Mi è saltato fuori adesso ma il concetto è che non possono più pubblicare gli stralci di intercettazioni o documenti ma solo dire che sono sotto causa.
In altri paesi è la stessa cosa considerando che ci sono direttive europee in merito.
207cc on
Per una volta che siamo migliori degli altri ovviamente bisogna porre rimedio.
jollanza on
non vuol dire che dobbiamo essere contenti di quelle che abbiamo
yowls_ on
È vero che si perde (temporaneamente) un po‘ di trasparenza non avendo a disposizione l’effettivo testo, ma è altrettanto vero che è molto più pericolo il taglia e cuci del testo rispetto ad un riassunto giornalistico: giudice è molto più autorevole e una sua decontestualizzazione sarebbe molto grave (basta vedere il capolavoro che fecero con il caso di assoluzione da violenza sessuale per via della „breve durata“), rispetto ad un riassunto che almeno è opera creativa di un giornalista. In ogni caso, non mi pare sia mai stato dato chissà quale risalto ai testi delle ordinanze cautelari.
Keglerich on
Chi è contro a questa limitazione generalmente non ha la minima idea di come funzioni la giustizia e non si è mai letto la costituzione.
that_italian_dev on
Qui c’è da fare un discorso serio, oltre la solita patetica caccia al fascista che ossessiona parte della politica italiana a corto di idee.
*Legge Bavaglio* ha un’accezione immediatamente negativa ed anti-democratica, è quindi normale preoccuparsi. Ma queste etichette se le inventano i giornali, giornali che in questo caso non sono solo i portatori del messaggio ma anche i diretti interessati da queste leggi. Il conflitto di interessi è palese, e possiamo parlare a tutti gli effetti di manipolazione a scopi propagandistici.
È più appropriato parlare di
> Restrizioni a tutela della presunzione di innocenza
Io trovo sia allucinante che vengano pubblicate cose con indagini in corso d’opera. È un cancro che trasforma qualsiasi causa legale in uno Stato di Diritto in un gossip in cui il tribunale dell’opinione pubblica ha più peso dei giudici veri. E chissà che quest’ultimi non vengano direttamente influenzati dalle possibili conseguenze mediatiche di una sentenza legalmente corretta ma impopolare.
In un paese sano, un giornale darebbe solo due notizie: Una ad inizio indagini, e una dopo la sentenza definitiva. Il circo di leak, registrazioni, Selvaggia Lucarelli, documenti scannerizzati fa schifo al cazzo e serve solo a soddisfare la mandria social che ha bisogno di spettegolare per ammazzare il tempo.
**La presunzione d’innocenza è sacra**, ed anche un Filippo Turetta reo confesso è innocente fino alla sentenza definitiva. Attaccare questo principio equivale ad attaccare la Costituzione, cosa tristemente ironica data la costante caccia al fascismo sopra citata. Difendere l’imputato (uso Turetta perché l’avvocato ha ricevuto dei proiettili per posta) non significa nascondersi dietro ad un dito per inventarsi scuse a favore del criminale: significa proteggere il diritto dell’imputato a difendersi fino alla sentenza.
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6 Kommentare
Mi è saltato fuori adesso ma il concetto è che non possono più pubblicare gli stralci di intercettazioni o documenti ma solo dire che sono sotto causa.
In altri paesi è la stessa cosa considerando che ci sono direttive europee in merito.
Per una volta che siamo migliori degli altri ovviamente bisogna porre rimedio.
non vuol dire che dobbiamo essere contenti di quelle che abbiamo
È vero che si perde (temporaneamente) un po‘ di trasparenza non avendo a disposizione l’effettivo testo, ma è altrettanto vero che è molto più pericolo il taglia e cuci del testo rispetto ad un riassunto giornalistico: giudice è molto più autorevole e una sua decontestualizzazione sarebbe molto grave (basta vedere il capolavoro che fecero con il caso di assoluzione da violenza sessuale per via della „breve durata“), rispetto ad un riassunto che almeno è opera creativa di un giornalista. In ogni caso, non mi pare sia mai stato dato chissà quale risalto ai testi delle ordinanze cautelari.
Chi è contro a questa limitazione generalmente non ha la minima idea di come funzioni la giustizia e non si è mai letto la costituzione.
Qui c’è da fare un discorso serio, oltre la solita patetica caccia al fascista che ossessiona parte della politica italiana a corto di idee.
*Legge Bavaglio* ha un’accezione immediatamente negativa ed anti-democratica, è quindi normale preoccuparsi. Ma queste etichette se le inventano i giornali, giornali che in questo caso non sono solo i portatori del messaggio ma anche i diretti interessati da queste leggi. Il conflitto di interessi è palese, e possiamo parlare a tutti gli effetti di manipolazione a scopi propagandistici.
È più appropriato parlare di
> Restrizioni a tutela della presunzione di innocenza
Io trovo sia allucinante che vengano pubblicate cose con indagini in corso d’opera. È un cancro che trasforma qualsiasi causa legale in uno Stato di Diritto in un gossip in cui il tribunale dell’opinione pubblica ha più peso dei giudici veri. E chissà che quest’ultimi non vengano direttamente influenzati dalle possibili conseguenze mediatiche di una sentenza legalmente corretta ma impopolare.
In un paese sano, un giornale darebbe solo due notizie: Una ad inizio indagini, e una dopo la sentenza definitiva. Il circo di leak, registrazioni, Selvaggia Lucarelli, documenti scannerizzati fa schifo al cazzo e serve solo a soddisfare la mandria social che ha bisogno di spettegolare per ammazzare il tempo.
**La presunzione d’innocenza è sacra**, ed anche un Filippo Turetta reo confesso è innocente fino alla sentenza definitiva. Attaccare questo principio equivale ad attaccare la Costituzione, cosa tristemente ironica data la costante caccia al fascismo sopra citata. Difendere l’imputato (uso Turetta perché l’avvocato ha ricevuto dei proiettili per posta) non significa nascondersi dietro ad un dito per inventarsi scuse a favore del criminale: significa proteggere il diritto dell’imputato a difendersi fino alla sentenza.