Aggiungo un commento trovato online per riassumere la situazione:
>*Sti poveri cristi vivevano isolati dai loro coetanei, in condizioni igieniche precarie, in un rudere dichiarato inagibile da un geometra, senza cure mediche, senza un’istruzione controllata e certificata, finiscono in ospedale perché il cibo „naturale“che gli propinano è tossico… minchia ma se non è abuso questo non so cosa sia*
Tifoso89 on
Dall’articolo:
„(…) i bambini sono stati ascoltati con la madre presente perché non parlano bene l’italiano. L’ordinanza considera questa circostanza un ulteriore indizio del loro isolamento: **nati e cresciuti in Italia**, i figli della coppia faticano a interagire con chiunque al di fuori della famiglia.“
Già quello fa capire il livello dell’istruzione che hanno ricevuto.
Oltretutto niente elettricità, niente acqua corrente, niente bagno (tre cose che ci devono essere per legge).
Hanno anche impedito l’accesso ai medici che volevano visitare i bambini (anche per verificare che fossero vaccinati), e gli hanno chiesto 50mila euro per figlio.
Sono due minchioni che pensano che le nostre leggi non si applichino a loro, e andrebbero espulsi
Successful-Unit-3182 on
Io capisco la reazione ostile (quella di pancia dell’uomo medio, non quella politica che è puramente strumentale) all’idea che vengano tolti i figli ad una famiglia (bianca). Quando le istituzioni esprimono una posizione forte limitando le libertà e sancendo cosa è normale e cosa no, anche a fronte di una scelta di vita consapevole che i soggetti riescono a motivare è sempre abbastanza inquietante. Lo dico perché lavoro nel sociale e incontro spesso famiglie con storie disparate, che spesso vivono sul crinale di quello che viene considerato „normale“ o „giusto“. Detto questo, però, i figli non sono oggetti di proprietà dei genitori: non è un gesto di prepotenza sottrarli consapevolmente dalla società, presentargli una scelta di vita radicale come unico modo di stare al mondo e negargli un’istruzione e il contatto con i pari ed esporli a situazioni sanitarie ed igieniche pericolose? A fronte di questo e del fatto che si sia data la possibilità alla famiglia di fare un passo nella direzione corretta, la „prepotenza istituzionale“ era l’unica cosa sensata da fare per il bene del futuro dei due bambini.
ProfessionalIcy306 on
Chi li difendeva parlava di Home schooling.
Invece questi fanno unschooling, molto più radicale (non che l’home schooling sia normale)… i loro figli non saranno manco in grado di leggere povere anime.
Che razza di imbecilli
Leave A Reply
Du musst angemeldet sein, um einen Kommentar abzugeben.
4 Kommentare
Aggiungo un commento trovato online per riassumere la situazione:
>*Sti poveri cristi vivevano isolati dai loro coetanei, in condizioni igieniche precarie, in un rudere dichiarato inagibile da un geometra, senza cure mediche, senza un’istruzione controllata e certificata, finiscono in ospedale perché il cibo „naturale“che gli propinano è tossico… minchia ma se non è abuso questo non so cosa sia*
Dall’articolo:
„(…) i bambini sono stati ascoltati con la madre presente perché non parlano bene l’italiano. L’ordinanza considera questa circostanza un ulteriore indizio del loro isolamento: **nati e cresciuti in Italia**, i figli della coppia faticano a interagire con chiunque al di fuori della famiglia.“
Già quello fa capire il livello dell’istruzione che hanno ricevuto.
Oltretutto niente elettricità, niente acqua corrente, niente bagno (tre cose che ci devono essere per legge).
Hanno anche impedito l’accesso ai medici che volevano visitare i bambini (anche per verificare che fossero vaccinati), e gli hanno chiesto 50mila euro per figlio.
Sono due minchioni che pensano che le nostre leggi non si applichino a loro, e andrebbero espulsi
Io capisco la reazione ostile (quella di pancia dell’uomo medio, non quella politica che è puramente strumentale) all’idea che vengano tolti i figli ad una famiglia (bianca). Quando le istituzioni esprimono una posizione forte limitando le libertà e sancendo cosa è normale e cosa no, anche a fronte di una scelta di vita consapevole che i soggetti riescono a motivare è sempre abbastanza inquietante. Lo dico perché lavoro nel sociale e incontro spesso famiglie con storie disparate, che spesso vivono sul crinale di quello che viene considerato „normale“ o „giusto“. Detto questo, però, i figli non sono oggetti di proprietà dei genitori: non è un gesto di prepotenza sottrarli consapevolmente dalla società, presentargli una scelta di vita radicale come unico modo di stare al mondo e negargli un’istruzione e il contatto con i pari ed esporli a situazioni sanitarie ed igieniche pericolose? A fronte di questo e del fatto che si sia data la possibilità alla famiglia di fare un passo nella direzione corretta, la „prepotenza istituzionale“ era l’unica cosa sensata da fare per il bene del futuro dei due bambini.
Chi li difendeva parlava di Home schooling.
Invece questi fanno unschooling, molto più radicale (non che l’home schooling sia normale)… i loro figli non saranno manco in grado di leggere povere anime.
Che razza di imbecilli