
Zwei Eltern, die anonym blieben, sprachen darüber, wie die Isolation seinen Sohn in seinem Schlafzimmer und weit von seinem Peersum Dario sein Schlafzimmer mit der geschlossenen Tür saugte, ist der einzige Ort, an dem er sich ruhig fühlt. Die Kopfhörer sind in den Ohren, der PC wird auf einigen Videospielen eingeschaltet, während er aus dem abgesenkten Rollschand nicht einmal einen Lichtschimmer filtert. Sie könnten 5 am Nachmittag wie 2 Uhr morgens sein, er ist da. Er schläft wenig, er kommt nur zum Essen heraus. Es geht nicht zur Schule. Er ist ein Hikikomori, ein junger Mann in „Social Retreat“, der das Haus nicht verlässt und niemals menschlichen Kontakt sucht. Wie er gibt es nach mehreren Studien in Italien zwischen 50 und 200 Tausend Menschen.
https://www.open.online/2025/07/15/hikikomori-15enn-scatti-ira-videogiochi-pugni-genitori-racconto/
Eltern, die scherzen, dass der Sohn ein Hikikomori wird, dann sind sie überraschend, wenn es wirklich passiert. Sie nehmen seinen PC weg (sein einziger Weg, anscheinend Kontakte zu knüpfen) und er reagiert mit Wutstrichen, sagen, sie sollen sie hassen und seine Hände heben. Dann kehrt er zur Schule zurück, nimmt am ersten Tag eine 3 in Latein und für immer die Schule für die Tschüss. Es scheint, dass die Eltern ein schönes Chaos gemacht haben, besonders mit der Geschichte des PCs. Traurig
Gli scatti d'ira e i videogiochi, il racconto dei genitori di un Hikikomori 15enne: «Alza le mani contro di noi, ma togliergli il pc è stato un errore»
byu/LePertichenelQLO initaly
Von LePertichenelQLO
15 Kommentare
Finchè non gioca a lol va tutto bene
>Sembra che i genitori abbiano fatto un bel casino, specialmente con quella storia del PC
Trovo questa parte della tua analisi estremamente ingiusta.
Beh… questo ha bisogno di uno psicologo, non è che c’è molto da dire.
Genitori che improvvisamente si ricordano di essere genitori.
Povero ragazzo, abbandonato dai genitori in casa.
A 17 anni feci un buco a calci in una cassapanca perché non riuscivo a battere la Fenice di DQ8.
Continuava a refullarsi.
Ecco, l ho detto.
Mi pare più una crisi di astinenza, non è che dipenda dai videogiochi in sé quando da cosa sono per il tizio.
Ed essendo un hikikomori già qualche problema di base c’era, i genitori dovevano comportarsi da genitori ben prima e capire che problema di fondo ci fosse.
„Dario esce dalla camera solo per prendere lezioni di pianoforte dalla sua maestra di sempre“
Non so perché ma questa cosa mi ha colpito molto.
I danni del latino a scuola continuano a essere gravemente sottovalutati.
(/s per chi non lo capisse)
Comunque il bocia va seguito da psicologhi o psichiatri. Al di là che io non mi spiego veramente come vivano sti fenomeni, adolescenti o adulti che siano, sono tutti parassiti di genitori o famigliari? Perché brutto da dire ma i miei genitori (e non solo, conoscendo coetanei e vicini di casa) mi avrebbero cacciato a calci in culo da casa se non mi fossi trovato un lavoro finite le scuole, altro che togliere il pc.
Madonna i calci nel culo
Vabbè dai so ragazzi
Continuiamo a confondere cause e sintomi, vedo.
Avanti così, bravi.
> Gli tolgono il PC
Certa gente invece di aiutare e di dare, pensa a togliere.
Promemoria : Non l’ha chiesto il figlio di nascere li‘.
È possibile che ci siano dietro anche fattori psichiatrici, come l’autismo, l’adhd, la depressione maggiore o il disturbo d’ansia generalizzato?
>i genitori reagiscono togliendogli telefono e pc e lo ricattano
non ci sta, ha scatti d’ira, dice ai genitori che li odia e arriva ad alzare le mani contro di loro
E che si aspettavano che succedesse con il metodo *cold turkey*?
>Nonostante gli insegnanti fossero stati avvisati, viene subito interrogato in latino e prende 3
✔️ Combattere un estremo disagio emotivo con una badilata in faccia.
Le lezioni di pianoforte e la visita di nascosto ai nonni mi hanno un po‘ commossa. C’è l’impulso ad aprirsi ma anche l’incapacità di farlo se non dietro l’anonimato di uno schermo.
>Gli dicevamo per scherzo che sarebbe diventato un Hikikomori
Questo è incommentabile, comunque. Non stupisce il comportamento del ragazzino.