Mentre l’industria rallenta, la produzione cala e i salari reali restano fermi, il dibattito politico ruota ancora una volta intorno a come ridisegnare le regole per il prossimo Parlamento.
Cambiare la legge elettorale può essere legittimo, ma la sensazione è che l’urgenza non sia il sistema Paese — bensì il sistema seggi.
Forse prima di decidere chi avrà più chance, dovremmo chiederci chi si sta occupando delle aziende che chiudono e del lavoro che manca.
Fomentatore on
Che bella l’Ungheria di Orban.
just_a_random_soul on
Prevedibilissimo che ci si sarebbe mossi in questa direzione.
Le leggi elettorali vengono sempre contate poco o niente quando si argomenta ripetendo il solito mantra „sono stati votati e quindi rappresentano la volonta‘ popolare“, quando in realta‘ la volonta‘ popolare non tiene conto di queste cose.
listello on
Sembra davvero un italicum con soglia minima per il ballottaggio e col premio fisso. Il bello però è che se c’è ballottaggio, chi lo vince potrebbe comunque non avere la maggioranza. Da vedere poi la legittimità del premio nazionale al senato.
Insomma, una enorme schifezza che era ovvia fin da quando sono uscite quelle simulazioni che davano il campo largo potenzialmente avanti.
C’è poco da dire, la legge elettorale andrebbe scritta in costituzione.
Guinevere2003 on
occhio Meloni occhio, di solito chi si scrive la legge elettorale poi perde e gli si ritorce contro, in Italia è tradizione
Radagast92 on
Che schifo. Ci vorrebbe una bella riforma costituzionale dove si decide innanzitutto che non esistono coalizioni ma solo liste, e poi che non si può cambiare legge elettorale ogni 2 anni.
C’è modo di renderla incostituzionale?
dariogre on
Chi l’avrebbe mai detto, mo si acchittano la legge elettorale per rubarsi le poltrone e poi aboliranno direttamente le elezioni come in America
Francescok on
In realtà ascoltando un po‘ di pareri sembra più complesso d il cosi e sempre che non favorisca realmente di più la destra. L’unica cosa in cui tutti concordano è che sia scritta con i piedi
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8 Kommentare
Mentre l’industria rallenta, la produzione cala e i salari reali restano fermi, il dibattito politico ruota ancora una volta intorno a come ridisegnare le regole per il prossimo Parlamento.
Cambiare la legge elettorale può essere legittimo, ma la sensazione è che l’urgenza non sia il sistema Paese — bensì il sistema seggi.
Forse prima di decidere chi avrà più chance, dovremmo chiederci chi si sta occupando delle aziende che chiudono e del lavoro che manca.
Che bella l’Ungheria di Orban.
Prevedibilissimo che ci si sarebbe mossi in questa direzione.
Le leggi elettorali vengono sempre contate poco o niente quando si argomenta ripetendo il solito mantra „sono stati votati e quindi rappresentano la volonta‘ popolare“, quando in realta‘ la volonta‘ popolare non tiene conto di queste cose.
Sembra davvero un italicum con soglia minima per il ballottaggio e col premio fisso. Il bello però è che se c’è ballottaggio, chi lo vince potrebbe comunque non avere la maggioranza. Da vedere poi la legittimità del premio nazionale al senato.
Insomma, una enorme schifezza che era ovvia fin da quando sono uscite quelle simulazioni che davano il campo largo potenzialmente avanti.
C’è poco da dire, la legge elettorale andrebbe scritta in costituzione.
occhio Meloni occhio, di solito chi si scrive la legge elettorale poi perde e gli si ritorce contro, in Italia è tradizione
Che schifo. Ci vorrebbe una bella riforma costituzionale dove si decide innanzitutto che non esistono coalizioni ma solo liste, e poi che non si può cambiare legge elettorale ogni 2 anni.
C’è modo di renderla incostituzionale?
Chi l’avrebbe mai detto, mo si acchittano la legge elettorale per rubarsi le poltrone e poi aboliranno direttamente le elezioni come in America
In realtà ascoltando un po‘ di pareri sembra più complesso d il cosi e sempre che non favorisca realmente di più la destra. L’unica cosa in cui tutti concordano è che sia scritta con i piedi