
Ich stimme voll und ganz mit der Position des estnischen Ministers für digitale Fragen überein, ich zitiere den für mich wichtigsten Satz: "Eine Altersgrenze für soziale Medien wäre eine sehr einfache Sache, aber die Länder sollten stattdessen in eine bessere Bildung für das digitale Zeitalter investieren".
Es ist die Stimme eines kleinen EU-Landes, doch die Stärke einer Idee hängt nicht nur von der Bedeutung desjenigen ab, der sie geäußert hat.
https://www.politico.eu/article/estonia-liisa-ly-pakosta-breaks-the-ranks-on-minors-protection/
Von Dr_Neurol
6 Kommentare
Piú educazione digitale, meno divieti…gli adolescenti vanno coinvolti e responsabilizzati in questa battaglia per un uso piú sano dei social network.
E daje…
Certo, ma la fantomatica „educazione migliore“ richiede 1-2 generazioni e uno sforzo sociale collettivo che pochi avranno tempo, modo, voglia e capacità di fare.
Modalità d’accesso limitate e non aggirabili possono alleviare SUBITO il problema.
Ma stranamente questa forma di benaltrismo virtuoso riesce sempre a far presa.
“Per tutelare le morti su strada non basta limitare la velocità massima per strada, ma bisogna fare educazione stradale”
La forza di una idea si misura in come essa viene argomentata. Se mi argomenti dicendo che qualcosa è difficile, mi aspetto che tu mi offra almeno i concetti di un piano per affrontare questa difficoltà, altrimenti io te la vedo come una sparata populista per liberali che si sentono superiori.
Certo, vanno addestrati, preparati, ma nessuno è pronto ad affrontare una discussione su quanto sia difficile e costoso (economicamente e politicamente) ora.
Concordo in pieno, i divieti non servono a nulla e millenni di storia sembrano non aver insegnato nulla a nessuno. Porre un divieto è la strada più semplice, salvo poi accorgersi che bisogna implementarlo per bene, vedi il Regno Unito dove il divieto è stato aggirato da VPN, id scaricati online e foto di Spongebob.
Chi vuole risolvere veramente il problema si ferma, pensa ed educa, il divieto non insegna nulla a nessuno!
Si ok, tutto giusto. Ma parte dei meccanismi di convolgimento dell’utente e di diffusione dei contenuti impiega dei meccanismi che sfruttano dei bias e delle debolezze del cervello umano, non basta l’educazione. Si divrebbe ragionare come con il gioco d’azzardo, va bene informare sui rischi ma la dipendenza che crea in certe persone non è razionale.