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    15 Kommentare

    1. Io ho figli e amici hanno figli, tutti confermano, sei praticamente obbligato a mandarlo all’oratorio, l’unico posto con prezzi calmierati, alcuni comuni addirittura non offrono servizi pubblici ma si appoggiano all’oratorio.

    2. L’ultima volta che feci l’animatore in oratorio, si pagavano 50€ per un mese, tutto escluso.

      Gite? Da pagare a parte.

      Pranzo? Da pagare a parte ( quartiere piccolo, i più tornavano a casa a pranzo ).

      Piscina del martedì? Da pagare a parte.

      C’è da sottolineare che i pranzi venivano cicinati dalle mamme, che facevano volintariato nelle cucine dell’oratorio. Ora, con tutte le normative igenico-sanitarie, non credo sia più possibile.

    3. martistarfighter on

      Ennesimo motivo per cui sarebbe molto utile e intelligente ripensare il calendario scolastico e destinare più fondi alle scuole perché possano diventare luoghi accessibili anche in estate, che sia per lezioni, campi estivi o progetti extra-scolastici gratuiti o a prezzi calmierati.

    4. External-Land-2077 on

      i campus estivi sono il business da fare. Fate un campus che duri tutto agosto e guadagnate come se aveste lavorato 6 mesi…

      comunque anche l’oratorio inizia a costicchiare, circa 100€ a settimana se includi le gite.

    5. Nel mio comune siamo fortunati che abbiamo una associazione che fa questi campi estivi con tantissime attivita‘ (mare, musei, piscine, fattorie, addirittura i grandi li portano in barca a vela) e costa „solo“ 130 a settimana

    6. > Milano è la città dove si spende di più

      Va bene per qualsiasi articolo sui consumi, forse ad eccezione di sdraio, ombrelloni e ski pass

    7. Repulsive-Time-3258 on

      Continuiamo a fare 3 mesi di ferie in estate: o’sole, o’ mare

      /s ovviamente

    8. Independent_Bad_9589 on

      Si ma ci siamo tutti imborghesiti, se per un cavolo di centro estivo vogliamo educatori, playground, uscite formative, etc.. è normale che il costo lieviti.

      Quando andavo io ai campi estivi, periodo 2002-2008 il campo estivo consisteva in un mese e mezzo sotto al sole nel campetto comunale, si talvolta c’erano delle uscite (pisciana, parco, mare etcc..) e i tutor erano dei ragazzi che facevano il servizio civile. Totale costo 40€ a bambino per tutto il periodo.

      Ora non è che non auspico a qualcosa di meglio, però cavolo in mezzo ci sono tante sfumature.

    9. InternationalDay3400 on

      Perché aspettare la pensione dei potenziali nonni per avere figli /s ma nemmeno troppo

    10. Professional-Bird88 on

      Nella scuola dove andavo (però paritaria) offrivano e offrono ancora 1 mese di attività varie a 100€ a settimana pranzo e merenda inclusa

      Dalle 7:30 alle 17

      E con la possibilità anche per ragazzi non studenti di andare

      Le opportunità ci sono se uno si mette a guardare e 100€ a settimana per tutto il lavoro che fanno mi sembra pure poco.

      Ah obv al nord, in città medio grande

    11. Double-Celebration71 on

      Arriveremo al punto dove solo chi nasce Privilegiato può permettersi di vivere

      I Ricchi hanno vinto quando vi hanno raccontato che TUTTI possono avere possibilità di diventare come loro….Una bugia cosi Carina che quasi tutti ci credono.

    12. Hopeful-Life4738 on

      Gli educatori dei centri estivi devono essere pagati.
      Non possiamo avere centri estivi statali perchè altrimenti bisogna alzare le tasse per trovare le coperture.
      L’unica soluzione reale e immediatamente applicabile è l’associazionismo: così come esistono gli oratori, gruppi di cittadini dovrebbero associarsi per gestire il tempo libero dei bambini in estate.

    13. Da che sapevo io, per decenni i campi estivi e altre attività estive erano organizzate e gestire da sindacati, associazioni giovanili di gruppi politici, associazioni di categoria, dopolavoro ecc, oltre agli oratorio, che erano strutture molto partecipate dai loro associati. Venuto a sfaldarsi per vari motivi questo sistema c’è stato un po‘ un vuoto. I costi per sostenere centri e attività sono alti per realtà locali e i prezzi si sono alzati, per cui i genitori a pari condizioni sono costretti a pagare di più, poi ci sono ovviamente i soliti stronzi che ci lucrano tagliando costi essenziali e contributi ai lavoratori.
      Non invidio gli anni della prima repubblica ma un po‘ manca quella rete di supporto delle associazioni di categoria e simili a massiccia partecipazione

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