
Interessante Debatte.
Wenn es weniger Arbeitnehmer gibt (die in Italien den Großteil der Steuern zahlen), wer wird dann Steuern zahlen, um das Land zu unterstützen?
https://www.corriere.it/economia/intelligenza-artificiale/26_luglio_13/tasse-la-rivoluzione-dell-intelligenza-artificiale-chi-le-paghera-se-i-lavoratori-sono-gia-sempre-di-meno-29ed2d6b-1337-42e2-ae6e-972a391b4xlk.shtml
Von acciuga
32 Kommentare
> *Chi la prenderà in culo se i lavoratori non avranno più il culo?*
Battute a parte teniamo a mente che parliamo del futuro abbastanza lontano. Gli LLM oggi sono più stupidi, meno utili e più costosi di un lavoratore umano e l’AGI non arriva domani come dice il peracottaro Altman….
La risposta alla domanda che tanto vi inpanica è nell’idolo della Reddit italiana: se i lavori saranno sempre meno per merito della piena automazione si cambierà modello economico e si pensionerà il capitalismo. Ci saranno 50 anni di caos assoluto e qualcuno morirà di fame ma questo è il progresso umano, baby.
Dai, siate felici, noi come generazione di transizione non godremo di nulla ma Marx finalmente potrà aver azzeccato qualcosa e se l’AI davvero sarà nella posizione di togliere valore al lavoro potremo dire di aver realizzato il goal finale dello sviluppo tecnologico tutto.
i neolib ci diranno che è normale prenderlo in culo e dobbiamo abituarci per il bene dei miliardari e delle loro aziende
A quanto ho capito le pagheranno le pornostar, continuo a beccare reel di una tizia che si lamenta da morì della tassa etica.
Il capitalismo non è preparato all’automazione, per questo bisogna mantenere le AI, sostituirle a noi, ma in chiave anticapitalista e collettivista
Mi sembra tanto l’operaio che si preoccupa di cosa fare nella vita se vince il superenalotto e diventa milionario. Abbiamo una produttività ridicola e ci preoccupiamo già di cosa fare qualora dovessimo riuscire a produrre di più con meno lavoratori. Intanto preoccupiamoci di **come** possiamo produrre di più, poi alle conseguenze ci si potrà pensare dopo.
Nessuno si fa la domanda opposta, chi comprerà i servizi delle aziende che utilizzano l’AI se quelli col lavoro si conteranno sulle dita di una mano? Sarà come vendere Rolex a Cuba, tolti Fidel Castro E Che Guevara come acquirenti, il resto dei cubani campa ancora con un salario medio che non arriva a $50 netti al mese.
Questa è la bellezza del comunismo tanto sognato dai decerebrati.
Già le paghiamo in 3 le tasse in questo paese..
[removed]
Stessa domanda che si facevano quando hanno inventato il telaio meccanico, ma a me sembra che oggi ci siano più lavoratori rispetto al 1700
In realtà il numero di lavoratori è cresciuto e per assurdo l’Italia è uno dei paesi che ha maggiore possibilità di crescita su questo avendo una % di occupazione molto bassa
La versione bella è che non ci saranno più tasse ma un reddito universale
La versione brutta è che gli stati non avranno più una lira, non daranno più servizi, le citta saranno desolate, con l’eccezione di qualche area dove vivranno i gigacapitalisti che saranno delle utopie.
Chissà se a quel punto saremmo in grado di criticare il turbo capitalismo di oggi o se saremo zecche rosse anche allora.
Futuro felice: più tasse alle imprese, AI che controlla milioni di dati e zero possibilità di evadere le tasse. Pur con meno lavoratori (a causa di AI davvero capaci e del decremento demografico) la situazione regge.
Futuro triste: lo stato non vuole intaccare il potere dei milionari e inizia a far pagare qualunque servizio (sanità in primis). I datori di lavoro prendono la palla al balzo e costruiscono cittadelle fortificato attorno alle fabbriche con ospedali, forze armate, servizi vari. Si torna in un nuovo medioevo dove il datore di lavoro ha pieno controllo del dipendente e della sua famiglia: se vuoi i servizi devi lavorare qui dentro come e quando dico io, altrimenti vai fuori dalla cittadella e vivrai con quelli davvero poveri che camperanno di coltivazioni di sussistenza, allevamento di cammelli e prostituzione.
Cazzo, ci potrei scrivere una storia sul futuro triste. Nel 2036 I predoni rapiscono la moglie di XY3208 (il nome non esiste più, fa fede la matricola lavorativa), operaio di FIAT-3, cittadella fortificata di termini imerese. L’uomo uscirà dalla sicurezza della città per andare a cercare la moglie fino a SAMMONTANA-1 in Toscana, toccando con mano la situazione delirante del mondo ( in AIA-6 i dipendenti se non riescono ad allevare abbastanza polli devono aggiungere la propria carne (braccia, gambe, famigliari) per arrivare alla quota richiesta).
Nelle cittadelle la riproduzione è severamente controllata: il datore di lavoro decide quanti e quali bambini dovranno nascere durante l’anno. Ci saranno esami del dna dei feti obbligatori: se il datore vuole una bambina ma tu hai un maschio, sarai obbligato ad abortire
non vorrei sembrare fatalista ma anche senza l ai lansituazione è uguale, il governo paga le pensioni in deficit da secoli.
Boh, abbassa le tasse sul reddito e alza (e sistema) quelle sul patrimonio. Un’AI può lavorare al posto tuo ma mica può possedere una casa
Le pagheranno i ricchi altrimenti ci dessero i mezzi di produzione
Se fossimo in una linea temporale che punta al benessere collettivo, si tasserebbe la ricchezza prodotta dall‘ IA. Visto che l’IA costa meno di un lavoratore e produce uguale, c’è una differenza di guadagno netto che si potrebbe facilmente tassare.
Ma siccome siamo nella timeline negativa e turbo capitalista, il profitto non si tocca perché sono soldi che il „povero imprenditore“ ha „guadagnato con il sudore della fronte“. Così i ricchi diventano più ricchi e noi si muore di fame, senza lavoro né tutele.
ma la problematica è anche legata all’AI stessa e a cosa genera. Meno lavoratori meno soldi per comprare prodotti fatti dall’AI che il produttore paga. Vedremo che equilibrio si riuscirà a trovare
Se e quando esisteranno le „IA“ ne parleremo.
Gli attuali LLM non sono una tecnologia adatta a rimpiazzare proprio nessun lavoratore, nonostante l’euforia dei CEO sociopatici di alcune aziende che sono stati fregati da truffatori peggiori di loro (i bot LLM ti danno sempre ragione, ti dicono che sei un genio e questo manda in cortocircuito il cervello dei dirigenti che invece ricevono ben altro trattamento dai dipendenti umani quando dicono/chiedono cazzate) e l’entusiamo di altri che invece pur capendo benissimo hanno finalmente avuto una scusa per licenziare in massa e tagliare sui costi senza venir messi sulla forca dalla stampa, magari assumendo personale in India o altri paesi con stipendi e tutele più bassi per compensare (dato che ormai la sostenibilità a lungo termine di un’azienda non interessa più a nessuno, contano solo i margini e gli altri indicatori, year-on-year nell’ultimo „quarter“, quindi fanculo al livello del servizio… „Perché a noi la qualità ci ha rotto il cazzo!“ [Per citare un famoso documentario])
Come discorso *teorico* ok, sicuramente vale la pena dibattere su chi deve raccogliere i benefici dell’automazione, in generale, ma non è un discorso nuovo né legato a questo specifico momento storico.
Da sempre, in una società democratica a modello capitalista, la risposta è che si *permette* al capitale privato di esistere, lo si tollera, perché l’espansione del mercato e la crescita dell’economia che ne derivano hanno delle ricadute positive sulla società e sul benessere. Negli ultimi decenni però questo equilibrio si è rotto, e se non si interviene si rischia veramente di formare una società neo-feudale, non democratica, dove la classe più abbiente sequestra per sé tutti i vantaggi dell’automazione e tanti saluti al progresso e al benessere… Anzi, come dicono gli americani, sembra che la società abbia seguito più che altro il motto „privatize the benefits, socialize the costs“. E infatti uno dei problemi è che siamo già andati troppo oltre: i miliardari non sono compatibili con la democrazia, come dichiarava Bernie Sanders. Non sono ricchi, non è più solo questione di ricchezza a quel livelli, ma di influenza e potere che singoli individui possono esercitare sproporzionatamente rispetto al resto della società sul processo democratico per ottenere privilegio e smantellare il sistema di supervisione e controlli che li „tarpa“ (dal loro punto di vista) impedendogli di abusare del bene pubblico e danneggiare chi è meno forte di loro.
Vale anche la pena ricordare che lo stesso Karl Marx nel XIX secolo non ce l’aveva con la proprietà privata, di per sé, ma con la proprietà privata *dei mezzi di produzione* (cioé, esattamente quello di cui stiamo parlando: le automazioni e le infrastrutture che permettono di produrre beni e servizi) e lui era un estremista -poi ci sono stati invasati ancora più estremi, e sappiamo tutti come è andata a finire. La sua soluzione era rendere cosa pubblica le aziende. Non so se è la cosa più furba o nemmeno realmente applicabile, la Storia sembra suggerire altrimenti, ma una nuova riflessione sul tema è sicuramente dovuta, anzi.
SPERO che la catastrofe finanziaria che ci attende dietro l’angolo con l’implosione di tante, troppe aziende americane grottescamente sopravvalutate dai mercati (farà sembrare il 2008 una ragazzata) impegnate al momento in una folle corsa che mescola spese astronomiche e assenza di piani di business concreti a investimenti circolari e trucchi contabili per gonfiare fatturati e indicatori vari fornisca almeno uno spunto di riflessione per la società, un momento dove fermarsi, fare il punto e guardare la bussola. Ma so che non sarà così.
Ovvio. Le pagheranno i disoccupati. Su quello che possiedono. E anno dopo anno il tecnofeudalesimo sarà completato.
Governerà la destra per 10 anni, quindi la risposta è: sempre i lavoratori, solo che lo scaglione del 60% iniziera da 20k..nel frattempo il limite del forfettario sarà arrivato a 120k. Nel frattempo i bengalesi avranno smesso di emigrare perchè in bangladesh si sta meglio che in Italia, ma la gente voterà Meloni comunque per l’emergenza congolesi.
Ma ovviamente Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg… Ah non le pagano già adesso? Ops… Ma hey, almeno possiamo fare i memini con lo stile di Miyazaki che tutti detestano.
A parte che non ci saranno meno lavoratori per l’intelligenza artificiale di certo, ci saranno meno lavoratori perchè ci saranno meno italiani in età lavorativa per la crisi demografica.
Per “chi pagherà le tasse”, semplice: le aziende che avranno maggiori utili (quindi più tasse) grazie all’aumento di produttività generato dalla AI.
Comunque non cambierà nulla, ci adatteremo come è sempre successo dalla rivoluzione industriale, unica cosa certa: lavoreremo meno:
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Dove sono i liberali quando escono fuori queste domande?
Io credo che il lavoro in assoluto aumenterà, non diminuirà. Se facciamo un parallelismo, all’aumentare della popolazione è aumentato anche il lavoro disponibile. Quando davvero sarà conveniente, vedremo imprese con centinaia di lavoratori non umani per ogni lavoratore umano. A quel punto l’unica strada percorribile sarebbe quella di aumentare la tassazione alle imprese
Export totali e da lì si prendono le tasse oer pagare una UBI
TAX THE 1%
Questione molto semplice. Aumentiamo le tasse sui mega iper ricchi o la società crollerà.
Facile. Per ogni macchina si prendono le tasse come se ci fosse un umano, se non addirittura il doppio da incentivare cosi lassunzione delle persone
LE BIG TECH OVVIAMENTE; NO?
nessuno, il welfare semplicemente cesserà di esistere
È lo atesso tipo di dibattito che si fa „se lavorano le ai chi compra i prodotti fatti dalle ai?“.
Ma i lavoratori di meno dove sono?