La direzione della Reggia di Caserta annulla il concerto che si sarebbe dovuto tenere lí in occasione della rassegna estiva un’estate da re, finanziata dalla regione Campania.
L’annullamento segue una scia di polemiche e di inviti, tra cui note figure quali la vedova del dissidente russo Alexey Navalny e vari premi nobel, a boicottare la figura di Valery Gergiev, direttore d’orchestra del noto teatro moscovita Bolshoi e acceso sostenitore della politica ultranazionalista di Putin. Gergiev sostiene le iniziative belliche di Putin da decenni: sostenne pubblicamente l’annessione illegale della Crimea e nel 2016 diresse l’orchestra in un concerto nel teatro romano di Palmira, la città siriana conquistata dallo Stato Islamico nel maggio 2015 e liberata l’anno successivo dall’esercito siriano fedele al dittatore Bashar al Assad con il sostegno dei soldati russi.
Recentemente ha chiuso la stagione sinfonica del Bolshoi con un concerto in piazza in cui ha fatto dei parallelismi tra la liberazione dal nazismo e l’intervento militare in Ucraina.
A ció si é risposto da piú parti in Italia, compreso il presidente della regione Campania De Luca, con appelli al dialogo e alla sedicente libertá dell’arte a fronte di un sostenuto e costante uso della propaganda bellica da parte del russo.
E‘ veramente attaccamento alla libertá dell’arte o esempio di classica inabilitá italica a prendere una posizione ferma e convinta in politica?
tentativi on
Tutto è bene quel che finisce bene:
Lui sarà pagato e non ci perderà soldi;
Noi avremo soddisfatto il nostro perbenismo;
Il responsabile dell’incarico, che è tornato sui suoi passi, sarà presto promosso in un altro incarico, spalleggiato dai benpensanti.
Resterà il conto da pagare a noi contribuenti/fruitori del monumento, ma non si può avere tutto nella vita.
Pensarci due volte prima di ingaggiarlo era troppo eh?
theknight38 on
Bene, ha prevalso il buon senso per una volta. La scelta migliore sarebbe stata non invitarlo affatto. La seconda migliore scelta è rendersi conto della cazzata e rimediare.
>Dal canto suo, De Luca, sottolineando la volontà di confermare il concerto nonostante gli appelli internazionali, aveva definito „sconcertante“ la vicenda chiedendosi dove fosse „il limite tra libertà d’espressione della propria opinione e la propaganda“.
Sono al 100% d’accordo con l’idea di non permettere la propaganda russa, intesa come apologia o giustificazione di una guerra ingiusta e sbagliata; però al contempo non riesco neanche a contestare ciò che dice De Luca.
Tutti sostengono che questo sia un autogol clamoroso del PD, quando invece una delle ragioni essenziali per cui io, ad esempio, mi rispecchio *molto* di più nel PD che non in… Fratelli d’Italia, per dire, è proprio il fatto che io trovo corretti ragionamenti come questi. Perché qui non è neanche questione di paradosso della tolleranza, ossia essere intollerante con qualcuno perché non sparga intolleranza a sua volta: no, quello lo capisco. Ma qui siamo oltre. Perché trattandosi solo di un concerto, voler applicare qui il paradosso della tolleranza significa che la sua intolleranza *è insita nella sua persona, per le idee che ha*. Cioè una visione totalitaria dell’individuo in cui, perché sostiene un’idea, allora lui **È** quell’idea, fisicamente, sempre, in ogni luogo e tempo e contesto, anche quando dirige un’orchestra senza aprir bocca.
E questo è il tipo di visione che io ho sempre ripudiato nella destra, per dire: ossia il ridurre le persone alle categorie singole e immutabili (gli immigrati, gli omosessuali, gli islamici, eccetera) da cui deriva sempre qualsiasi giudizio e conseguenza.
dan_mas on
Giusto così. Niente spazio per i propagandisti del terrorismo russo.
Non sono neanche sorpreso del fatto che si era ad un passo dal far esibire sto soggettone, il tutto col benestare di DeLuca, della regione Campania e di una certa parte politica.
ruscodifferenziato on
E ora un bel direttore israeliano.
Che mondo di falliti…
Salmoriglio on
FAFO
TheHiddenHaku on
Benissimo.
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9 Kommentare
La direzione della Reggia di Caserta annulla il concerto che si sarebbe dovuto tenere lí in occasione della rassegna estiva un’estate da re, finanziata dalla regione Campania.
L’annullamento segue una scia di polemiche e di inviti, tra cui note figure quali la vedova del dissidente russo Alexey Navalny e vari premi nobel, a boicottare la figura di Valery Gergiev, direttore d’orchestra del noto teatro moscovita Bolshoi e acceso sostenitore della politica ultranazionalista di Putin. Gergiev sostiene le iniziative belliche di Putin da decenni: sostenne pubblicamente l’annessione illegale della Crimea e nel 2016 diresse l’orchestra in un concerto nel teatro romano di Palmira, la città siriana conquistata dallo Stato Islamico nel maggio 2015 e liberata l’anno successivo dall’esercito siriano fedele al dittatore Bashar al Assad con il sostegno dei soldati russi.
Recentemente ha chiuso la stagione sinfonica del Bolshoi con un concerto in piazza in cui ha fatto dei parallelismi tra la liberazione dal nazismo e l’intervento militare in Ucraina.
A ció si é risposto da piú parti in Italia, compreso il presidente della regione Campania De Luca, con appelli al dialogo e alla sedicente libertá dell’arte a fronte di un sostenuto e costante uso della propaganda bellica da parte del russo.
E‘ veramente attaccamento alla libertá dell’arte o esempio di classica inabilitá italica a prendere una posizione ferma e convinta in politica?
Tutto è bene quel che finisce bene:
Lui sarà pagato e non ci perderà soldi;
Noi avremo soddisfatto il nostro perbenismo;
Il responsabile dell’incarico, che è tornato sui suoi passi, sarà presto promosso in un altro incarico, spalleggiato dai benpensanti.
Resterà il conto da pagare a noi contribuenti/fruitori del monumento, ma non si può avere tutto nella vita.
Pensarci due volte prima di ingaggiarlo era troppo eh?
Bene, ha prevalso il buon senso per una volta. La scelta migliore sarebbe stata non invitarlo affatto. La seconda migliore scelta è rendersi conto della cazzata e rimediare.
Ottimo!
[Dall’articolo ANSA](https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2025/07/21/annullato-il-concerto-di-valery-gergiev-a-caserta_7a460ee7-abac-464a-b453-37997df42295.html):
>Dal canto suo, De Luca, sottolineando la volontà di confermare il concerto nonostante gli appelli internazionali, aveva definito „sconcertante“ la vicenda chiedendosi dove fosse „il limite tra libertà d’espressione della propria opinione e la propaganda“.
Sono al 100% d’accordo con l’idea di non permettere la propaganda russa, intesa come apologia o giustificazione di una guerra ingiusta e sbagliata; però al contempo non riesco neanche a contestare ciò che dice De Luca.
Tutti sostengono che questo sia un autogol clamoroso del PD, quando invece una delle ragioni essenziali per cui io, ad esempio, mi rispecchio *molto* di più nel PD che non in… Fratelli d’Italia, per dire, è proprio il fatto che io trovo corretti ragionamenti come questi. Perché qui non è neanche questione di paradosso della tolleranza, ossia essere intollerante con qualcuno perché non sparga intolleranza a sua volta: no, quello lo capisco. Ma qui siamo oltre. Perché trattandosi solo di un concerto, voler applicare qui il paradosso della tolleranza significa che la sua intolleranza *è insita nella sua persona, per le idee che ha*. Cioè una visione totalitaria dell’individuo in cui, perché sostiene un’idea, allora lui **È** quell’idea, fisicamente, sempre, in ogni luogo e tempo e contesto, anche quando dirige un’orchestra senza aprir bocca.
E questo è il tipo di visione che io ho sempre ripudiato nella destra, per dire: ossia il ridurre le persone alle categorie singole e immutabili (gli immigrati, gli omosessuali, gli islamici, eccetera) da cui deriva sempre qualsiasi giudizio e conseguenza.
Giusto così. Niente spazio per i propagandisti del terrorismo russo.
Non sono neanche sorpreso del fatto che si era ad un passo dal far esibire sto soggettone, il tutto col benestare di DeLuca, della regione Campania e di una certa parte politica.
E ora un bel direttore israeliano.
Che mondo di falliti…
FAFO
Benissimo.