
Die Umfrage enthält andere Fragen im Allgemeinen Italien gehört zu den weniger günstigen Ländern für die Verteidigung, zusammen mit Ungarn und tschechischem Repräsentant. Hier gibt es alles: Trumps europäische Revolution | ECFR
Die Nachricht geht Hand in Hand mit dieser Veröffentlichung vor ein paar Monaten des NATO -Tests über die italienische Fähigkeit, Raketen abzufangen, wenn sie auf Cagliari gestartet werden. 6 Raketen würden sofort vergehen.
In Kombination mit der jüngsten Nachricht, dass Russland eine Raketenbasis für Europa in Libyen im kontrollierten Gebiet von Haftar aufbaut. (Jeder Hinweis darauf, dass die europäische Delegation neulich gepflanzt wurde, ist rein zufällig)
Libyen: Russland möchte Raketen in Sebha installieren und sie gegen Europa – Nova Agency verweisen
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Von nohup_me
6 Kommentare
L’Italia ha i piedi in due scarpe. Una a stelle e strisce e l’altra con la stella rossa. Il nemico del mio nemico è mio amico.
Mbo, io da fervente sostenitore dell’Ucraina non sono molto favorevole a questo aumento delle spese militari. Non lo ritengo necessario, visto che la cosa a cui aspiro è un esercito UE comune, il quale sarebbe già sufficiente per i Russi (e non solo), visto quello che spendiamo tutti e 27 messi insieme.
Ah ho dato per scontato, ma la delegazione europea con Piantedosi respi’ta l’altro giorno, è stata respinta proprio da Haftar ovviamente.
(Dopo essere stata tranquillamente fino a poche ore prima 2 giorni dall’ “altro governo” a Tripoli di Dbeibeh/Sarraj)
Cavolo che paese di clown, comunque non per dire ma le percentuali mostrate se sommate non arrivano al 100% forse c’era qualche altra opzione?
Il bello però che la politica per la difesa, le decisioni , invece sono a trazione dei piccoli stati come Polonia, Estonia, etc.
Ricordo sempre che attualmente, per come è passata, l’asticella limite del procurement estero quindi US/Israele/UK (componenti, produzione, etc) invece di essere stata abbassata al 30% come richiesto dalla nostra industria è passata con un soft 60%. E cioè il procurement, per il debito ora creato, andrà per la maggior parte cioè sopra al 60% ai competitor (US, Israele e UK).
Sempre fortemente convinto che l’italiano medio vive in un universo parallelo fermo agli anni ’60