelli.
Giornata lavorativa conclusa e ci si dirige verso la metro per tornare a casa, ma il personale impediva l’accesso.
23 anni fa, come ora, Milano la so navigare solo tramite metropolitana e in assenza di smartphone cerco di orientarmi verso la stazione di Porta Garibaldi. Inutile dire che il percorso passava proprio da Centrale.
Una volta arrivato la scena era surreale: ricordo tutto il piazzale tappezzato di fogli di carta e schegge di vetro. E poi in alto questo squarcio sul grattacielo da cui usciva del fumo. Ricordo sirene, gente che piangeva, altri che scappavano, poliziotti o carabinieri che invitavano la gente a sgombrare con frasi rassicuranti tipo „c’è una bomba“.
Di tutto il restante tragitto fino a casa ricordo nulla, solo l’adrenalina.