
Radfahren, kleiner Boom im Jahr 2024: +54% mit 8,9 Millionen Präsenzen und 9,8 Milliarden wirtschaftlichen Auswirkungen
http://www.ansa.it/ansa2030/notizie/infrastrutture_citta/2025/04/04/cicloturismo-54-le-presenze-2024-98-miliardi-limpatto_0957ea98-f995-44b4-9175-22ec248a3f02.html
Von nohup_me
1 Kommentar
> Il cicloturismo si conferma, quindi, una delle principali tendenze della “nuova domanda” di turismo in Italia, **rappresentando più del 10% del totale dei turisti in Italia, di cui circa la metà millenial (tra i 30 e i 44 anni d’età);** si tratta di una domanda potenzialmente alto-spendente con una situazione economica dichiarata almeno medio-alta in oltre la metà dei casi
>**L’identikit del cicloturista**
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>**Profilo anagrafico**: il cicloturista ha un’età media compresa tra i 30 e i 44 anni (nel 47,7% dei casi), cui si aggiunge una quota del 35,4% di appartenenti alla generazione X (dai 45 ai 60 anni), caratterizzati da una maggiore capacità di spesa rispetto ai giovanissimi. Più di 1 cicloturista su 3 viaggia in coppia (36,7%), il 31,1% in solitaria e il 27,5% con amici.
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>**Il 63,1% dei turisti è influenzato da internet per organizzare e realizzare la vacanza su due ruote**: di questi, il 79,9% sceglie sulla base delle info on line, il 39,3% per le offerte del web, il 34,6% si “orienta” sui social e il 18,9% consulta siti e blog specializzati.
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> **Profilo di spesa**: risultano piuttosto stabili rispetto al 2023, sia la spesa media pro capite giornaliera dei cicloturisti in Italia per l’alloggio, che quella per le spese “altre” a destinazione (esclusi viaggio e pernotto), mentre risultano in aumento le spese sul territorio effettuate dagli stranieri (132 € nel 2024 vs 104€ nel 2023). Per l’alloggio, si prediligono gli hotel (per il 53,1%) e i B&B (19,5%). Valutazione dell’esperienza: il voto medio espresso dai cicloturisti, dalla valutazione del soggiorno a quella dei servizi, oscilla tra il 7 e l’8 (su un massimo di 10): le voci più apprezzate risultano essere “qualità del mangiare e del bere” e “cortesia ed ospitalità della popolazione locale” (con 8/10); mentre le voci relativamente migliorabili, e non sorprende, risultano “l’efficienza dei trasporti locali” (7/10) ed una “offerta culturale integrata per l’utenza cicloturistica” (7,6/10).
> Infine, merita segnalare come **si vada rafforzando la componente femminile della domanda,** “intercettata” in particolare lungo le strade della Toscana (Ciclovia del Castelli, 63%); della Liguria (Ciclovia Arenzano-Varazze, 43%); della Calabria (Ciclovia dei Parchi, 41,4%) e dell’Emilia-Romagna (36,3%).
> **Le ciclovie “campionate” sono state**: Calabria, Ciclovia dei Parchi; Campania, Ciclovia dell’Acqua (Avellino); Emilia-Romagna; Friuli Venezia-Giulia, Ciclovia Pedemontana; Liguria, Ciclovia Arenzano-Varazze; Lombardia, Ciclovia del Naviglio della Martesana, tratto Milano-Trezzo sull’Adda; Puglia, Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese; Toscana, Ciclovia dei Castelli; Umbria, Ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia; Veneto, Ciclovia Garda-Venezia.
Se volete leggere il report con i disegnini ed infografiche è qua: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Viaggiare-con-la-bici-2025_report_-Isnart_legambiente.pdf
Il 10% dell’ intero settore turistico fatto da cicloturismo è notevole. Non so quanti andrebbero in vacanza per “fare fatica e stare scomodi” su una bici 😁
Da ciclista mi fa piacere, ho sempre fatto il cicloturista, l’unico “problema” è che i costi delle bici e componenti, dalla fine del Covid, sono andati alle stelle!