Un articolo dalle dimensioni titaniche scritto da ben **nove** giornalisti di Wired, tutti riuniti nel raccontare l’Odissea di come un uomo stia cambiando il paese più ricco del mondo, sfondandone la porta a suon di raccomandazioni, licenziamenti e raccolta di dati sensibili.
> Nella testa di Musk, Washington doveva essere debuggata, affiancata da una struttura parallela e poi chiusa. Le sue squadre d’assalto di giovani informatici avrebbero scavato nei bizantini sistemi della burocrazia del governo, cancellando ciò che ritenevano opportuno. Avrebbero aiutato Trump a ridurre il bilancio federale all’osso. A un certo punto, all’Hilton, Musk si è rivolto alle persone che si trovavano al suo tavolo: Riuscite a credere che stavamo spendendo i soldi dei contribuenti per i preservativi? Gli astanti hanno scosso la testa. Musk ha guardato di nuovo il telefono, per poi aggiungere: E se tagliassimo tutte le sovvenzioni federali alle ong?
>Nei giorni e nelle settimane seguenti, il Doge ha colpito un settore del governo federale dopo l’altro. I dipartimenti dell’Agricoltura, della Difesa, dell’Istruzione, della Salute e dei Servizi umani, della Sicurezza Interna, della Casa e dello Sviluppo urbano, della Giustizia e degli Affari dei veterani; le amministrazioni dell’Aviazione federale, dei Servizi generali, della Social security e la National Oceanic and Atmospheric Administration ; e ancora, l’Ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori e l’equivalente dell’Agenzia delle entrate; l’agenzia per lo Sviluppo internazionale (Usaid) e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie; il National Park Service e la National Science Foundation: tutti finiti sotto il controllo di Musk. Si stima che decine di migliaia di dipendenti federali siano stati licenziati o si siano dimessi. „È un colpo di stato digitale“, ha dichiarato all’epoca una fonte dell’Usaid a Wired.
>Mentre faceva tutto questo, il Doge ha anche ottenuto l’accesso a una quantità incalcolabile terabyte di dati. Trump aveva dato a Musk e ai suoi agenti carta bianca per accedere a qualsiasi sistema che non fosse secretato. Una dei loro primi obiettivi? Un database violato più di dieci anni fa da presunte cyberspie cinesi, che conteneva file investigativi su decine di milioni di dipendenti del governo statunitense. Tra gli altri faldoni digitali finiti tra le mani del Doge potrebbero esserci le informazioni fiscali, i dati biometrici e addirittura le anamnesi, compresi i trattamenti per l’abuso di droghe e alcol, dei dipendenti federali; chiavi crittografiche delle aree riservate di strutture federali in tutto il paese; le testimonianze personali dei beneficiari di alloggi a basso reddito e i dettagli sulla posizione di bambini particolarmente vulnerabili.
>Cosa voleva farci il Doge con queste informazioni? Come hanno spiegato a Wired diversi specialisti di finanza, informatica e sicurezza del governo, nessuno di questi dati sembrava rilevante per l’obiettivo dichiarato da Musk: individuare sprechi e frodi. Ma trattando il governo degli Stati Uniti come un gigantesco dataset, sottolineano gli esperti, il Doge potrebbe aiutare l’amministrazione Trump a raggiungere un altro obiettivo: raccogliere in un unico luogo facilmente consultabile gran parte di ciò che il governo sa su un determinato individuo, sia esso un dipendente pubblico o un immigrato irregolare.
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Un articolo dalle dimensioni titaniche scritto da ben **nove** giornalisti di Wired, tutti riuniti nel raccontare l’Odissea di come un uomo stia cambiando il paese più ricco del mondo, sfondandone la porta a suon di raccomandazioni, licenziamenti e raccolta di dati sensibili.
> Nella testa di Musk, Washington doveva essere debuggata, affiancata da una struttura parallela e poi chiusa. Le sue squadre d’assalto di giovani informatici avrebbero scavato nei bizantini sistemi della burocrazia del governo, cancellando ciò che ritenevano opportuno. Avrebbero aiutato Trump a ridurre il bilancio federale all’osso. A un certo punto, all’Hilton, Musk si è rivolto alle persone che si trovavano al suo tavolo: Riuscite a credere che stavamo spendendo i soldi dei contribuenti per i preservativi? Gli astanti hanno scosso la testa. Musk ha guardato di nuovo il telefono, per poi aggiungere: E se tagliassimo tutte le sovvenzioni federali alle ong?
>Nei giorni e nelle settimane seguenti, il Doge ha colpito un settore del governo federale dopo l’altro. I dipartimenti dell’Agricoltura, della Difesa, dell’Istruzione, della Salute e dei Servizi umani, della Sicurezza Interna, della Casa e dello Sviluppo urbano, della Giustizia e degli Affari dei veterani; le amministrazioni dell’Aviazione federale, dei Servizi generali, della Social security e la National Oceanic and Atmospheric Administration ; e ancora, l’Ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori e l’equivalente dell’Agenzia delle entrate; l’agenzia per lo Sviluppo internazionale (Usaid) e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie; il National Park Service e la National Science Foundation: tutti finiti sotto il controllo di Musk. Si stima che decine di migliaia di dipendenti federali siano stati licenziati o si siano dimessi. „È un colpo di stato digitale“, ha dichiarato all’epoca una fonte dell’Usaid a Wired.
>Mentre faceva tutto questo, il Doge ha anche ottenuto l’accesso a una quantità incalcolabile terabyte di dati. Trump aveva dato a Musk e ai suoi agenti carta bianca per accedere a qualsiasi sistema che non fosse secretato. Una dei loro primi obiettivi? Un database violato più di dieci anni fa da presunte cyberspie cinesi, che conteneva file investigativi su decine di milioni di dipendenti del governo statunitense. Tra gli altri faldoni digitali finiti tra le mani del Doge potrebbero esserci le informazioni fiscali, i dati biometrici e addirittura le anamnesi, compresi i trattamenti per l’abuso di droghe e alcol, dei dipendenti federali; chiavi crittografiche delle aree riservate di strutture federali in tutto il paese; le testimonianze personali dei beneficiari di alloggi a basso reddito e i dettagli sulla posizione di bambini particolarmente vulnerabili.
>Cosa voleva farci il Doge con queste informazioni? Come hanno spiegato a Wired diversi specialisti di finanza, informatica e sicurezza del governo, nessuno di questi dati sembrava rilevante per l’obiettivo dichiarato da Musk: individuare sprechi e frodi. Ma trattando il governo degli Stati Uniti come un gigantesco dataset, sottolineano gli esperti, il Doge potrebbe aiutare l’amministrazione Trump a raggiungere un altro obiettivo: raccogliere in un unico luogo facilmente consultabile gran parte di ciò che il governo sa su un determinato individuo, sia esso un dipendente pubblico o un immigrato irregolare.