Komm raus, Dal Bericht der Bank von Italien Flüchtiges AtomDie Schätzungen des Nationalen Integrierten Energie- und Klimaplans und der Nationalen Plattform für nachhaltige Kernenergie sind alles andere als triumphal. Im betrachteten Szenario würde die installierte Leistung zwischen 2030 und 2050 8 Gigawatt erreichen. Im Vollbetrieb würde dieser Strom 64,2 Terawattstunden Strom pro Jahr produzieren und damit 11 Prozent des für 2050 geschätzten Strombedarfs decken.. Zahlen, die dazu beitragen, die Erwartungen zu dämpfen: Selbst wenn wir von einer Rückkehr der Kernenergie in Italien ausgehen, würden wir nicht von einem Wendepunkt sprechen, sondern von einem zusätzlichen Beitrag mit begrenztem Gewicht auf die Gesamtbilanz des Elektrizitätssystems.

    Der entscheidende Punkt ist, dass bei der Kernenergie fast alle Ausgaben getätigt werden, bevor überhaupt eine einzige Kilowattstunde produziert wird. Schätzungen gehen von mindestens 40 Milliarden Euro an direkten Baukosten aus, um die Gesamtkapazität von 8 Gigawatt zu erreichen. Hinzu kommen die finanziellen Kosten, also die Verzinsung des für den Bau der Anlagen notwendigen Kapitals.

    Sobald Kernkraftwerke in Betrieb sind, sind sie relativ kostengünstig zu betreiben. Weniger als 10 Prozent der Kosten der Stromerzeugung hängen von Betrieb, Wartung und Brennstoff ab. Der überwiegende Teil der Kosten, zwischen 80 und 85 Prozent, hängt vom Bau der Anlage und dem investierten Kapital ab. Das bedeutet, dass der endgültige Preis für Kernstrom viel stärker von den Baukosten und der Bauzeit der Anlage abhängt als vom täglichen Betrieb der Anlage.

    Bei sehr hohen Anfangsinvestitionen und langen Bauzeiten lässt sich der Großhandelsstrompreis kaum senken. Das Ergebnis ist, dass selbst unter der Annahme des Einzugs der Kernenergie in Italien Die Familienrechnungen würden nicht sinken, und in manchen Szenarien könnten sie sogar betroffen sein der zur Finanzierung der neuen Anlagen notwendigen Kosten.

    Tatsächlich ist die nukleare Lieferkette in wenigen Händen konzentriert. Sechs Länder decken 90 Prozent der weltweiten Uranproduktion ab und Kasachstan allein ist für 43 Prozent der weltweiten Förderung verantwortlich. Noch kritischer ist die industrielle Phase: 40 Prozent der Urananreicherung werden von Russland kontrolliert.

    Der Beitrag der Kernenergie zum Klima ist tatsächlich vorhanden, muss aber im richtigen Verhältnis interpretiert werden. In Italien betrugen die Treibhausgasemissionen im Jahr 2022 413 Millionen Tonnen CO₂-Äquivalent, und 82 Prozent waren mit dem Energieverbrauch verbunden. Daher ist die Dekarbonisierung der Stromerzeugung von entscheidender Bedeutungund Kernkraft kann dazu beitragen, weil sie über ihren gesamten Lebenszyklus Strom mit sehr geringen Emissionen erzeugt.

    Dann gibt es eine Vorteil, über den selten gesprochen wird, wenn es um Atomkraft geht: den Weltraum. Bei gleicher erzeugter Energiemenge nimmt die Kernenergie viel weniger Land ein als andere Energiequellen. Die Rede ist von etwa 1 Quadratmeter pro Megawattstunde, im Vergleich zu Werten, die bei Freiflächen-Photovoltaik bis zu 40 Quadratmeter pro Jahr erreichen können

    Der Bericht ist hier: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2025-0947/QEF_947_25.pdf

    Il nucleare in Italia coprirebbe solo l’11% dell’energia



    Von sr_local

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    25 Kommentare

    1. Non mi sembra male il 10% per un paese grande come l’Italia come stima di partenza per il 2050.

      L’importante è diversificare le fonti di energia.

    2. Just-Lengthiness7059 on

      Il restante 10 per cento dove viene estratto? Sempre paesi che hanno l‘ abitudine di affettare giornalisti con la motosega o avvelenarli col polonio?

    3. quasi tutta la spesa arriva prima ancora di produrre un solo chilowattora. -> quindi quando l’energia viene prodotta non c’è piu‘ quasi nulla da spendere, al contrario che con le altre fonti non rinnovabili che andrebbe in parte a sostituire

    4. AndreaCicca on

      Sarei disposto a votare Meloni e company se avviassero veramente la costruzione delle centrali e creassero tutto l’impianto legislativo per fermare i nimby, ma ehi tanto non lo faranno mai come non hanno mosso mezzo dito in questi 4 anni.

    5. Serve una visione vera e duratura su quella che sarà una sfida grandissima da risolvere. 
      Cito:
      > Meno del 10 per cento del costo dell’elettricità prodotta dipende da esercizio, manutenzione e combustibile. La parte dominante del costo, tra l’80 e l’85 per cento, è legata alla costruzione dell’impianto e al capitale investito

      Avanti tutta sul nucleare! Finalmente se ne parla

    6. Graziano68dt on

      Incredibile come in retrospettiva ci siamo mangiati le mani(e anche il futuro) con il referendum dell’87…

    7. peopeopeopeo10 on

      Qualche „no al nucleare“ esiste ancora, che nostalgia… pensavo fosse superato di fronte alla totale convenienza reale

    8. Non so nei commenti penso non abbiano letto bene l’articolo, nel 2050 saremo già tutti in pensione, il 10% di ora non sarà lo stesso del 2050, e con 40 miliardi in rinnovabili (pale eoliche offshore come in Gran Bretagna) si otterrebbe molto di più con meno tempo. Inoltre anche la catena di approvvigionamento dell’uranio è in mano a pochi giocatori, senza contare l’arricchimento che non puoi neanche fare da te perché ti accusano di produrre bombe atomiche. Ormai noi non abbiamo il nucleare, bisogna accettarlo e passare oltre. Questo non significa abbandonarlo, dovremmo comunque investire su una centrale soltanto a scopo di ricerca e formazione in modo da progredire con le nuove tecnologie e magari investire nel riciclo delle scorie come in Francia in modo da dipendere di meno dagli altri. Però fare piani per avere un approvvigionamento di energia dal nucleare ora è follia! Sarebbe più remunerativo investire nel geotermico a questo punto, senza contare che i prezzi sono solo stime e tra inflazione e ritardo dei lavori (succede in tutte le centrali in fase di costruzione) quei prezzi potrebbero facilmente raddoppiare!

    9. LorenzoAllievi on

      Se in 24 anni costruiamo centrali per solo 8 GW, ovvero 5/6 reattori EPR e quindi circa 2 centrali, allora stiamo freschi. Come le costruiamo con paletta e secchiello e sostituendo gli operai dopo che hanno costruito così che si riparta da esperienza zero?

    10. Un po‘ come dire che la maggior parte del costo di una casa è costruirla, non abitarci quando è fatta.

    11. Ok, adesso vediamo cosa costerebbe con l’11% di energia se venisse coperto con il gas. Lo sanno tutti che ci sono dei costi grandi all’inizio, ma noi non stiamo guardando al “dopodomani cosa succede alla mia bolletta?” Stiamo guardando cosa succede tra vent’anni trent’anni quarant’anni cinquant’anni…

    12. Non pare affatto un brutto piano. Bisognerebbe metterci dentro anche un eventuale filiera della raffinazione dell’Uranio visto che l’estrazione è localizzata.

    13. 40 miliardi per fare 64TWh di elettricità all’anno è ottimo, considerando che spendiamo 13 miliardi OGNI ANNO di incentivi alle rinnovabili per avere circa la stessa produzione…

    14. zanzoooooooo on

      Scusate ma qui contestualiziamo un secondo, la tecnologia nucleare e anche di arricchimento è totalmente europea (qualcuno ha detto Francia?) e la stessa Italia ha filiere di primaria importanza anche senza centrali.

      Benissimo le rinnovabili ma evidentemente chi bovianamente risponde sempre solare ed eolico non si rende conto che per l’industria occorre una energia continuativa che, per motivi oggettivi, non è compatibile ne con solare ne con eolico.

      Il nucleare è l’unica soluzione da prendere e pure velocemente, oggi poi si stanno perfezionando „micro“ reattori che sono più veloci e che spesso utilizzano come combustibile materiale fissile esasuto.

      L’unica strada che ha senso prendere è questa, ma essendo non spendibile politicamente nessuno ha voglia di imbarcarsi in questa cosa.

      Tra l’altro sarebbe anche un modo per alleggereire i costi energetici delle imprese e ridurre la dipendenza dagli ETS.

    15. Aspetto lo studio di quanti soldi abbiamo perso per quello schifo di referendum dell’87 e successivamente del 2011

    16. Material-Spell-1201 on

      Vanno fatte assolutamente, anche perché la domanda di energia esploderà con AI e EV

    17. FotoApprendista on

      E tanto per cambiare si parla solo di costi per la costruzione e la gestione degli ipotetici impianti nucleari; mai del decommissioning, altrimenti il nucleare perde ogni convenienza. Ma chissà perché tutti evitano l’argomento… tanto chi dovrá occuparsene sono le generazioni future.

    18. L’estrazione dell’Uranio in mano a sei attori principali non mi pare proprio proprio una bellissima notizia. Si cambierebbe solo il tipo di dipendenza, non la dipendenza stessa.

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