> Il settore cinema–audiovisivo è in allarme: nella Manovra 2026 approvata venerdì dal Consiglio dei ministri sono previsti tagli sostanziosi al Fondo unico per l’audiovisivo la cui disponibilità scende dagli attuali „almeno 700 milioni di euro“ a 550 milioni nel 2026 e 500 milioni dal 2027. Una riduzione di 150 milioni di euro nel 2026 e 200 milioni dal 2027 che, seppure in misura inferiore rispetto ai tagli previsti nella prima bozza della manovra (rispettivamente 190 e 240 milioni di euro), rischiano di pesare non poco sul mondo dello spettacolo.
Che ne pensate? Io, forse vado controcorrente, la reputo una cosa positiva.
Bloodnose_thepirate on
Mi dispiace per i miei amici che lavorano nel settore. Ma meglio tagliare lì che altrove.
Certo, non mi sembrano tagli che risaneranno l’economia e dovrei prendermi del tempo per capire come si collocano con gli altri allocamenti di denaro e tagli.
00ishmael00 on
MORE.
MOOOOOOOOOOOORE.
Great_Personality343 on
In Italia abbiamo una bella cultura del cinema ma dal 2000 ad oggi gli investimenti statali hanno portato a spendere quasi il doppio di quanto poi si incassi al botteghino e non è una cosa sostenibile. Va bene, qualche film decente ogni tanto esce ma non la vedo come una tragedia nazionale se Pierfrancesco Favino e Edoardo Leo non possono continuare a sfornare 5 film di merda l’anno.
AbiettoGoblin on
Azzerarlo. Chi vuole girare un film che si trovi i propri finanziatori, non devono essere i contribuenti a pagare sta roba.
According_to_Mission on
Bene.
just_a_random_soul on
Molto male.
Come nell’articolo e‘ riportato, questo vuol dire migliaia di lavoratori a rischio in un settore che gia‘ non se la passa bene, con l’ennesima italica strategia di produrre di meno e importare di piu‘ da altri paesi, che e‘ un ragionamento che si applica non solo per i prodotti industriali (di cui abbiamo visto storicamente il risultato), ma anche per quelli culturali.
Se ci sono abusi e storture, che vengano puniti e corretti.
Ma non vedo come banalmente investire di meno in produzioni nazionali possa in qualche modo giovarci, ne‘ sul breve termine, ne‘ su quello lungo
0x4652 on
L’importante è che i fondi presenti non vadano al PAPmusic di turno
el_pupo_real on
Contando che si è prodotta un sacco di porcheria che non si è mai filato nessuno, direi che ha senso darci un taglio e valutare meglio i meriti di chi prende questi contributi. Produrre la qualunque con fatture gonfiate per prendere tax credit non ha senso
Haylight96_again on
La cultura e l’impegno statale nel cinema era qualcosa di lodevole, ma i soldi sono stati molto spesso spesi a caso e su produzioni orripilanti.
Se qualcosa non funziona è giusto tagliare. E qui non funziona. Al netto di alcune produzioni buone, l’industria cinematografica era un pozzo di fondi senza, in media, alcun vero beneficio.
_daddedadde_ on
Ma tanto c’è telemeloni, il cinema non serve
MakotoBIST on
centinaia di milioni dei contribuenti buttati in film di merda, raccomandati e un 50% di cose che neanche viene distribuita.
Ottimo.
Mi dispiace per i lavoratori, ma con tutti quei soldi è imbarazzante la qualitá dell’output, di conseguenza è giusto venire puniti come settore. I soldi non crescono sugli alberi e la coperta sta diventando sempre piú corta.
stupidarsecrack on
Uau la destra che odia gli artisti? Chi lo avrebbe mai immaginato!!1!
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13 Kommentare
> Il settore cinema–audiovisivo è in allarme: nella Manovra 2026 approvata venerdì dal Consiglio dei ministri sono previsti tagli sostanziosi al Fondo unico per l’audiovisivo la cui disponibilità scende dagli attuali „almeno 700 milioni di euro“ a 550 milioni nel 2026 e 500 milioni dal 2027. Una riduzione di 150 milioni di euro nel 2026 e 200 milioni dal 2027 che, seppure in misura inferiore rispetto ai tagli previsti nella prima bozza della manovra (rispettivamente 190 e 240 milioni di euro), rischiano di pesare non poco sul mondo dello spettacolo.
Che ne pensate? Io, forse vado controcorrente, la reputo una cosa positiva.
Mi dispiace per i miei amici che lavorano nel settore. Ma meglio tagliare lì che altrove.
Certo, non mi sembrano tagli che risaneranno l’economia e dovrei prendermi del tempo per capire come si collocano con gli altri allocamenti di denaro e tagli.
MORE.
MOOOOOOOOOOOORE.
In Italia abbiamo una bella cultura del cinema ma dal 2000 ad oggi gli investimenti statali hanno portato a spendere quasi il doppio di quanto poi si incassi al botteghino e non è una cosa sostenibile. Va bene, qualche film decente ogni tanto esce ma non la vedo come una tragedia nazionale se Pierfrancesco Favino e Edoardo Leo non possono continuare a sfornare 5 film di merda l’anno.
Azzerarlo. Chi vuole girare un film che si trovi i propri finanziatori, non devono essere i contribuenti a pagare sta roba.
Bene.
Molto male.
Come nell’articolo e‘ riportato, questo vuol dire migliaia di lavoratori a rischio in un settore che gia‘ non se la passa bene, con l’ennesima italica strategia di produrre di meno e importare di piu‘ da altri paesi, che e‘ un ragionamento che si applica non solo per i prodotti industriali (di cui abbiamo visto storicamente il risultato), ma anche per quelli culturali.
Se ci sono abusi e storture, che vengano puniti e corretti.
Ma non vedo come banalmente investire di meno in produzioni nazionali possa in qualche modo giovarci, ne‘ sul breve termine, ne‘ su quello lungo
L’importante è che i fondi presenti non vadano al PAPmusic di turno
Contando che si è prodotta un sacco di porcheria che non si è mai filato nessuno, direi che ha senso darci un taglio e valutare meglio i meriti di chi prende questi contributi. Produrre la qualunque con fatture gonfiate per prendere tax credit non ha senso
La cultura e l’impegno statale nel cinema era qualcosa di lodevole, ma i soldi sono stati molto spesso spesi a caso e su produzioni orripilanti.
Se qualcosa non funziona è giusto tagliare. E qui non funziona. Al netto di alcune produzioni buone, l’industria cinematografica era un pozzo di fondi senza, in media, alcun vero beneficio.
Ma tanto c’è telemeloni, il cinema non serve
centinaia di milioni dei contribuenti buttati in film di merda, raccomandati e un 50% di cose che neanche viene distribuita.
Ottimo.
Mi dispiace per i lavoratori, ma con tutti quei soldi è imbarazzante la qualitá dell’output, di conseguenza è giusto venire puniti come settore. I soldi non crescono sugli alberi e la coperta sta diventando sempre piú corta.
Uau la destra che odia gli artisti? Chi lo avrebbe mai immaginato!!1!