
Am 26. Juni 1402, genau vor 623 Jahren, wurde die Schlacht von Casalecchio ausgetragen: Gian Galeazzo Viscontis Streitkräfte zufolge die Kohlentruppen von Bologna und Florenz eine entscheidende Niederlage, erreicht die maximale Expansion des Herzogtums von Mailand, die maximale Ausweitung erreicht
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Von zgido_syldg
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Gian Galeazzo Visconti (figlio di Galeazzo II Visconti e Bianca di Savoia) fu senza dubbio uno dei principi più ambiziosi e capaci della sua epoca in Italia. Lui fu il primo a ricevere ufficialmente il titolo di Duca di Milano dall’imperatore e soprattutto, potendo contare sull’alleanza con la Francia iniziò una politica di espansione volta a creare un vasto dominio sull’Italia Settentrionale. Nel giro di pochi anni abbattè la signora Scaligera su Verona e Vicenza (1387), quella dei Carraresi su Padova (1388) e arrivò a governare su gran parte di Lombardia, Emilia, Toscana e Umbria grazie a un misto di diplomazia spregiudicata, brevi alleanze ed audaci colpi di mano. Il principale avversario di Gian Galeazzo Visconti fu Firenze, che tentò sempre di contrastare l’espansione milanese, lo scontro decisivo si sarebbe combattuto a Casalecchio. Il Conte di Virtù (*Comte de Vertus* era il titolo che gli fu portato in dote dalla moglie Isabella di Valois, figlia del re di Francia, e che il Visconti sfoggiò sempre con orgoglio) voleva conquistare Bologna, sostenuto dai Malatesta di Rimini e dai Gonzaga di Mantova, lo scontro decisivo con le forze bolognesi di Giovanni Bentivoglio e dei loro alleati fiorentini avvenne il 26 giugno 1402 a Casalecchio. Nella battaglia combatterono molti dei principali condottieri della loro epoca come Jacopo Dal Verme, Alberico da Barbiano, Facino Cane e Ottobuono de‘ Terzi dal lato milanese e Giacomo Attendolo (detto Muzio o lo Sforza, padre del ben più famoso Francesco Sforza) e i suoi cugini Lorenzo e Michele dal lato fiorentino, oltre al capitano di ventura Angelo Tartaglia. La battaglia finì con una straordinaria vittoria per Gian Galeazzo Visconti che ora aveva la strada spianata per il dominio su gran parte dell’Italia, ma la sua morte a causa della peste a Melegnano il 3 settembre dello stesso anno, vanificò ogni piano e il vasto quanto fragile dominio visconteo che aveva creato non gli sopravvisse e si sfaldò.
Ogni qual volta che ripasso su queste espansioni (Visconti, il Valentino ecc…), mi metto a fantasticare su un ipotetica unità d’Italia ben prima del 1861.
L’uomo che forse più si avvicinó ad unificare tutto il nord italia in un unico regno (non a caso curó molto la cittá di pavia, vecchia capitale dei longobardi) ma al contempo i suoi legami con la francia furono il motivo che scatenó le guerre d’italia che furono il disastro che tutti sanno