
Italienische Pensionsfonds und professionelle Fonds sind nicht sehr transparent, bringen wenig Ertrag und kosten zu viel
https://www.corriere.it/economia/pensioni/26_luglio_20/pensioni-400-miliardi-italiani-grave-problema-fondi-casse-previdenziali-e2b35bd5-21b3-4947-90eb-a3f674a16xlk.shtml
Von glugluck
10 Kommentare
Nell’ultimo decennio, molte gestioni non hanno neppure raggiunto i rendimenti riconosciuti a chi ha lasciato il tfr „in azienda“.
Le casse professionali possono inoltre giocare d’azzardo: se va bene ci guadagnano gli iscritti, se va male le salviamo noi (come l’Inpgi).
Non è una novità, i neocazzari ancora una volta vivono nel mondo delle favole.
Dopo la sanità vogliono privatizzare le pensioni per metterci dentro le loro mani, e ci ritrovermo con pensioni più basse ma costi più alti.
Infatti il fondo pensione medio è buono solo per chi ha forti contributi dall’azienda, ral alta e ha un piano per bruciarlo prima della rendita ( investimento, prima casa, ecc) e orizzonte lunghissimo.
Nessuno davvero usa il fondo pensione come è previsto (parola chiave pensione) perché palesemente non conviene e speriamo non ci obblighino
Io da anni lascio il tfr in azienda nonostante si possa invece mettere in un fondo pensione. Non so quale scelta sia la migliore
Le linee crescita (tipicamente bilanciati 50/50 o 60/40) e azionarie di molti fp surclassano ogni rivalutazione del trf, con sgravi fiscali e contributi datoriali sono dei no brainer, magari se la gente non investisse a 30 anni in comparti monetari sarebbe già un inizio…
Il fondo pensione è buono per il trattamento fiscale. Fine. E‘ da usare in parallelo con i propri investimenti. Fintanto che il datore di lavoro contribuisce e si possono detrarre dei soldi da irpef è un’ottima idea.
Comunque sta cosa dell’adesione automatica non funzionerà MAI nelle PMI dove, mediamente, il lavoratore non legge niente di ciò che gli viene dato e si limita a firmare tutto. Rimarrà sempre e comunque in azienda (a meno che non abbia già un fondo pensione alternativo).
Il fondo pensione è utile praticamente solo perché c’è il contributo datoriale (fino ad oggi solo in quelli negoziali), e ovviamente per alcuni aspetti fiscali che si fanno sentire al crescere del reddito.
Il problema è che di per se il fondo non ha rendimenti elevatissimi e le agevolazioni potrebbero essere riviste più volte prima di maturare la pensione.
Per orizzonti temporali superiori a 20-25 anni, conviene investire in ETF. Per orizzonti più brevi invece il trattamento fiscale risulta più conveniente. In un video di Coletti se ben ricordo si evidenziava questo.
L’italiano medio non c’ha voglia di sbattersi e bolla negativamente una delle poche cose che gli salveranno il culo dal taglio delle pensioni pubbliche.
Leggetevi i kid dei fondi (partendo da quello di categoria) e troverete cosa rende meglio, perchè esiste. C’è tutto quel che serve sapere: costi, composizione, linee di investimento, ecc…
Tipo io ho il Previbank come fondo di categoria:
– linea azionaria 80/20 (il max possibile)
– contributo datoriale 5% mettendo 1% + tutto tfr
– TER della mia linea 0,35%
L’ultimo anno ha reso 12.1% netto (perchè sui prospetti, data la fiscalità particolare, ci sono i netti sui fondi pensione), anche l’anno prima siamo oltre l’11%
Compete tranquillamente con un ETF, mi viene restituito praticamente un buon 35% su ciò che verso, esente bollo, impignorabile.
Lasciare in azienda il tfr è un suicidio finanziario:
– rivalutazione inflazione è mediamente 3/3,5% se l’inflazione è in media (chi guarda solo l’anno su 10-12 in cui l’inflazione schizza ha capito poco: rendimenti reali, questi sconosciuti…)
– se azienda < 50 dipendenti (quota che varierà poi sia in su che in giu nei prossimi 3 anni) preparati a dover lottare col datore perchè probabilmente si è autofinanziato (cosa simile a un reato, perchè il tfr lo devi poter liquidare anche domani, se serve) e non ha i tuoi soldi
– se azienda > 50 dipendenti di fatto il tuo tfr è alla mercé dello stato e dell’inps e possono farne ciò che vogliono (anche importi la rita col tfr, cosa che ha gia proposto la lega per provare a contenere ulteriormente i costi delle pensioni… a sto giro niente, ma entro una decina d’anni questa manovrà diventerà realtà)
Poi che vengano usate troppo spesso le clausole di riscatto anticipato è un’altro tema su cui storgo il naso. Se lo strumento è nato in ottica previdenziale, sottrargli risorse per delle spese oggi (prima casa compresa) è un nonsense totale. Si snatura lo scopo dello strumento così.
Le pensioni saranno basse basse, chi toglie benzina dal serbatoio per usarla ora si ritrova a secco sicuramente poi
Mi pare abbastanza ovvio considerato che appena se parla con „mente finanziaria“ e numeri alla mano nessuno pensa di usarlo VERAMENTE per ciò che dovrebbe essere in futuro, ossia un’erogazione mensile integrativa per colmare la pensione troppo basse.
I discorsi sono tutti focalizzati o sulla RITA o sul non sforare i 100k prima della pensione (per chi ha redditi alti), per chi ha redditi più bassi partono i calcoli di convenienza sulle detrazioni, le valutazioni se si hanno figli a cui lasciare il 50% non ritirato in eredità, o se fare sempre il ritiro totale perchè è meno tassato dell’erogazione del TFR.
Devo ancora trovare qualcuno che affronti seriamente l’argomento pensione intergrativa trattandola come una vera integrazione pensionistica e non una qualunque formula di investimento a lungo termine da massimizzare.