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13 Kommentare

  1. AboveTheSeaOfNoise on

    > Il settore cinema–audiovisivo è in allarme: nella Manovra 2026 approvata venerdì dal Consiglio dei ministri sono previsti tagli sostanziosi al Fondo unico per l’audiovisivo la cui disponibilità scende dagli attuali „almeno 700 milioni di euro“ a 550 milioni nel 2026 e 500 milioni dal 2027. Una riduzione di 150 milioni di euro nel 2026 e 200 milioni dal 2027 che, seppure in misura inferiore rispetto ai tagli previsti nella prima bozza della manovra (rispettivamente 190 e 240 milioni di euro), rischiano di pesare non poco sul mondo dello spettacolo.

    Che ne pensate? Io, forse vado controcorrente, la reputo una cosa positiva.

  2. Bloodnose_thepirate on

    Mi dispiace per i miei amici che lavorano nel settore. Ma meglio tagliare lì che altrove.

    Certo, non mi sembrano tagli che risaneranno l’economia e dovrei prendermi del tempo per capire come si collocano con gli altri allocamenti di denaro e tagli.

  3. Great_Personality343 on

    In Italia abbiamo una bella cultura del cinema ma dal 2000 ad oggi gli investimenti statali hanno portato a spendere quasi il doppio di quanto poi si incassi al botteghino e non è una cosa sostenibile. Va bene, qualche film decente ogni tanto esce ma non la vedo come una tragedia nazionale se Pierfrancesco Favino e Edoardo Leo non possono continuare a sfornare 5 film di merda l’anno.

  4. AbiettoGoblin on

    Azzerarlo. Chi vuole girare un film che si trovi i propri finanziatori, non devono essere i contribuenti a pagare sta roba.

  5. just_a_random_soul on

    Molto male.
    Come nell’articolo e‘ riportato, questo vuol dire migliaia di lavoratori a rischio in un settore che gia‘ non se la passa bene, con l’ennesima italica strategia di produrre di meno e importare di piu‘ da altri paesi, che e‘ un ragionamento che si applica non solo per i prodotti industriali (di cui abbiamo visto storicamente il risultato), ma anche per quelli culturali.

    Se ci sono abusi e storture, che vengano puniti e corretti.
    Ma non vedo come banalmente investire di meno in produzioni nazionali possa in qualche modo giovarci, ne‘ sul breve termine, ne‘ su quello lungo

  6. el_pupo_real on

    Contando che si è prodotta un sacco di porcheria che non si è mai filato nessuno, direi che ha senso darci un taglio e valutare meglio i meriti di chi prende questi contributi. Produrre la qualunque con fatture gonfiate per prendere tax credit non ha senso

  7. Haylight96_again on

    La cultura e l’impegno statale nel cinema era qualcosa di lodevole, ma i soldi sono stati molto spesso spesi a caso e su produzioni orripilanti.

    Se qualcosa non funziona è giusto tagliare. E qui non funziona. Al netto di alcune produzioni buone, l’industria cinematografica era un pozzo di fondi senza, in media, alcun vero beneficio.

  8. centinaia di milioni dei contribuenti buttati in film di merda, raccomandati e un 50% di cose che neanche viene distribuita. 

    Ottimo. 

    Mi dispiace per i lavoratori, ma con tutti quei soldi è imbarazzante la qualitá dell’output, di conseguenza è giusto venire puniti come settore. I soldi non crescono sugli alberi e la coperta sta diventando sempre piú corta.

  9. stupidarsecrack on

    Uau la destra che odia gli artisti? Chi lo avrebbe mai immaginato!!1!

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