> La portavoce italiana di Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, ha dichiarato che “non c’è una chiusura cieca” e “il direttivo ha deciso di mandarmi a Roma per portare avanti di persona il dialogo con le istituzioni”. Poi ha ribadito: „Siamo dispostissimi a trovare un corridoio umanitario, che vorremmo fosse permanente, però questo non può essere un’alternativa a poter percorrere liberamente delle acque internazionali“
Non penso si tratti di uno sviluppo fondamentale, ma evidentemente c’è qualche cauta apertura al piano prospettato da Mattarella, sebbene i rappresentanti della Flotilla comprensibilmente rivendichino la bontà del loro piano.
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In consonanza con la notizia di ieri:
> La portavoce italiana di Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, ha dichiarato che “non c’è una chiusura cieca” e “il direttivo ha deciso di mandarmi a Roma per portare avanti di persona il dialogo con le istituzioni”. Poi ha ribadito: „Siamo dispostissimi a trovare un corridoio umanitario, che vorremmo fosse permanente, però questo non può essere un’alternativa a poter percorrere liberamente delle acque internazionali“
Non penso si tratti di uno sviluppo fondamentale, ma evidentemente c’è qualche cauta apertura al piano prospettato da Mattarella, sebbene i rappresentanti della Flotilla comprensibilmente rivendichino la bontà del loro piano.