
Den vollständigen Artikel finden Sie hier: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/06/09/piu-laureati-stessa-segregazione-la-scuola-italiana-resta-divisa-per-ceto/
Extrakt:
Neue Absolventen verhalten sich genauso wie alte Absolventen: Sie schicken ihre Kinder mit der gleichen relativen Wahrscheinlichkeit in klassische und traditionelle naturwissenschaftliche Studiengänge. Weniger gebildete Familien bleiben auf die gleichen Wege beschränkt. Der absolute Abstand zwischen dem Anteil der Abiturienten und dem Systemdurchschnitt betrug im Jahr 2009 22,5 Prozentpunkte; im Jahr 2025 sind es 36,5 Punkte. Relativ gesehen ist die Segregation zum Stillstand gekommen; in absoluten Zahlen hat es zugenommen, weil beide Werte von sehr unterschiedlichen Grundlagen aus gewachsen sind.
Schulische Entscheidungen reproduzieren weiterhin getreu die soziale Herkunft, und zwar mit einer Präzision, die keine Anzeichen einer Verschlechterung zeigt. Der italienische soziale Aufzug ist nicht kaputt. Es ist gestoppt. Und das blieb so, während sich alles um ihn herum veränderte.
Achtung: Almalaurea-Prozentsätze geben nicht den Prozentsatz der Studierenden an, die Kinder von Managern oder Arbeitern sind, sondern den Prozentsatz der Eltern je nach Bildungsniveau und Beruf.
https://i.redd.it/u1oezk051g6h1.jpeg
Von sr_local
17 Kommentare
Ma da genitore manderesti mai un figlio al tecnico o al professionale? Salvo rari casi sono contenitori sociali che sfornano i futuri criminali delle città, pieni gentaglia e teppisti. Quando ho iniziato il liceo classico nel 2010 era frequentato solo dai figli del ceto medio-alto della città ed infatti ai stava da dio, nessun problema. Ben venga la segregazione a sto punto
EDIT: su reddit quando dici le cose come stanno vieni riempito di downvote. Ma la stato delle cose rimane questo.
>Le scelte scolastiche continuano a riprodurre fedelmente l’origine sociale, con una precisione che non accenna a diminuire. **L’ascensore sociale italiano non è rotto. È fermo. E lo è rimasto mentre tutto intorno cambiava.**
Questa è un po‘ una sparata se indirizzata unicamente a questi dati visto il delta è anche normale che ci sia. L’alternativa è abolire la famiglia.
in una nazione in cui le maggiori probabilità di successo economico sono date dai percorsi improbabili, che nulla hanno a che fare con la scuola o lo studio formale, come pensiamo di cambiare la situazione? non è una critica, ma sarebbe bello di tanto in tanto ragionare in termini diversi dai canonici *mismatch delle competenze* e *tessuto economico arretrato*. che la realtà sia un’altra e che magari la società italiana premi (decisamente più di altre) chi sceglie di, passatemi il termine, metterci del suo? se all’atto pratico studiare non serve (ai fini di un ritorno socio-economico per chi rimane in patria) vogliamo continuare a illuderci che non sia così?
Quindi mo è colpa mia che mando mio figlio al classico? Chiudiamo il classico?
Fosse per me lo manderei a studiare in latino
Ho sempre pensato che le superiori dovrebbero essere uguali per tutti, come le elementari e le medie
L’elefante nella stanza è che puoi delegare quanto vuoi alla scuola, ma buona parte dell’educazione di un bambino/ragazzo passa per gli input familiari. Se una coppia non ha il carattere per spronare un figlio a migliorarsi, la scuola non lo migliorerà perché potrà soltanto tessere la tela di Penelope: la mattina educhi il discente e il pomeriggio a casa tutto viene mandato al macero.
Qualcosa in più si potrebbe fare se un ragazzo viene da una pessima famiglia ma viene comunque indirizzato in una situazione di semi-convitto, e a casa ci torna solo per dormire la sera. Ma i costi sarebbero semplicemente insostenibili col nostro attuale debito pubblico e soprattutto alla nostra economia non serve una classe lavoratrice ben formata: abbiamo deciso di de-industrializzare.
Spero che l’automazione e l’ai svaluti di molto le professioni da colletto bianco per cui serve una laurea, così vedi come si capovolge la situa. I tecnici e i professionali sono delle ottime scuole.
(Anche se per i tecnici/professionali c’è un problema di mancanza di investimenti da parte dello stato, perchè allo stato costa meno assumere una persona ad insegnare latino/greco che ad assumere un esperto di meccatronica e mettere in piedi un laboratorio per permettere ai ragazzi di fare pratica ed imparare qualcosa.
Fosse per me, farei pagare una tassa a chi fa iscrivere i propi figli al liceo per andare a finanziare le scuole professionali.)
Abolire la divisione licei, istituti e professionali cosí come gli indirizzi. Tutto estremamente anacronistico, dare programma di base (come già esiste di italiano, matematica, inglese, storia, ed fisica, sarebbe da aggiungere educazione finanziaria) poi tutto a scelta secondo categorie (min tot ore umanistiche, min tot ore scientifiche, min tot ore materia pratiche di laboratorio che possono spaziare da robotica a scultura ma pratiche)
Serve ovviamente una fracassata di soldi ed é un obiettivo a cui tendere anche con step parziali
Mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Non è una questione di ceto, ma di educazione familiare. Genitori istruiti che capiscono l’importanza dell’istruzione e del titolo di studio sproneranno i figli a studiare. Genitori che hanno studiato meno daranno meno peso alla cosa, magari fanno lavori manuali che insegneranno ai figli, che quindi non sentiranno il bisogno di studiare.
Letteralmente la mela che non cade lontano dall’albero.
Abolire la famiglia tradizionale per una società più giusta ed equa, il grafico.
C’è comunque da dire che a parte l’educazione dei genitori che secondo me è la parte principale di questo problema, in Italia tutti hanno la possibilità di studiare a prescindere dal contesto di nascita. Cosa che per esempio negli stati uniti e altri paesi del „primo mondo“ non può succedere.
Trascuriamo che questa info grafica è orribile, immagino l’abbiano fatta con excel.
Vediamo che la percentuale di laureati e diplomati negli ultimi 20 anni è cresciuta molto e lo correliamo al fatto che la percentuale di studenti con genitori laureati e diplomati cresce, e cresce in quasi le scuole si direbbe. Boh la conclusione è che grazie al cazzo?
Cioè quale sarebbe l’alternativa, che diminuisca il numero di adulti senza titoli di studio ma in qualche modo aumenti il numero di studenti del liceo con genitori senza titolo di studio?
Quello sarebbe l’ascensore sociale?
O che il numero di laureati aumenta ma che aumenti la percentuale genitori laureati all’ipsia ma non al liceo?
Però mi sento di dire che la distribuzione nella parte sottostante andrebbe tagliata come forchetta di età su quella che è l’età in cui si è occupati: nel 2000 gli over 70 erano quelli nati prima del 1930, ci vuole poco a dire che coloro con una bassa scolarizzazione fossero di più che nel 2020…
my 20 cents
famiglia/ereditarietá e meritocrazia sono 2 ossimori. possono essere ottimi incentivi economici per caritá, ma smettiamo di prenderci per il culo
A quindi Chetty aveva ragione, con buona pace di Boldrin e compagnia cantante.
Se lo Zip code è più impattante del „Se vuoi puoi“ forse sarebbe cosa buona e giusta parlarne e discuterneinvece che banalizzare con il mantra, se vuoi puoi
Wtf mai mio figlio al classico, ITIS (o come si chiama ora) e poi laurea stem, mica puo‘ andare a lavorare al discount o sparare cazzate per vivere da dipendente pubblico
Il punto è che in Italia l’idraulico guadagna più del laureato.