
Ich möchte diese wissenschaftliche Studie teilen, die noch einmal gezeigt hat, wie weit verbreitet und schädlich pseudowissenschaftlich aus sozialen Netzwerken ist. Tatsächlich erscheint es immer deutlicher, dass hinter dem angeblichen Schutz der Meinungsfreiheit die Straflosigkeit der Desinformation verteidigt wird. Die Online-Plattformen müssen angesichts einer Steckdose seitens der Benutzer an die Notwendigkeit gebunden sein, eine genaue Faktenprüfung der Gesundheitsinformationen zu betreiben … Mit der Entwicklung von KI würden die Tools sicherlich nicht fehlen.
Ich bin ein Arzt und half, wie ich in meinem Buch zu diesem Thema beschreiben wollte, mit zunehmenden Besorgnis über die Nebenwirkungen der schlechten Verwendung sozialer Netzwerke.
https://www.adnkronos.com/salute/sesso-il-rischio-corre-sui-social-alert-sui-rimedi-creativi-per-la-contraccezione_1Z1Ip5OzvdL4lhIMzP4ueD
Von Dystopics_IT
5 Kommentare
Condivido un precedente studio che aveva già segnalato il problema:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/search/research-news/20053/
Non mancano i dati scientifici sui danni dei social nerwork, manca la consapevolezza degli utenti e la volontà politica di gestirli
> agli effetti collaterali del cattivo uso dei social network.
Se credi a queste stronzate forse il cattivo uso e‘ quello della scuola, non credi?
Ci sta solo un rimedio anticoncezionale da suggerire. Medici, „influencer“, stregoni o chi vuoi tu: il preservativo. L’unico che protegge dalle malattie.
> crescente sfiducia nei confronti degli operatori sanitari
Grandissima tristezza, specie considerando che poi sono loro che raccolgono i cocci quando qualcosa non va (sorpresa) per il verso giusto.
Possiamo realmente chiamarlo un „cattivo uso dei social“ o si sta confondendo il sintomo per la malattia?
Di storie strampalate su come aumentare le proprie capacità sessuali o rimediare a gravidanze indesiderate esistono dalla preistoria, internet come sempre diventa un megafono e semplifica la diffusione di tutte le informazioni, che siano buone o cattive. Il problema secondo me è che l’algoritmo si alimenta di quello che le persone cercano, quindi c’è interesse in questo argomento.
Lo vediamo anche qua in Italia quanto sia difficile portare nelle scuole il concetto di educazione sessuale, mi viene da pensare che questo sia il problema principale e che i giovani, come facemmo noi coi primi smartphone, una connessione ad internet ed il magico sito nero/giallo, debbano arrangiarsi. La prima ricerca è australiana mentre l’altra è americana, quindi entrambe nazioni anglofone dove è probabile che gli influencers americani siano più presenti.
Negli USA non è così semplice avere accesso agli anticoncezionali, anzi c’è attivamente una lotta contro l’aborto e la pillola. Se a questa situazione si aggiunge l’elevato costo della sanità e la diffusione del complottismo anti-medicina(tipo il no-vax che gestisce la sanità) non è difficile capire che si tratta di un terreno fertile per queste soluzioni „alternative“.