Sono contento, ma sembra che le chiusure arrivino dopo „l’indignazione del web“.
Sopratutto Facebook muto.
_Luigino on
ma… che cazzo di foto hanno messo??
Che minchia ci azzecca con il fatto riportato?
Puzzleheaded_Hat7310 on
Questo poi fa anche pensare quanto poco la polizia postale faccia. Arrivano centinaia di segnalazioni, da Facebook fino a telegram e niente di tutto ciò smuove qualcosa.
Shalashaska87B on
Facebook è sempre stato in preda all’anarchia.
Puoi segnalare foto di gente sgozzata e non viene tolta „*perché non viola gli standard della comunità*“, ma se 1000 persone segnalano la pagina di una società che fa ricerca (anche) sugli animali, ecco che viene bloccata.
burningsssky on
Mi dispiace solo non aver fatto in tempo a vedere se fra i partecipanti ci fosse qualcuno che conosco
n0_1d on
Questo agosto è durato abbastanza.
Fkappa on
Quanti dei partecipanti, attivi o solo fruitori passivi, si indinnieranno dicendo „Feisbuc e guidatho dalli ebbrei komunisti della teoria del giender, bergonia skantalo!1!?“
Quanti, tra tutti i tipi di utenti, avranno compreso il motivo del ban?
Quanti utenti attivi se ne fregheranno e continueranno normalmente a vivere la loro vita come non avessero fatto parte attiva di questo gruppo?
Quanti utenti solo fruitori passivi, se ne fregheranno e andranno avanti come nulla fosse accaduto, magari cercando a bassa o media intensità gruppi simili?
ReturnOfTheSaint14 on
Quindi, come sempre, Meta ha aspettato di finire nella gogna mediatica e di avere la propria reputazione ferita per agire
Sticazzi della legge o del senso civico,no?
Ah e ovviamente in tutto questo quelli della Postale a dormire,bel spreco di denaro pubblico
Hard_Reset7777 on
Ma che gruppo era, un only fans a tradimento?
GymPantegana on
> Le donne rappresentano da sempre il terreno sul quale gli uomini si sfidano e misurano la loro virilità – scrive Capria -. Mostrare a un altro la “propria” donna come un bene che si può concedere ma comunque si possiede significa stabilire una gerarchia, creare un rapporto con quell’uomo che altrimenti sarebbe impossibile forgiare. É un gioco nel quale le donne sono solo una merce, un bene che aggiunge valore all’uomo che la possiede. Un corpo intermedio tra due corpi che altrimenti non sanno come stabilire un rapporto. Perché l’unico rapporto è quello che ha al centro la virilità
Ecco, io cringio sempre molto quando leggo questi grandi luminari del femminismo analizzano i problemi per poi finire nella stessa retorica conservatrice ultra-cattolica che il femminismo criticava negli anni ’90. Manca solo *la penetrazione è un atto di guerra perché è metafora della spada che entra nella ferita* e siamo a posto.
> Questo caso emblematico di misoginia nella sua sciatta pochezza richiama alla mente le stesse dinamiche del caso di Gisèle Pelicot, la donna francese violentata da decine di uomini con la complicità del marito.
Perché si fa un mapazzone nel nome del vittimismo, la generalizzazione delle colpe e per generalizzare status di vittima. Ogni crimine condivide la stessa matrice perché sotto sotto diciamocelo, quando ti fanno catcalling un po‘ ti stanno stuprando.
Non lo dovrei scrivere perché un’ovvietà, ma lo stupro di gruppo reiterato e la condivisione di foto sono due crimini diversi, di gravità diversa. Per rispetto della Pelicot l’unico crimine che dovrebbe richiamare alla mente il suo caso dovrebbe essere solo ed esclusivamente un caso analogo.
> «Non è intimità condivisa, ma cultura dello stupro radicata – scrivono -. Fino a che non lo combatteremo come problema politico e culturale, storie come questa saranno la norma».
Ah, la buona vecchia cultura dello stupro, non si sentiva da un po‘. Talmente radicata che questo caso ha giustamente sollevato lo sdegno di mezzo paese.
Il patriarcato di Schroedinger: Al contempo sia così retrogrado da rendere possibile il Male sia così civilizzato da sbattere il Male in prima pagina nella sua eccezionalità, tra lo sdegno generale. Sia così malvagio da uccidere una donna, sia così buono da sbattere l’assassino in galera tutta la vita.
Both-Science2551 on
che tristezza, immagina condividere decenni della tua vita con un uomo che si eccita nel condividere foto tue intime con altri uomini
ProfessionalIcy306 on
Riporto un mio commento da un altro post.
Soprattutto perchè vedo invocazioni della postale che non si capisce bene cosa dovrebbe fare:
My two cent sulla vicenda.
Sostenere che la maggior parte delle foto siano state pubblicate in modo consenziente lo si può fare solo se si è in malafede.
Pensare che nessuna coppia abbia fatto sta roba per kink (o che non ci fossero anche donne che si autopubblicassero) significa non conoscere il mondo.
Il gruppo era per lo più innocuo senza foto davvero intime, ben lontane dalla pornografia, con poche persone riconoscibili (quasi tutte avevano la faccia coperta o la foto inquadrava solo pezzi di corpo) quindi farne oggetto di grande scandalo è abbastanza ridicolo.
Così come è ridicolo colpevolizzare tutti gli uomini quando il gruppo era composto da una demografica piuttosto precisa: over 50 enni buongiornisti della medio bassa borghesia scarsamente istruiti, per lo più uomini annoiati, che sfogavano frustrazione sessuale su Facebook.
Moltissima cafonaggine. Qualche illecito civile. Probabilmente nessun reato.
Chi vuole pensare gli uomini siano bestie continuerà a pensarlo, gli uomini (e le poche donne) che prosperano in questo tipo di spazi ne troverà altri, probabilmente peggiori.
Tutti gli altri faranno spallucce e torneranno ai fatti propri.
diego_italy on
Da notare che Facebook nacque per una cosa simile..
WeimarTed on
Questo articolo è esilarante; un’insalatona di paroloni altisonanti per generare panico fra le Karen coi capelli blu🤣
L’equivalente moderno dei preti medievali che andavano per strada urlando al popolo che il demonio possiede chi non festeggia il natale e altre stronzate varie
Leave A Reply
Du musst angemeldet sein, um einen Kommentar abzugeben.
14 Kommentare
Sono contento, ma sembra che le chiusure arrivino dopo „l’indignazione del web“.
Sopratutto Facebook muto.
ma… che cazzo di foto hanno messo??
Che minchia ci azzecca con il fatto riportato?
Questo poi fa anche pensare quanto poco la polizia postale faccia. Arrivano centinaia di segnalazioni, da Facebook fino a telegram e niente di tutto ciò smuove qualcosa.
Facebook è sempre stato in preda all’anarchia.
Puoi segnalare foto di gente sgozzata e non viene tolta „*perché non viola gli standard della comunità*“, ma se 1000 persone segnalano la pagina di una società che fa ricerca (anche) sugli animali, ecco che viene bloccata.
Mi dispiace solo non aver fatto in tempo a vedere se fra i partecipanti ci fosse qualcuno che conosco
Questo agosto è durato abbastanza.
Quanti dei partecipanti, attivi o solo fruitori passivi, si indinnieranno dicendo „Feisbuc e guidatho dalli ebbrei komunisti della teoria del giender, bergonia skantalo!1!?“
Quanti, tra tutti i tipi di utenti, avranno compreso il motivo del ban?
Quanti utenti attivi se ne fregheranno e continueranno normalmente a vivere la loro vita come non avessero fatto parte attiva di questo gruppo?
Quanti utenti solo fruitori passivi, se ne fregheranno e andranno avanti come nulla fosse accaduto, magari cercando a bassa o media intensità gruppi simili?
Quindi, come sempre, Meta ha aspettato di finire nella gogna mediatica e di avere la propria reputazione ferita per agire
Sticazzi della legge o del senso civico,no?
Ah e ovviamente in tutto questo quelli della Postale a dormire,bel spreco di denaro pubblico
Ma che gruppo era, un only fans a tradimento?
> Le donne rappresentano da sempre il terreno sul quale gli uomini si sfidano e misurano la loro virilità – scrive Capria -. Mostrare a un altro la “propria” donna come un bene che si può concedere ma comunque si possiede significa stabilire una gerarchia, creare un rapporto con quell’uomo che altrimenti sarebbe impossibile forgiare. É un gioco nel quale le donne sono solo una merce, un bene che aggiunge valore all’uomo che la possiede. Un corpo intermedio tra due corpi che altrimenti non sanno come stabilire un rapporto. Perché l’unico rapporto è quello che ha al centro la virilità
Ecco, io cringio sempre molto quando leggo questi grandi luminari del femminismo analizzano i problemi per poi finire nella stessa retorica conservatrice ultra-cattolica che il femminismo criticava negli anni ’90. Manca solo *la penetrazione è un atto di guerra perché è metafora della spada che entra nella ferita* e siamo a posto.
> Questo caso emblematico di misoginia nella sua sciatta pochezza richiama alla mente le stesse dinamiche del caso di Gisèle Pelicot, la donna francese violentata da decine di uomini con la complicità del marito.
Perché si fa un mapazzone nel nome del vittimismo, la generalizzazione delle colpe e per generalizzare status di vittima. Ogni crimine condivide la stessa matrice perché sotto sotto diciamocelo, quando ti fanno catcalling un po‘ ti stanno stuprando.
Non lo dovrei scrivere perché un’ovvietà, ma lo stupro di gruppo reiterato e la condivisione di foto sono due crimini diversi, di gravità diversa. Per rispetto della Pelicot l’unico crimine che dovrebbe richiamare alla mente il suo caso dovrebbe essere solo ed esclusivamente un caso analogo.
> «Non è intimità condivisa, ma cultura dello stupro radicata – scrivono -. Fino a che non lo combatteremo come problema politico e culturale, storie come questa saranno la norma».
Ah, la buona vecchia cultura dello stupro, non si sentiva da un po‘. Talmente radicata che questo caso ha giustamente sollevato lo sdegno di mezzo paese.
Il patriarcato di Schroedinger: Al contempo sia così retrogrado da rendere possibile il Male sia così civilizzato da sbattere il Male in prima pagina nella sua eccezionalità, tra lo sdegno generale. Sia così malvagio da uccidere una donna, sia così buono da sbattere l’assassino in galera tutta la vita.
che tristezza, immagina condividere decenni della tua vita con un uomo che si eccita nel condividere foto tue intime con altri uomini
Riporto un mio commento da un altro post.
Soprattutto perchè vedo invocazioni della postale che non si capisce bene cosa dovrebbe fare:
My two cent sulla vicenda.
Sostenere che la maggior parte delle foto siano state pubblicate in modo consenziente lo si può fare solo se si è in malafede.
Pensare che nessuna coppia abbia fatto sta roba per kink (o che non ci fossero anche donne che si autopubblicassero) significa non conoscere il mondo.
Il gruppo era per lo più innocuo senza foto davvero intime, ben lontane dalla pornografia, con poche persone riconoscibili (quasi tutte avevano la faccia coperta o la foto inquadrava solo pezzi di corpo) quindi farne oggetto di grande scandalo è abbastanza ridicolo.
Così come è ridicolo colpevolizzare tutti gli uomini quando il gruppo era composto da una demografica piuttosto precisa: over 50 enni buongiornisti della medio bassa borghesia scarsamente istruiti, per lo più uomini annoiati, che sfogavano frustrazione sessuale su Facebook.
Moltissima cafonaggine. Qualche illecito civile. Probabilmente nessun reato.
Chi vuole pensare gli uomini siano bestie continuerà a pensarlo, gli uomini (e le poche donne) che prosperano in questo tipo di spazi ne troverà altri, probabilmente peggiori.
Tutti gli altri faranno spallucce e torneranno ai fatti propri.
Da notare che Facebook nacque per una cosa simile..
Questo articolo è esilarante; un’insalatona di paroloni altisonanti per generare panico fra le Karen coi capelli blu🤣
L’equivalente moderno dei preti medievali che andavano per strada urlando al popolo che il demonio possiede chi non festeggia il natale e altre stronzate varie