
Der Artikel enthüllt die jüngsten Urteile, bei denen die Eltern der Minderjährigen verurteilt wurden "Cyber-Mobbing" Oder sie überließen die Telefone nachts an Minderjährige. Es gibt kein neues Gesetz oder andere Maßnahmen, für die "nehmen" Die Verpflichtung wird aber implizit durch die Sätze gesagt.
Diese Urteile verfolgen eine klare Linie: Die digitale Umgebung befreit die Eltern nicht von ihrer Verpflichtung zur Überwachung der Ausbildung zum verantwortungsvollen Einsatz von Technologie. In der Tat führt die wachsende Earlichkeit des Zugangs zum Netzwerk und die potenzielle Schwere des Online -Schadens durch diejenigen, die die Aufgabe haben, Minderjährige in ihrem Wachstumspfad zu leiten und zu schützen, eine noch größere Aufmerksamkeit, sowohl in der realen als auch in der virtuellen Welt.
Hier sind die erwähnten Sätze:
Der Gerichtshof von Bologna verurteilte die Eltern eines Jungen, der in der Mittelschule Mobbing durchgeführt hatte und um intime Fotos eines Gleichaltrigens gebeten hatte, 30.000 Euro Schadensersatz zu zahlen. Der Urteil (2829 vom 29. Oktober 2024) unterstreicht, dass „das Verhalten durch die korrekte Erfüllung der Verpflichtung zur Erziehung und Überwachung der Eltern vermeidbar gewesen wäre“.
Auf die gleiche Weise stellt die angebliche nicht genügend Computerkompetenz der Eltern keine Befreiung von der Schuldvermutung dar. Der Gerichtshof von Brescia (Urteil 879 vom 4. März letzten Jahres) verurteilte die Eltern eines Mädchens mit einer leichten intellektuellen Verzögerung, die gefälschte Profile erstellt hatte, um einen Partner zu beleidigen und manipulierte Fotos zu veröffentlichen, um 15.000 Euro Schaden zu kompensieren. Die Begründung der Eltern, alles Mögliche getan zu haben, wurde nicht als ausreichend angesehen: Nach Angaben des Gerichts muss nachweisen, dass es nicht geschaffen oder gelassen hat, um gefährliche Situationen zu bestehen, die der Begehung der Straftaten zugelassen haben.
Schließlich rief das Pescara -Gericht (Urteil 601 vom 22. April 2024) die Eltern an, um auf die belästigenden Telefonanrufe der kleinen Töchter an ein Paar zu antworten. Für das Gericht lassen sich Kinder des SIM -Karten -Alters ohne Kontrolle (weder auf die getätigten Anrufe noch auf den Tabellen) eine Verantwortung für Culpa in der Erziehung integrieren. In diesem Fall hatten die Mädchen auch in der Nacht Handys verwendet, wenn sie unter der direkten Aufsicht der Eltern hätten stehen sollen.
Eltern oder Zukunft lehren kurz die korrekte Verwendung von Technologie.
Minori online, genitori sempre più responsabili: scatta l’obbligo di vigilanza rafforzato
Von nohup_me
9 Kommentare
Sarebbe anche ora che i genitori della mia età si svegliassero e realizzassero che non possono lasciare i ragazzini davanti al tablet fin dall’infanzia senza preoccuparsi né spiegare un cazzo.
>Allo stesso modo, l’asserita insufficiente competenza informatica dei genitori non costituisce un’esimente dalla presunzione di colpa.
AHAHAHAHAHA, buona fortuna con lo slang della generazione Z, ne avrete un bisogno che manco l’ossigeno Anubi uggiolante e pulcioso:
[https://en.wikipedia.org/wiki/Glossary_of_Generation_Z_slang](https://en.wikipedia.org/wiki/Glossary_of_Generation_Z_slang)
Piuttosto studio dialetti polacchi.
Edit: mi raccomando, „bussin“ e „bussy“ NON sono la stessa cosa!
> **l’ambiente digitale non esime i genitori dal loro obbligo di vigilanzae di educazione all’uso responsabile della tecnologia**
Questo sbolognamento della figura genitoriale ai dispositivi mi lascia sempre perplesso, e immagino che ci sarà una lunga sfilza di sentenze per questa orribile tendenza.
Mah, mi pare una misura acchiappalike fatto per benpensanti ma inapplicabile all’atto pratico.
>Il Tribunale di Bologna ha condannato i genitori di un ragazzo che, durante le scuole medie, aveva compiuto atti di bullismo e chiesto foto intime a una coetanea, a pagare 30mila euro di danni. La sentenza (2829 del 29 ottobre 2024) sottolinea che “la condotta sarebbe stata evitabile attraverso il corretto adempimento dell’obbligo di educare e di vigilare da parte dei genitori”.
Cazzo c’entra „Il corretto uso della tecnologia“?
Ammetto di non utilizzare più Facebook e IG da anni, quindi qualcuno mi ragguagli: hanno per caso aggiunto, accanto al tasto Like, quello „Bullizza“, premuto per sbaglio dal povero ragazzo analfabeta tecnologico?
La maggior parte dei genitori italiani sa solo usare facebook, come può monitorare cosa combina suo figlio/a nel suo PC?
Abbiamo una voragine normativa in merito, ma ancora di più una voragine culturale.
Dalla mia esperienza, non soltanto genitori e famiglie sono completamente ignare dei rischi legati all’utilizzo dei social, ma la scuola stessa è completamente impreparata a gestire le implicazioni della generazione digitale.
Cose come dipendenza cronica (comune anche a tanti adulti), riduzione della soglia di attenzione (acutissima quando si espone il bambino a certi algoritmi fin dall’infanzia), esposizione a contenuti inappropriati (perché rivolti ad altre fasce d’età), disturbi visivi (di nuovo acuiti dall’esposizione durante le fasi di sviluppo) sono conseguenze serie e a volte a lungo termine.
Non bisogna demonizzare la tecnologia, né iniziare crociate deliranti per imporre divieti. Bisogna prendere atto del fenomeno e impostare percorsi di formazione.
Così come un genitore coscienzioso non somministrerebbe alcolici al figlio, perché consapevole dei potenziali danno, lo stesso genitore dovrebbe vigilare, limitare e filtrare l’utilizzo dei dispositivi multimediali in rete.
Questi pronunciamenti non saranno granché, ma è un passo nella direzione giusta. La responsabilità è sempre dell’adulto e l’ignoranza non è circostanza esimente. Purtroppo con tanti individui l’unica opzione è la minaccia di ripercussioni legali.
Ma perché non succedono mai a me ste cose, 30 mila euro per venire bullizzato ci metto la firma.
Mi chiedo perché ci fosse bisogno di usare AI per l’immagine di copertina
Giustissimo anche se secondo me non è tanto educarli alla tecnologia, ma educarli a non essere teste di cazzo nella realtà e conseguentemente online.