
Quelle: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/05/Rapporto-annuale-2026-Ebook.pdf
Zur Internetnutzung gehört natürlich auch die Arbeit (ich hätte gewettet, dass diejenigen, die arbeiten, es weniger nutzen, und dass es stattdessen die Arbeitslosen sind, die es weniger nutzen).
Bei der problematischen Nutzung sozialer Medien gibt es offensichtlich das übliche Problem: „Nutzt man sie, weil es ihnen schlecht geht, oder fühlt man sich schlecht, weil man sie nutzt?“ Wie ISTAT schreibt:
Darüber hinaus ist, wie einige Studien zeigen (OECD 2024b; Inchley et al. 2020), eine sehr häufige Nutzung sozialer Medien bei Jugendlichen mit einem höheren Maß an Angst, Stress und persönlicher Unzufriedenheit verbunden. Allerdings ist die Richtung der Beziehung zwischen Die Nutzung sozialer Medien und das psychische Wohlbefinden sind nicht eindeutig erkennbar: Einerseits könnten es die schwächsten Kinder sein, die sie am häufigsten nutzen; Andererseits könnte es die Nutzung sozialer Medien sein, die zu einer Verschlechterung des emotionalen Wohlbefindens beiträgt.
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Von sr_local
6 Kommentare
Da genitore di un 3-enne, un ora al giorno _media_ a 3 anni e assurdo. A quest’età i bambini hanno bisogno di imparare dal mondo e non ricevere gli ultra stimoli di un tablet 🙁
Secondo me il punto non è “internet fa male”.
È che gli algoritmi non si limitano più a mostrarci contenuti: modellano ritmo mentale, percezione sociale, attenzione e perfino ciò che consideriamo normale.
Non consumiamo solo social. Cresciamo dentro ambienti progettati per influenzarci continuamente.
Alla base di un adolescente che sta ore su Internet c’è sempre un genitore che non è stato capace di insegnare al figlio i giusti valori secondo me.
Mia figlia 14 enne fra liceo, sport e fidanzato manco c’ha il tempo di perdere tempo sui social.
Un sacco di sue amiche che hanno letteralemente i pomeriggi vuoti ci stanno le ore.
Che poi, basta limitargli il tempo.
È pieno di casalinghe di mezza età e pensionati che passano ore guardando cazzate in TV. La gente non ha di meglio da fare.
Ovviamente ci saranno anche quelli con dipendenza e problemi vari ma il problema principale è che la gente non ha di meglio da fare o che sfugge alla realtà quotidiana col primo mezzo facile a disposizione.
Lo scopo dei social media è guadagnare il più possibile tramite le pubblicità, e quindi mantenere gli utenti il più a lungo possibile sulla piattaforma. Mi sembra logico si siano impiegate più risorse possibili per sviluppare sistemi che generino dipendenza. Per loro che sia „vittima“ un adulto, un bambino o un anziano è indifferente. È come l’industria del tabacco.
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