Wein, italienische Exporte halten in Richtung USA: Die Bedrohung durch 200% Pflichten ist erschreckend

https://www.ilsole24ore.com/art/vino-ferme-esportazioni-italiane-gli-states-prima-dazi-minacciati-200percento-AG6u0zkD

Von mirkul

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15 Kommentare

  1. Non sono sicuro di capire perché non viene spedito nulla, immagino che sia rischioso inviare qualcosa oggi senza certezze delle tasse che dovranno essere pagate quando arriva.

    Certo, un colpo per queste aziende, in un mercato in cui l’Italia è molto attiva.

  2. JustSomebody56 on

    Voglio vedere il capitano e la donna italiana postare una foto col presidente usa

  3. Oh no, quindi Trump non è nostro amico? Come mai mette dazi sul nostro prodotto numero 1™ che è responsabile del 40% del nostro PIL? Salvini non aveva ragione? Ma non è possibile, il Capitano ha sempre ragione.

    /S gigantesca ovviamente

  4. Beh, si fa lo stesso sui giganti del web Americani. Vediamo se noi spendiamo di più per servizi online, o loro per nostro vino.

  5. ankokudaishogun on

    Il problema *principale* non sono i dazi in sé ma l’instabilità degli stessi, che rende difficile agli importatori farsi i conti per cui ordinano di meno.

  6. Possiamo ricordare che i dazi non fermano niente?
    Cambia il prezzo per chi acquista.
    Dal punto di vista di chi esporta non cambia nulla.
    O meglio, cambia verosimilmente il volume degli ordini.

  7. Quindi mi state dicendo che gli amichetti del nostro governo non sono così amichetti quando si parla di soldi e che non si fanno scrupoli quand’è il momento di voltarti le spalle?

    Ma non erano sia Trump che Putin persone affidabili da cui prendere esempio?

    Voglio vedere ora cosa si inventano per giustificare tutto questo, soprattutto da colui che guida la Lega che è un maestro nello scaricare la colpa

  8. StrongZeroSinger on

    non si campa di vino buono??

    abbiamo passato 10+ anni a demonizzare l’america, a dire che fa schifo, che è il far west, che hanno la sanità costosa etc.. e nel frattempo ciucciavamo dalle sue tette (ma non solo anche cina) tutti i prodotti e SERVIZI che creavano loro perchè in europa non si produce e non si sviluppa.

    gli americani possono chiudere i confini e vivere indipendentemente con tutta la terra coltivata che hanno, i sussidi, i vigneti etc.. alla fine il vino italiano non è una necessità, è un LUSSO e chi vuole il lusso è disposto a pagarlo di più.

    cose che non sono lusso ma necessità sono invece i microchip che in europa non mi risulta siamo al passo con nessuno, il FAB avanzato piu vicino è in israele della intel che sono americani, perfino i russi stanno messi meglio di noi per la auto-produzione. in europa (ma in italia!) ci si è seduti sugli allori godendo del mercato libero, del mettere le fabbriche nel giardino del tuo vicino, nel comprare la corrente elettrica alle centrali nucleari fuori dal paese, a concentrarsi sul terziario fine a se stesso (piu grande percentuale di PMI parastatali o che lavorano prettamente con lo stato etc..) perchè a tutto il resto ci pensava la globalizazione.

    Poi basta un aumento di tasse e stiamo nella merda?

    idem i siti web o servizi, l’europa è tanto smart e civilizzata che fa mille regolamentazioni come la GDPR che è una cosa buona non mi fraintendere però nel momento dello switch che 90% dei siti esteri ed applicazioni che non si erano ancora adeguate abbiamo avuto un periodo di blackout da un sacco di servizi.

    c’era una thread che faceva vedere le alternative europee alle piattaforme americane… era roba ridibile, ma giustamente come si fa a fare un altenrativa concorrente a monopoli come google maps, AWS etc..?

    forse queste strizze servono un po a far riflettere all’italia su quanto sia effettivamente dipendente da altri stati su beni essenziali o tenore di vita

  9. Soft-Pain-837 on

    Tranquilli, che adesso capitan porchetta fa una telefonata a Trump per ottenere un’eccezione su misura per il prosecco, ché sennó Zaia e Fedriga gli faranno le feste in segreteria

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