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    2 Kommentare

    1. zgido_syldg on

      Non tutti sanno che nella Maremma pisana è storicamente presente una popolazione di dromedari. Il primo esemplare fu introdotto nel 1622 dal Granduca di Toscana Ferdinando II de‘ Medici, arrivò come dono esotico, forse dal Bey di Tunisi e gli animali si adattarono perfettamente al terreno sabbioso e alle dune. Nel 1789 la colonia contava ben 196 esemplari. Nel 1785 un funzionario granducale li registrò erroneamente come „cammelli“ nell’inventario e il nome rimase. Cantati anche da Gabriele D’Annunzio (I camelli, Alcyone), venivano usati dai contadini locali al posto dei cavalli per i lavori agricoli, soprattutto per trasportare legname e fascine dalle pinete fino alla città. Durante la Seconda Guerra Mondiale la colonia fu decimata dalle truppe di occupazione tedesche, l’ultimo storico esemplare morì negli anni Sessanta. Oggi i dromedari sono tornati alla Tenuta di San Rossore grazie a donazioni (tra cui una dell’AGESCI nel 2014) e nel parco sono presenti alcuni esemplari.

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