
Der demografische Zusammenbruch in Italien ist kein Zufall, sondern eine direkte Folge von Gehältern, die es uns nicht mehr erlauben, von einer Zukunft zu träumen: Wenn ein junger Mensch Schwierigkeiten hat, über die Runden zu kommen, ist es offensichtlich, dass er keine Familie gründen wird oder ins Ausland fliehen wird. Die Daten sprechen eine klare Sprache: Während die Unternehmensgewinne mit über 46 % auf einem Allzeithoch sind, ist der Anteil der Löhne auf ein Minimum von 39 % des BIP gesunken. Sie sagen uns oft, dass wir wenig verdienen, weil wir nicht sehr produktiv sind, aber das ist ein Märchen: Wir sind statistisch gesehen effizienter als Giganten wie Japan oder Korea, nur dass dieser Reichtum durch verrückte Rechnungen, explodierende Mieten und Unternehmensmargen, die nicht umverteilt werden, absorbiert wird. Der Fall der Banken ist das absurdeste Beispiel: Sie machen Milliardengewinne, indem sie die günstigen Zinssätze der EZB nutzen, ohne fast etwas an diejenigen zu zahlen, die das Geld auf dem Konto haben. Wir befinden uns nicht in einer Produktionskrise, sondern in einer Vertriebskrise. Wenn wir wirklich wieder volle Kassen sehen wollen, müssen wir aufhören, nur die Gewinne zu schützen, und anfangen, ernsthaft wieder Geld in die Gehaltsschecks der Arbeitnehmer zu stecken.
https://www.ilsole24ore.com/art/italia-crollo-demografico-e-riduzione-salari-AIdMAlBB
Von Modena89
24 Kommentare
Sei mai stato in Corea o Giappone? Ma dove siamo più efficienti di loro?
Adda venì Mangione.
qualcuno avverta la meloni…….da quando governa i salari sono calati ulteriolmente, personalmente dubito sia un caso
Non è solo questione di stipendio ma di stabilità.
Prendi i nostri genitori e nonni, loro guadagnavano pochissimo, ed intendo VERAMENTE poco.
Nonostante questo però sono riusciti a costruirsi una vita. Perché?
Semplice: perché per trovare lavoro non dovevi trasferirti a 1000km di distanza per farti 6 mesi di stage e sperare che non sia il classico parassita intenzionato a sfancularti per andare sul prossimo. Il tutto pagando affitti folli
Alle nuove generazioni hanno propinato la favola del „se accetti un po‘ di precariato avrai stipendio più alto“. Ma a conti fatti non è assolutamente vero, usano il precariato per sostituirti con chi è disposto a guadagnare meno. Fanno dumping salariale e ti ritrovi a 35 anni che ancora non sei economicamente stabile, lontano 1000km dalla tua famiglia, senza supporto, affetti, a doverti rifare una vita nuova ogni 6 mesi…e con la pressione sociale del „non fanno figli“
Le banche hanno avuto per anni tassi di interesse bassissimi però allora la politica BCE andava bene immagino.
Inoltre sì, la produttività non ha niente a che vedere con profitti record (solo in alcuni settori). La produttività italiana è la solita da 30 anni, ancorata ad un ecosistema di piccole e micro imprese.
Inoltre ho seri dubbi che con un aumento di salari avremmo un boom demografico. Pure le nazioni più ricche di Europa non raggiungono il tasso di sostituzione. È prima di tutto una questione culturale.
Ok su tutto tranne l’italica efficienza, deve essere rimasta solo nelle statistiche
Semplice non si hanno più soldi per crescere i figli.
Tanto adesso ci sono i nuovi schiavi (immigrati) da sfruttare fino all’osso…
Loro i figli li fanno, si accontentano di sopravvivere…
Pericoloso comunismo!
/s
Il problema è che i profitti non aumentano con le dimensioni dell’azienda, ed è difficile e costoso aprire una nuova azienda.
Inoltre, gli stipendi legali sono resi più bassi perché sono sostenuti dagli stipendi in nero.
Stabilità, costo della vita, servizi sia alla persona che all’infanzia, welfare sociale, welfare lavorativo, esigenze lavorative e chi più ne ha più ne metta.
Tutti fattori ignorati dai governi e dai ministeri che dovrebbero occuparsi di famiglie e natalità.
Tema ricorrente. Se i salari fossero la causa principale o una delle cause principali della denatalità allora ci dovrebbe essere una marcata differenza tra paesi come il nostro e paesi dove si guadagna di più, invece è un problema comune a praticamente tutti gli stati sviluppati.
Se poi mi guardo intorno mi sembra proprio che a figliare di più sia chi ha meno disponibilità economiche…
Articolo molto molto discutibile.
Intendiamoci: io penso che la questione salariale e gli incentivi alle famiglie sono fondamentali ma non sono le cause del declino demografico.
La riduzione del tasso di fertilità sta avvenendo in tutto il mondo e in contesti molto diversi a livello sociale ed economico.
Semplificando: sono i paesi più poveri e in guerra che fanno più figli, quindi non c’è un collegamento diretto con i salari. Se no avremmo un boom demografico in paesi come Cina, Taiwan, India o Thailandia, paesi che sono cresciuti enormemente negli ultimi anni e in cui la demografia è crollata.
La differenza la fa l’istruzione e l’emancipazione lavorativa delle donne. Nei paesi in cui le donne sono relegate in casa, non lavorano e studiano poco allora fanno un sacco di figli. Appena iniziano a lavorare smettono.
E la religione è un fattore ma non il principale. Esempio: Bangladesh, paese sovrappopolato, giovane e molto musulmano. 30 anni fa facevano 6 figli per donna, appena hanno iniziato a lavorare nel tessile e con un minimo di educazione alla contraccezione il tasso è sceso sotto i 2 figli per donna. In meno di una generazione.
La poltica dei salari in Italia è pessima ma è legata a una precisa volontà politica della classe imprenditoriale, confindustria l’ha ribadito più volte (poi però frigna in modo ipocrita su ilsole24ore che è il suo organo di stampa).
Il punto è che con la demografia calante e l’emigrazione giovanile mancano i lavoratori. E puoi importare gli schiavi per lavorare in catena di montaggio (forse) ma non in ufficio tecnico, ad esempio. Quindi per queste figure le aziende, specie le PMI, sono sempre più costrette ad aumentare i salari.
A me l’articolo pare propaganda ed è segno di grande nervosismo in confindustria.
Pop corn.
mi pare tu faccia un mischione di cose:
* le bollette erano alte anche 50 anni fa, c’è stato addirittura un periodo in cui la benzina era razionata, e non esisteva il riscaldamento autonomo.
* le banche fanno i miliardi da sempre, e lo spread tra tasso della banca centrale e conti in banca c’è sempre stato, io ricordo da bambino (anni 80) la banca dava il 6-7% di interesse, in un periodo in cui lo stato dava oltre il 10% e l’inflazione era al 6-7% annuo ([anni 80](http://www.studiolegaledati.it/tabellaInteressiTus.html))
* sono aumentati gli affitti e le case, ma anche perché c’è stata un’urbanizzazione folle. Se vai a vivere in mezzo all’appennino le case costano ancora poco. E non è un problema italiano, c’è in tutti i paesi.
quindi la crisi di natalità non dipende da queste cose, a occhio. Può dipendere dalla bassa crescita dei salari rispetto all’inflazione, ma non c’entra tanto con il resto.
siamo troppi.. una decrescita e‘ solamente un bene per tutti.. tranne per il sistema capitalistico in cui viviamo che per sopravvivere ha bisogno di moltiplicare lo sfruttamento delle risorse disponibili
Beh adesso che sono rimasti solo 2 milioni di lavoratori tra i 20 e 50 anni, gli stipendi si alzeranno di sicuro.
Ah no?
Tutto giusto, ma lavorando in un settore molto avanzato dell’ingegneria aerospaziale, vi posso confermare che la produttiva delle aziende italiane è quasi RIDICOLA, si lavora poco/tanto ma soprattutto malissimo. Poca qualità, zero attenzione ai particolari, re work su rework su re work perché non vogliono fare le cose fatte bene.
Il personale non è sempre qualificato, non ci sono incentivi a fare un buon lavoro, i manager sono praticamente scandalosi apparte qualcuno. I ragazzi giovani vengono traviati fin da subito con pessimi esempi e bad pratices.
Nelle aziende all’estero la qualità e produttiva del lavoro è cosa completamente differente.
La roba del calo demografico é una cazzata, in Africa hanno una percentuale di persone sotto la soglia di povertà altissima eppure hanno una natalità molto più alta.
Tranquillo, dobbiamo solo tagliare ancora sanità e istruzione e tutto si risolverà come per magia!
Oltre alla questione economica, in Italia non c’è un sistema pubblico di sostegno alla crescita che aiuta le famiglie.
> I dati parlano chiaro: mentre i profitti delle aziende sono ai massimi storici, superando il 46%, la quota destinata ai salari è sprofondata al minimo del 39% del PIL.
Che bello mentire con le statistiche. Stai confrontando due percentuali con denominatori diversi: il RLG è calcolato sul valore aggiunto, la quota salari sul PIL. Il valore aggiunto è per definizione più piccolo del PIL.
Sempre in termini di fuorviare con le statistiche: la quota salari qui presentata non è data con la definizione esatta, ma sospetto non sia la canonica labor share of GDP, per il banale motivo che quest’ultima è su ben altri valori:
https://ilostat.ilo.org/data/country-profiles/ita/
A occhio (ma servirebbe la definizione esatta) hanno escluso il reddito degli autonomi.
Se proprio si vuole trovare una correlazione tra figli e benessere economico al massimo ne trovi una negativa (- benessere = + soldi)
Quando leggo
Si devono aumentare i salari
Ma come !?!?
Sono sicuro che ci si immaggina l’imprenditore come un paperon de peperoni tirchissimo.
In realtà l’imprenditore ha sicuramente i bei soldi ma il suo margine non lo toccherà mai in nessuno stato.
Il margine per lavoratore deve crescere per aumentare il salario e per questo ci vuole una politica che faccia crescere le aziende
Inoltre aggiungo una urgente riforma fiscale contro i forfettari e che ri equilibri il carico fiscale dipendente p.iva
Fatte queste cose, il valore aggiunto sale per lavoratore, le tasse si spostano sulle p.iva che fatturano tanto (non sui piccoli artigiani, ma manco si può fare che arrivi a regime a circa 15% di IRPEF a 80k! ) e i salari crescono
Ci vuole un di voglia di costruire in questo paese invece si stare immobili a criticare
Al momento la mia rabbia è verso i CCLN. Il fatto di aver separato i diritti dei lavoratori in base al reparto di appartenenza ha ridotto drasticamente i poteri dei sindacati, che si sono frammentati in una moltitudine di settori.
Quindi i lavoratori hanno perso ogni fiducia nei sindacati e la propaganda di destra ha trovato un terreno più fertile per demonizzarli.
Senza i sindacati, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori è molto più difficile da ottenere. Penso per esempio al caso lampante dei trasporti pubblici, dove il ccnl è fermo a 10 anni fa, nonostante i costanti scioperi.