
Vor einiger Zeit sprach ich mit meiner Schwester, die ein Mädchen in der Mittelschule hat, und erzählte mir, wie schwer es war, sich den Einkaufsbüchern für Schulbücher zu stellen. Zu Beginn dachte ich, es sei ein „lokales“ Problem, aber dann las ich einen Kartellrecht, der alles bestätigt: Im Durchschnitt geben die Familien 580 € für die Mittelschule und über 1.250 € für Vorgesetzte pro Schüler pro Jahr aus. Ganz zu schweigen von allen Zubehörkosten, die die Kosten noch mehr steigen.
Der Preis hat zwischen 2020 und 2024 für Durchschnittswerte und 9% für die High School um über 8% gestiegen, und im Allgemeinen wächst die Ausgaben auch, da die neuen Adoptionen häufig sind: 35% im Durchschnitt und 40% in der High School, häufig mit wenigen erheblichen Nachrichten. Dies bedeutet, dass Familien mit mehreren Kindern die Bücher der vergangenen Jahre praktisch nicht wiederverwenden können und jedes Mal wieder von Anfang an beginnen. Der Markt konzentriert sich in wenigen Händen (Mondadori, Zanichelli, Sanoma, die Schule) und auch die staatlichen Mittel für die ärmsten Familien, die oft zu spät kommen, als die Schule bereits begonnen hat.
Und die digitale Situation? Von 2012 bis 2013 gibt es Gesetze, die eBooks und gemischte Texte fördern, aber sie sind fast nicht genutzt: nicht sehr ausgestattete Schulen, Lehrer ohne digitale Ausbildung, komplexe Plattformen. Das Ergebnis sind sehr schwere Rucksäcke, voluminöse Bücher und immer hohe Kosten.
An diesem Punkt fragen Sie sich spontan, ob es wirklich richtig ist, dass die Bildung Familien so viel wiegt. Warum zahlen wir jedes Jahr weiterhin neue Bücher, auch wenn sich im Vergleich zu früheren Ausgaben wenig ändert? Warum nutzen wir die Digital nicht wirklich, um Rucksäcke und Brieftaschen aufzuhellen? Wie viel Sinn muss es den Schülern bitten, alles zu wissen, wenn sich die Welt und das Wissen so schnell verändern? Vielleicht ist es wirklich an der Zeit, nicht nur die Kosten, sondern auch die Form der Bücher und die Art und Weise zu überdenken, wie sie gelehrt wird, so dass das Lernen nachhaltig, effektiv und nicht ein großes Gewicht für italienische Familien wird.
Entschuldigung, ich wollte keinen Beitrag erstellen, in dem ich mich beschwert habe, aber ich war schlecht dafür, als mir ein Mitglied meiner Familie diese Geschichte erzählte, und heute kam dieser Artikel heraus, als ich die Online -Zeitung las
https://www.ilpost.it/2025/08/30/libri-scolastici-costo-problemi-ebook-peso-antitrust/
Von Present-Treacle2755
26 Kommentare
Beh occhio. I libri di testo hanno un tetto di spesa stabilito a livello ministeriale. La stragrande maggioranza della spesa è composta da i materiali di consumo e i contributi „volontari“ di inizio anno.
Questa confusione è dovuta al pessimo lavoro di informazione giornalistica. Ovviamente non è un attacco verso di te.
Da back to school a back to debt é un attimo
Ho fatto metà delle superiori e tutta l’università a fotocopie e pirateria, purtroppo niente di nuovo se non il costante peggioramento della situazione per gli studenti.
Un massiccio passaggio verso gli ebook sarebbe effettivamente una cosa auspicabile, ma siamo obsoleti
Da persona che adora il digitale: studiare su carta è tutta un‘ altra cosa
Sicuramente i programmi andrebbero rivisti riducendo la nozionistica ed aumentando logica e skill applicabili (economia domestica, finanza personale, come scrivere un CV, ecc)
Ma la verità è che l’istruzione costa e costerà sempre perché è l’unico modo (ad eccezione di botte di culo) per provare a migliorare la propria condizione
Discorso che va avanti da almeno 20 anni. Alle superiori avevo compagni con le edizioni precedenti dei libri di testo e facevano le fotocopie se c’erano differenze sostanziali (praticamente mai).
Boh io al liceo decisi di fottermene altamente e cominciai ad usare l’armadietto della classe per metterci i miei libri. Ovviamente tutti di seconda mano. Non chiesi mica il permesso
Mai capito perché le scuole non si attrezzino e creino mercatini di seconda mano per passare i libri
Alle superiori era normale (a parte in prima). Alle medie ogni hanno toccava spendere 20€x10 libri nuovi e buttarli via a fine anno
Ricordo che è un problema da sempre, fino da quando andavo io a scuola ogni anno la stessa storia. Pure qui una lobby che spinge ad inutili e costosissimi cambi di edizioni e aggiornamenti con quasi impossibilità di poter utilizzare l’usato
Gente il problema sono gli stipendi, perché tra 50 e 100 € al mese per libri, zaini, diari, cancelleria etc non mi sembra una spesa eccessiva.
Poi che aumentino senza che aumentino gli stipendi, è una bella menata, ma un po‘ come tutto il resto.
Io capisco che gli amici della zanichelli devono lucrare, ma basterebbe fare degli ebook prodotti dal governo e distribuiti in creative commons e distribuire degli ipad.
È veramente un problema creato per far guadagnare amici degli amici.
superiori libraccio, università fotocopie. in università se il libro non era scritto dallo stesso che teneva il corso spesso era lui a incitarci a fotocopiarli e non comprarli nuovi.
Considerando quanto poco cambiano i libri nelle edizioni, le scuole stesse dovrebbero spingere a riutilizzare i libri il più possibile.
Insegnare agli studenti a mettere a usare quelli usati e investire quei soldi farebbe molto meglio al loro futuro.
Da docente delle superiori vorrei abolire l’uso dei libri e preparare (tempo permettendo) materiale che i ragazzi possano consultare in modo organico online. Se qualcuno di voi informatici STEMlord ha qualche consiglio su che piattaforma utilizzare sono tutto orecchi 🙂
Ringraziamo la legge del 27/7/2011 che ha imposto un limite massimo di sconto del 15% sui libri.
E, riguardo al digitale, ad oggi esiste un obbligo per gli editori di fornire l’edizione mista (o solo digitale). Obbligo rispettato, in alcuni casi, fornendo un dvd (e chi ha più il lettore?) che sarebbe fruibile solo su windows, installando un’applicazione ormai obsoleta, perché i PDF sono parzialmente criptati (immagino per evitare copie). E, se non c’è il dvd, spesso bisogna usare le loro piattaforme online che sono tutto tranne che fatte bene.
Il discorso comunque riemerge ogni anno, [qui ](https://www.dday.it/redazione/46881/libri-scolastici-digitali-anno-nuovo-vita-vecchia-senza-pdf-sono-un-incubo-per-famiglie-e-studenti)[dday.it] c’è un articolo di un paio di anni fa a riguardo, ma è ancora attuale.
Secondo me la questione non è digitale si/no, ma l’approccio in toto. È un sistema che serve praticamente solo agli editori, il solito carrozzone privato che si regge sul pubblico.
L’istruzione è statale, quindi andrebbe normalizzata. Si fa una gara per materia per i libri, da rinnovare ogni 3/5 anni. Quindi ogni materia ha lo stesso libro in tutta Italia per tot anni, il prezzo è deciso a tavolino e deve essere disponibile anche la versione digitale (in epub, con drm se necessario, per quel che vale).
Servirebbe anche una gestione del mercato dell’usato stile ricondizionato certificato, dove chi vende ricece una quota e perde accesso agli epub, chi compra invece ottiene la possibilità di scaricare la versione digitale insieme al libro usato.
Il tablet lo lascerei come device privato. Non è strettamente necessario e comunque basta un tablet da 200€ ogni 5 anni.
Non avete aiuti statali per l’inizio dell’anno scolastico come in Francia?
Son stato fortunato, i miei prof. delle superiori usavano sempre la medesima edizione dei libri di testo e me la sono sempre cavata andando al Libraccio a poche centinaia di metri da scuola.
Durante il triennio dovevo solo comprare i libri di lettere, storia, algebra ed inglese. Le altre materie di indirizzo non richiedevano libri, i professori spiegavano tutto alla lavagna.
Alle medie invece la scuola aveva un servizio di comodato d’uso. Pagavamo 70 mila lire ogni anno e la scuola fornivs i libri che poi andavano restituiti intonsi a fine anno.
Per quel che vale, ho usato libri usati sia alle medie sia alle superiori. Le edizioni cambiano continuamente, ma alla fine non c’è poi una grande differenza. Di solito varia qualche parola, magari l’ordine degli esercizi, qualche foto o le pagine degli argomenti. Un paio di professori non sono stati contenti della cosa, ma confrontandomi con compagni di classe con le nuove edizioni, ho sempre trovato tutto quello che mi serviva.
I libri dovrebbero essere separati da teoria ed esercizi. Ovvero, avere „l’eserciziario“ acquistabile separatamente. In questo modo almeno il libro di teoria può essere rivenduto alle classi successive.
Non è possibile che ogni anno esca una edizione nuova. Qui dovrebbe essere qualche associazione di consumo ad indagare. Le differenze tra una edizione e l’altra non sono quasi mai enormi da giustificare una ristampa e dunque obbligo a comprare una edizione nuova.
Dico soltanto che un mese fa avevo €650 in welfare che non sapevo come usare. Ho detto a mia madre che poteva usarli per i libri di scuola di mia sorella minore, quinto anno superiori. Adesso rimangono €98. Sti gran cazzi
Io alluni ho fatto fotocopia di tutti i libri per i 5 anni. Anche perché da studiare andavano meglio del libro.
Avessi “saputo” lo avrei fatto anche alle superiori
Non ho documentazione a supporto di ciò che dico, ma a me sembrano numeri lontani dalla realtà.
1-la spesa totale di tutti i libri adottati, non consigliati, deve restare sotto un massimale stabilito (380€?) che è molto inferiore ai numeri riportati.
2-spesso cambia semplicemente l’edizione o il codice, il libro rimane sostanzialmente uguale (sono mosse delle case editrici per contrastare l’usato, la scuola non può farci nulla). Anche sulle nuove adozioni ci si limita (massimo X l’anno) tranne che per quelle costrette (libri non più in stampa, nuova edizione, cambio codice).
3-il digitale non funziona perché ogni casa editrice costringe a usare una sua piattaforma, e fanno tutte schifo. Se non danno il cartaceo manco chiedo più il libro ai rappresentanti, sono inutilizzabili di design. Chiaramente la priorità della casa editrice è evitare la copia, non rendere il libro fruibile e questo è evidente quando si prova a usare la versione digitale.
4-importante non comprare nulla più del minimo, meglio aspettare l’inizio della scuola per capire quali dei libri consigliati servono davvero e quali no.
Comunque io insegno da circa un decennio e non ho mai usato o chiesto di acquistare libri, se non per la biblioteca dell’istituto. Fanno quasi tutti schifo e a volte sono la ripetizione penosa di appunti malfatti o parti di altri libri di materie diverse (insegno informatica e gli autori sono sempre gli stessi che riciclano sempre la stessa roba riproposta e rimescolata, trovi capitoli uguali su libri di materie diverse dello stesso anno).
Tempo che sempre più docenti si creino i loro appunti e i loro esercizi e l’editoria scolastica morirà lentamente. Il colpo di grazia potrebbero darlo strumenti AI come NotebookLM a cui far letteralmente creare un libro per argomento.
In questo va detto che la valle d’Aosta è super avanti: libri gratis fino alla maturità, con grandi ricicloni (ultimo giorno dell’anno, il rituale della cancellata, con la gomma, delle sottolineature fatte rigorosamente a matita)
Edit: 120.000 abitanti non intaccano molto il bilancio delle case editrici
Io ho frequentato le superiori al serale, e comprare quei libri per me era un salasso.
Alla fine 5-6 persone della classe passavano il libri e poi si facevano fotocopie o ancora peggio foto.
Gli ho anche venduti e ciò guadagnato la bellezza di 10 euro al Libraccio.
Ho fatto gli anni delle superiori con i quattro libri principali. Italiano, matematica, economia, diritto. Easy
Ricorderó sempre la mia prof delle superiori di italiano che ci faceva comprare ogni anno 3 tomi di un libro da 7-800 pagine ognuno che valevano un centinaio di euro, e di cui usavamo ogni volta un centinaio di pagine all’anno di 2.000-2.500 disponibili.
Quante volte l’ho pensata nelle mie preghiere