Am Freitagnachmittag griff eine Gruppe pro-palästinensischer Demonstranten das Hauptquartier der Zeitung La Stampa in der Via Lugaro in Turin an.

Die Türen wurden eingerissen, beleidigende Schriften erschienen an den Wänden, Müll wurde in den Redaktionsräumen verstreut, die zu diesem Zeitpunkt aufgrund des nationalen Journalistenstreiks leer waren. Es wurden keine Verletzten gemeldet, der Sachschaden war jedoch groß.

Nach Angaben der Rekonstruktion der Turiner Zeitung Die Aktivisten, einige mit verdeckten Gesichtern, andere mit Sturmhauben, stürmten die Eingänge, drangen in die Büros ein, riefen Parolen gegen Journalisten („Terroristischer Journalist, Sie stehen an erster Stelle auf der Liste“) und verunstalteten die Wände und Schreibtische. Das Redaktionskomitee von La Stampa spricht von einem „sehr schwerwiegenden Angriff auf Informationen und noch abscheulicher, da er am Tag des landesweiten Journalistenstreiks für die Erneuerung des Arbeitsvertrags und zur Verteidigung der Qualität demokratischer, freier und pluralistischer Informationen erfolgt“.

https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/25_novembre_29/assalto-redazione-stampa-1d15bb02-c21b-40aa-977a-3be9ee4c9xlk.shtml

Von sr_local

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11 Kommentare

  1. Caso più unico che raro in cui non sono gli Agnelli a devastare le loro proprietà 

  2. Acrobatic_Cat_7676 on

    La Stampa è la Chernobyl della propaganda conformista ma suvvia ragazzi queste cose non si fanno 🙄

  3. Ovviamente non ne parlerà nessuno, sia mai che si infanghi l’immagine del manifestante pacifico.

  4. 7ectornolimits on

    >a difesa della **qualità dell’informazione** democratica, libera e plurale

    Scusate dove devo andare per cagare?
    Il giornale ce l’ho già, grazie.

  5. Caso isolato di violenza di un gruppo di estremisti dei pro pal n. 14546. Però mi raccomando, continuiamo a minimizzare i fatti con la retorica del “hanno il diritto di protestare”

  6. Dry_Cauliflower_5016 on

    Bravi però che han pulito il letame dalle scrivanie e l’hanno messo all’ingresso.

  7. Mah per quanto La Stampa sia il no plus ultra del radical chicchismo, un attacco del genere può solo fargli passare da vittime e far parlare dei tg solo di questo ignorando tutte le altre manifestazioni.

  8. shartilicious on

    Invito a leggere i due post su Instagram che la stessa Stampa ha pubblicato stamattina sulla vicenda:

    – nel primo post (quello più vecchio), hanno omesso dettagli sulla natura degli atti vandalici, per sottintendere un collegamento con lo sciopero di ieri e un attacco al lavoro dei giornalisti. I commenti al post: „solidarietà“, „siete coraggiosi“, „Meloni fascista, è colpa tua“.

    – nel secondo post, più recente, hanno dovuto ammettere che si trattava di un raid da parte di attivisti ProPal che manifestavano ieri sera per la liberazione di un Imam detenuto in Cpr per affermazioni di supporto al 7 ottobre. I commenti al post: „erano infiltrati“, „gli attivisti per la Palestina non lo farebbero mai“, „le destre sono arrivate alla frutta“.

    Secondo me emergono due cose:

    1) che un sacco di gente ha consacrato la propria vita al culto della Palestina, e adesso che c’è un cessate un fuoco e che le ultime manifestazioni sono lontane, non sanno più cosa fare della propria vita e si ritrovano perfino a protestare (incluse tantissime donne che tre giorni fa manifestavano contro la violenza sulle donne, purché commessa da cattolici) per un imam pro-terrorismo. Pure a Genova hanno cercato di metterci dentro la Palestina il più possibile perché la gente in piazza per contratti o salari non scende – per foto instagrammabili di bandiere e keffiyeh, sì

    2) che la sinistra italiana attuale, tra magistratura, Schlein, sindacati e ProPal che attaccano gli stessi giornali favorevoli alla loro causa, è patetica, senza giudizio ma nel senso più letterale

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