
Die Labour-Regierung von Andy Burnham hat Sanktionen gegen den Handel mit Produkten aus israelischen Siedlungen in den besetzten palästinensischen Gebieten im Westjordanland angekündigt. Eine Entscheidung, die auch von 11 anderen Ländern geteilt wurde, darunter Kanada, Frankreich und andere europäische und außereuropäische Staaten. Italien trat nicht bei. Selbst Donald Trump widersetzte sich der Initiative nicht: "Er bestand nicht darauf und verlangte auch nicht, seine Meinung zu ändern oder die Entscheidung aufzuschieben"Medienberichte
Die Labour-Regierung in London unter der neuen Führung von Andy Burnham hat Sanktionen gegen den Handel mit Produkten aus israelischen Siedlungen in den besetzten palästinensischen Gebieten im Westjordanland angekündigt. Eine Entscheidung, die von elf weiteren Ländern geteilt und auch unterstützt wurde, darunter Kanada, Frankreich und andere europäische und außereuropäische Staaten, die eine gemeinsame Erklärung unterzeichneten. Italien trat nicht bei. Wie Axios und die Times of Israel berichten, widersetzte sich nicht einmal die amerikanische Regierung von Donald Trump der Initiative Londons. In den vergangenen Tagen hatte Burnham den amerikanischen Präsidenten über die Sanktionen und den Tycoon informiert "Er bestand nicht darauf und verlangte auch nicht, seine Meinung zu ändern oder die Entscheidung aufzuschieben"Medienberichte. Die Entscheidung von Burnhams Regierung folgte der Entscheidung des israelischen Ministerpräsidenten Benjamin Netanjahu, mit einer neuen Siedlung im E1-Gebiet fortzufahren, was zur Teilung des Westjordanlandes führen und die territoriale Kontinuität eines künftigen palästinensischen Staates verhindern würde
Auch die Diplomatiechefs Dänemarks, Finnlands, Islands, Irlands, Norwegens, Polens, Portugals, Spaniens und Schwedens unterzeichneten die Erklärung zusammen mit dem Vereinigten Königreich, Kanada und Frankreich. Einige von ihnen, angefangen bei Dublin und Madrid, hatten die israelischen Kolonien bereits offiziell auf kommerzieller Ebene sanktioniert.
https://www.fanpage.it/politica/cisgiordania-12-paesi-annunciano-sanzioni-alle-colonie-illegali-litalia-resta-a-guardare/
Von EnvironmentPlus8992

12 Kommentare
Il governo italiano in questo momento
https://preview.redd.it/s09twm036ioh1.jpeg?width=1280&format=pjpg&auto=webp&s=90bbea11af04d8e6e73c1d0b55cb577962dc5b94
>Da questo elenco l’Italia si cancella da sola, unica tra le grandi diplomazie dell’Europa occidentale a non mettere la firma in calce alla misura.
beh no, c’è pure la Germania che è sempre filoisraeliana.
https://preview.redd.it/3p2pn53esioh1.png?width=1024&format=png&auto=webp&s=606c3efb3cedf161876f22c8612bea5500aa8108
Come consumatori, possiamo boicottare tutti i prodotti il cui codice a barre inizia con:
# 729
I prodotti fabbricati o confezionati direttamente in Israele presentano solitamente un codice a barre che inizia con le cifre **729**.
I prodotti provenienti dalle colonie riportano: Prodotto della Cisgiordania – insediamento israeliano;
# MA
alcuni prodotti provenienti dalle colonie, riportano il codice a barre che inizia con 729.
Per non sbagliare basterebbe boicottare l’acquisto di tutti i prodotti con il codice a barre 729 (ennesima ripetizione, per non dimenticare).
In ogni modo i principali prodotti israeliani sono:
*Carmel, King Salomon, Jordan River, Jordan Plains* e *Ventura*
Vi ricordo che Israele è un nostro alleato. L’unica democrazia del medio oriente
Come si dice in dialetto perecottaro „non condivido e non condanno“.
Gioggia cosi‘ ignava che Dante avrebbe gia‘ un girone per lei e la sua stirpe
Andrei piano con gli entusiasmi:
>[British diplomats have privately told the US that the sanctions **are largely symbolic** and **will have no material impact on the UK’s wider relationship with Israel** on trade or security](https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-07/uk-s-burnham-risks-trump-anger-with-new-sanctions-on-israel)
E lo sarebbe anche senza questa precisazione, visto che, s
econdo i dati del governo britannico, nel 2025 il commercio di beni e servizi tra Regno Unito e Israele è di valore pari a 6 miliardi di £. Di contro, quello con gli insediamenti è appena 40 milioni (non totalmente, vero: la cifra si riferisce ai rapporti commerciali tra UK e la Cisgiordania tutta, palestinesi e coloni, dato che *non esistono dati ufficiali* riguardo all’entità dei rapporti tra UK e insediamenti. Quindi ancora più bassa, in realtà). Meno dell’1%!
Che poi, non sanzionando Israele (cioè il Paese le cui politiche creano gli insediamenti) ma solo gli insediamenti, non si capisce cosa impedisca ai beni provenienti dagli insediamenti di essere commerciati da Israele verso i Paesi che hanno posto le sanzioni.
Paesi che, pur riconoscendo *a parole loro* in questo comunicato, che si tratta di uno stato di apartheid contrario al diritto internazionale, vi continuano comunque a intrattenere rapporti e, nel caso del Regno Unito (lo prendo a esempio, essendo stata un’iniziativa organizzata dal loro nuovo governo), a vendere componenti per gli F35 e a inviare aerei spia in ricognizione sopra Gaza, l’ultimo due giorni fa.
Se poi annunciato mentre:
1) ogni frase ripeti i soliti mantra sul „diritto a difendersi“di Israele nel big 2026 (ma non era uno stato che violava il diritto internazionale?) e che li aiuterai sempre a farlo
2) ignori quanto fanno da quasi un anno a Gaza
3) un secondo dopo, appioppi all’Iran nuove sanzioni (a differenza di quelle di cui sopra, pesanti e con effetti concreti) per conto di Israele
….veramente, è meno di zero. È piuttosto chiaro che è una mossa puramente ad uso interno, per darsi una parvenza di distacco dalle politiche israeliane senza dover davvero cambiare posizione. Il che vuol dire aiutarli a continuare a fare ciò che stanno facendo ora, a Gaza e altrove. Pura PR.
Non ho capito perché gli israeliani che vivono in Cisgiordania (neologismo recente) devono essere chiamati coloni se la storia degli ebrei in quelle zone risale a migliaia di anni fa.
Inoltre, l’area E1 rientra interamente all’interno della **giurisdizione municipale dell’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim** e, secondo la suddivisione amministrativa definita dagli Accordi di Oslo, è classificata come **Area C**.
Secondo gli accordi di Oslo essendo inclusa nell’**Area C** (che copre circa il 60% della Cisgiordania), l’area E1 è sotto il **pieno controllo militare e civile di Israele**.
**L’Amministrazione Civile israeliana** gestisce l’assegnazione dei terreni, i permessi di costruzione e le demolizioni.
**La sicurezza** è di competenza delle forze di difesa israeliane (IDF) e della polizia israeliana.
Tutto questo frastuono da parte di Nazioni che nulla centrano con Israele è davvero incomprensibile ed è un chiaro segno della propaganda e dell’odio anti israeliano che vediamo crescere nel mondo giorno dopo giorno.
Le violenze dei “coloni” sono ovviamente inqualificabili e Israele stesso persegue i criminali. Sollevare il problema della violenza è sempre giusto, ma deve essere fatto da entrambi i lati. Altrimenti è propaganda. Sono poche le news riguardanti le violenze e gli attentati, anche recenti, da parte palestinese in Cisgiordania, mentre sono sempre rilanciati dai media solo le violenze degli israeliani.
Basta informarsi seriamente e la verità viene sempre a galla.
Ma pensate a fare l’ottantottesimo pacchetto alla Russia piuttosto, che abbiamo quasi vinto. 🤣🤣
Italia e Germania sempre dalla parte sbagliata della storia, invitiamo anche il Giappone!
Attenzione qui si profila il reato di Durangoism
Qualcuno deve spiegarmi la differenza tra insediamenti legali e illegali in Israele. L’unica differenza tra Tel Aviv e un insediamento in Cisgiordania è l’anno di conquista: la prima nel 48, il secondo nel 67. In entrambi i casi sottratto con la forza a chi in quella terra ci viveva da secoli prima che arrivassero i coloni sionisti. Israele andrebbe boicottata e sanzionata nella sua interezza