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7 Kommentare

  1. Greenpeace se ne occupa da molto, ricordo anche questo articolo: [“Stampa libera per il clima”: le testate indipendenti dai finanziamenti delle aziende fossili  – Greenpeace Italia](https://www.greenpeace.org/italy/storia/18403/stampa-libera-per-il-clima-ecco-le-prime-indipendenti-dai-finanziamenti-delle-aziende-fossili/)

    Mi immagino che l’ingerenza di certi sponsor pubblicitari, sia presente, non riesco a farmi un’idea di quanto.

    Il calo potrebbe essere anche dovuto al meno interesse dei lettori, per esempio.

  2. N0vichok2119 on

    Meglio così, quando il Sud sarà un deserto ed il Nord una landa desolata e tossica, potremmo dire „Il cambiamento climatico non esiste“

  3. vox_tempestatis on

    Più che andare nel complottismo di chi finanzia chi, credo che molto semplicemente sia il normale funzionamento dei media.

    Si batte il tamburo di un’emergenza fino alla nausea > La gente prima ci crede, poi arriva al punto di sovraesposizione e si rompe le balle > Si passa alla prossima emergenza.

    Tra Trump, dazi, Palestina, Ucraina c’è l’imbarazzo della scelta.

    Nota a margine: La crisi climatica è molto difficile da vendere mediaticamente perché parliamo di tante notizie tecniche e/o di rilevanza limitata che sommate creano il problema. Non frega a nessuno dello +1ºC anno su anno, è solo un numero. Per come siamo abituati noi (male) serve l’evento ad alto impatto emotivo. Il volto del bimbo che piange perché il fiume s’è portata via la casa.

  4. Quale lobby devo pagare per dimezzare quelle su Trump e i dazi o su Musk e la cazzata del giorno?

  5. FreddieIsHere on

    Greenpeace chi? Quelli che vendevano gas in Germania e sono contro il nucleare?

  6. E nel 2025 diminuiranno ancora, sapere perché?

    Hanno sgamato la cosiddetta „lobby green“ al parlamento europeo.

    Io non so quanti di voi abbiano sentito questa notizia ma ho notato anche tra i miei amici che si informano di più in pochi avevano sentito questa notizia abbastanza rilevante perché usavano i soldi delle nostre tasse per finanziare spot pubblicitari sul clima e probabilmente anche altro.

    Però Greenpeace ha ragione, il mondo dell‘ informazione fa pena in Italia, in Europa e in tutto l’occidente (a oriente non c’è neanche)

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