Joe Biden ha annunciato l’accordo per un cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. Questo pone fine (per il momento) a un anno di attacchi fra il gruppo militante sciita e Israele.
Hezbollah ha cominciato ad attaccare Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023 in solidarietà con Hamas, provocando l’evacuazione di circa 60mila civili dal nord di Israele che sono ancora sfollati. Israele ha risposto al fuoco, poi culminato con l’invasione a del sud del Libano a settembre di quest’anno.
Negli ultimi 3 mesi Hezbollah ha subìto duri colpi, cominciando con l’attacco esplosivo ai cercapersone (che non solo ha ucciso o menomato molti militanti, ma ne ha danneggiato la comunicazione interna) e l’uccisione di gran parte della sua leadership fra cui il leader Nasrallah, per poi proseguire con i bombardamenti israeliani, che secondo l’intelligence USA hanno eliminato circa l’80% del suo arsenale.
L’accordo prevede una sorta di implementazione della risoluzione ONU 1701 del 2006 (che non era mai stata applicata), ovvero prevede che Hezbollah torni a nord del fiume Leonte e non sposti le truppe a sud di esso. Il sud del paese sarà invece controllato dall’esercito libanese. Vedi mappa:
In aggiunta l’accordo include la richiesta più importante di Israele, cioè di riservarsi il diritto di intervenire militarmente nel caso in cui Hezbollah violi i termini dell’armistizio.
Questa sembra essere un’umiliazione per Hezbollah, dato che avevano sostenuto più volte che avrebbero fermato gli attacchi su Israele solo se questi ultimi si fossero ritirati da Gaza. Adesso però hanno firmato un armistizio separato.
Tuttavia, non è chiaro se l’esercito libanese (che è molto più debole di Hezbollah) avrà la capacità di impedire a quest’ultimo di riposizionarsi nel sud del paese.
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Joe Biden ha annunciato l’accordo per un cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. Questo pone fine (per il momento) a un anno di attacchi fra il gruppo militante sciita e Israele.
Hezbollah ha cominciato ad attaccare Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023 in solidarietà con Hamas, provocando l’evacuazione di circa 60mila civili dal nord di Israele che sono ancora sfollati. Israele ha risposto al fuoco, poi culminato con l’invasione a del sud del Libano a settembre di quest’anno.
Negli ultimi 3 mesi Hezbollah ha subìto duri colpi, cominciando con l’attacco esplosivo ai cercapersone (che non solo ha ucciso o menomato molti militanti, ma ne ha danneggiato la comunicazione interna) e l’uccisione di gran parte della sua leadership fra cui il leader Nasrallah, per poi proseguire con i bombardamenti israeliani, che secondo l’intelligence USA hanno eliminato circa l’80% del suo arsenale.
L’accordo prevede una sorta di implementazione della risoluzione ONU 1701 del 2006 (che non era mai stata applicata), ovvero prevede che Hezbollah torni a nord del fiume Leonte e non sposti le truppe a sud di esso. Il sud del paese sarà invece controllato dall’esercito libanese. Vedi mappa:
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In aggiunta l’accordo include la richiesta più importante di Israele, cioè di riservarsi il diritto di intervenire militarmente nel caso in cui Hezbollah violi i termini dell’armistizio.
Questa sembra essere un’umiliazione per Hezbollah, dato che avevano sostenuto più volte che avrebbero fermato gli attacchi su Israele solo se questi ultimi si fossero ritirati da Gaza. Adesso però hanno firmato un armistizio separato.
Tuttavia, non è chiaro se l’esercito libanese (che è molto più debole di Hezbollah) avrà la capacità di impedire a quest’ultimo di riposizionarsi nel sud del paese.