
Wenn Sie in der Umgebung abhängen können, wenn Sie Autoren und/oder Leser von Fantasie sind, werden Sie das vielleicht bemerkt haben Es gibt einen starken Vorstoß, italienische Fantasie zu unterstützen Von Verlagshäusern, Kollegen Autoren, Buchstrichprofile. Aber wie sind wir dazu gekommen? Und funktioniert es?
Ein Sprung zurück in die Zeit
Um es zu verstehen, müssen wir tun Ein Sprung zurück in die Zeitbis in die 2000er Jahre. Zu dieser Zeit die Anpassungen der Der Compagnia Dello Ring e Harry Potter und der Stein des Philosophendie gehabt haben Ein unglaublicher Einfluss auf das Fantasy -Genre Für Jungen.
Die großen Verlage haben die Gelegenheit geschnüffelt? Mondadori hat einen Debütant veröffentlichtLicia Troisi, mit Die Chroniken der aufgetauchten Welt. Die Serie war so erfolgreich, dass sie war übersetzt und veröffentlicht auch im Ausland: Ein Ziel, von dem die meisten Autoren (nicht nur Italiener) nur träumen können.
Die großen Verlage haben es daher Vormängel über Fantasie und haben viele Bücher von Italienern veröffentlichtwas aber was Sie konnten die Qualität der internationalen nicht erreichen. Es waren schnell gemacht, mit nur dem Gewinn.
Also, was ist passiert? Leser, die an eine sehr hohe Qualität gewöhnt sind (denken Sie an Gründungsautoren des Genres wie Tolkien, Pratchett, Le Guin, Brooks usw.) haben sich selbst verbrannt und Sie haben aufgehört, Fantasie von Italienern zu kaufen. Zu diesem Zeitpunkt haben die Verlagshäuser aufgehört, italienische Autoren zu veröffentlichen. Erstellen Sie einen Teufelskreis, aus dem es uns jetzt schwer fällt, auszugehen.
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Perché il fantasy italiano è una nicchia e cosa possiamo fare
Von ClockworkLike
12 Kommentare
Il nostro collettivo editoriale, creato l’anno scorso, ha provato a investigare le cause dell’impopolarità del genere fantasy e di come il settore editoriale nostrano stia sfruttando il senso di rivalsa degli autori, invece di adottare soluzioni che coinvolgano davvero i lettori.
Se avete mai letto fantasy di autori italiani, probabilmente avete idea di cosa stiamo parlando.
Una cara amica che lavora nell’editoria mi dice sempre che il problema di base è che in Italia ci sono più scrittori che lettori. Libri da ombrellone a parte, e il fantasy a naso non rientra nella categoria.
Penso che semplicemente il fantasy in Italia non ha mai tirato. E‘ andato forte quello che e‘ stato trainato dai film
In quel periodo Mediaset era signora e padrona dei corpi e delle menti e l’unica cosa che tirava era la commedia degli equivoci all’italiana, dove lui si tromba lei che si tromba l’altro che si tromba l’altra
L’italiano medio non legge, a meno che non sia trainato da qualche film che sbanca il botteghino. Hanno venduto un po‘ trainati dai film e hanno tirato i remi in barca quando le vendite sono crollate
Il fantasy moderno è basato sul folklore e cultura nordica e celtica. Questa è roba che non appartiene alla cultura italica, i cui miti e folklore sono stati depredati e annientati dalla cultura cristiana.
Broken Stories (il canale youtube) trova perle stupende tra gli autori fantasy italiani odierni. Non penso ci sia una bassa qualità in senso assoluto, semplicemente è una nicchia e quindi ci sono meno vette di bravura per una questione di numeri
Ci sono libri fantasy e di successo, ma vengono venduti senza l’etichetta fantasy sopra per evitare lo stigma. La Einaudi e la Mondadori pubblicano parecchio fantasy italiano con ottimi risultati, se sfogli i loro cataloghi.
Il mercato del fantasy italiano non funziona per la quantità mostruosa di dilettanti e scrittori esordienti che sfornano una quantità abnorme di banalità scritte male, spesso abusando dell’autopubblicazione, per poi commiserarsi e dare la colpa „al sistema che li esclude“ o qualunque sia la ragione della settimana, senza mai fare introspezione e capire che scrivono cose orribili.
Questo ha innescato un circolo vizioso in cui si rinforza nei lettori anche volenterosi, l’idea che il fantasy italiano è solo quello.
I libri scritti bene si fanno strada, etichette o meno, ma gli scrittori capaci di lavorarci, con una cultura sufficiente e abbastanza stabili da poter uscire dalla loro nicchia di vendita sono davvero pochi.
Ti faccio un esempio emblematico: il filone di zappa e spada che è nato dal nulla ed è esploso, perché era supportato da scrittori capaci di fare il loro lavoro.
Credo che il mito avventuroso e la cultura cristiana semplicemente non vadano d’accordo. Si è provato a fonderli in esperimenti come Dante’s Inferno. I risultati mi sembrano discutibili.
Comunque le cronache del mondo emerso è una Fanfiction a livello di temi, world Building e scrittura, quindi non credo abbia fatto successo per la qualità, mi sembra più un allinearsi dei pianeti e forse buon marketing.
Beh, io ho perso ogni speranza proprio perché ho letto le cronache del mondo emerso.
Vado off-topic approfittando dell’argomento.
Da ragazzino ho letto un fantasy di cui ricordo davvero pochi dettagli e che vorrei recuperare, non tanto per piacere o nostalgia, ma per capire se quanto letto era davvero disturbante come lo ricordo.
Tutto ciò che ho:
Il libro potrebbe essere del periodo 1995-2005, al centro della copertina in stile disegno realistico si staglia un mezzobusto di una guerriera dalla capigliatura bionda, rivolta a tre quarti verso il lato sinistro, i capelli raccolti in una folta treccia. Nelle mani cinge l’elsa di uno spadone rivolto verso il basso. Lo sguardo è sicuro di se e rivolto al lettore.
Indossa una cotta di maglia, niente di Hi-Fantasy.
Lo sfondo non è ben definito nei miei ricordi, mia madre afferma che fosse tendente a toni freddi, azzurrini.
L’ambientazione era relativamente cupa, improntata su guerra costante in un contesto medievale. Il motivo per cui mi è rimasto impresso è che c’è una scena di stupro completamente gratuita, che mi ha lasciato abbastanza basito, portandomi ad abbandonare la lettura.
La scena in questione avviene in una tenda di un accampamento alle spese della protagonista, di cui non ricordo nemmeno il nome.
So che diversi autori hanno il brutto vizio di inserire dinamiche del genere nelle loro opere, e ho scandagliato internet in lungo e in largo per trovare una copertina che anche solo si avvicinasse al ricordo, ma niente.
Idee?
Articolo interessante. C’è anche da dire che forse, quando si parla di fantasy, -vado per ipotesi vedendo i trend internazionali, non conosco il settore nostrano- che forse siamo un poco troppo assuefatti al/appiattiti sul fantasy alla Tolkien che pur essendo ovviamente di successo, ricalca una tradizione culturale, politica e storica angloceltica.
Dovendo scegliere tra il fantasy così ma fatto da Italiani esordienti e l’usato garantito di un trend e tradizione ormai di decadi dall’estero, l’audience preferisce la seconda. Forse un modo per rilanciare sarebbe cominciare ad ispirarsi alla storia e cultura italiana o anche regionale. Spunti ce ne sono parecchi.
Ho le ali di Nihal tatuate sulla schiena.
A me era piaciuto tantissimo anche Gens Arcana. In italia si leggono riviste non libri. Purtroppo