Ci sono molti altri numeri interessanti, ho messo nel titolo quello che mi ha colpito di più, è altissimo, pensare che 1 donna su 5 smetta di lavorare per badare al figlio.
Andrea__88 on
Ieri ho avuto da ridire con una collega perché reputava ingiusto che persone con figli avessero un punteggio apposito (a suo dire “così alto”) nelle graduatorie dei perdenti posti (spoiler lei non ha figli), ho provato a farle capire che un trasferimento di una persona con figli potrebbe significare delle dimissioni e che per il nostro ordinamento il bene del minore viene sempre prima, ma niente, mi ha pure accusato di essere amico di Trump (questa non sono riuscito a capirla).
su1cid3boi on
Quindi l’80% delle donne rimane a lavorare dopo essere diventata madre?
Haylight96_again on
Se la mia ipotetica moglie mi chiedesse di lasciare il lavoro e fare il padre a tempo pieno, lo farei assolutamente. Soprattutto se non abbiamo il principale ammortizzatore sociale italiano: i nonni vicini. Ovviamente entra in gioco sempre il problema della sostenibilità economica di questa scelta, e ciò è il motivo per cui tendenzialemte ricade sulla donna.
La differenza salariale tra uomo e donna ancora purtroppo esiste, e se una famiglia è da sola senza supporto dei nonni, purtroppo la prima persona nella coppia a rinunciare al lavoro è quella che guadagna di meno.
Certo, non ci sarebbe questo problema se ci fosse un capillare servizio di gestione dell’infanzia, asili nido ecc, ma pur non essendo genitore so bene quanto questo sia un grandissimo problema strutturale, che fa si che appunto l’ammortizzatore sociale siano i nonni.
_hole_in_my_soul_ on
Tutto sommato pensavo peggio. Nonostante gli orari lavorativi da 40 ore/settimana siano incompatibili con la genitorialità e spesso per lavoro ci si deve trasferire lontano da dove si è nati/cresciuti perdendo quindi il sostegno dei genitori, l’80% continua a lavorare.
Da uomo, se posso, il fatto che solo uno lavori nella famiglia mette addosso un carico psicologico e ansiogeno notevole secondo me. Se per qualunque motivo mancasse l’unico stipendio in entrata sarebbe un dramma
00ishmael00 on
Questo articolo parte dal presupposto che le donne siano sempre vittime. tutti i numeri vengono poi declinati a supporto di questa tesi. Mi sembra molto tendenzioso.
vox_tempestatis on
Due domande:
* Perché partiamo dal presupposto che la diseguaglianza sia negativa?
* Perché diamo per scontato che quel 20% che si dimette voglia lavorare?
Cioè è un problema quando una donna vorrebbe continuare a lavorare ma è costretta dalle circostanze a dimettersi o viene licenziata. Ma se una dice „*Guarda ’sticazzi, ho avuto un figlio, non mi serve altro e mi sento realizzata così. La mia massima aspirazione è essere madre e sono felice così.*“ dove sta il problema?
Capable-Dragonfly-96 on
Se la mia compagna riuscisse a fare ciò che ha detto di voler fare nella vita, non vedo l’ora di stare a casa a fare il papà (e ballarmi la fresca)
Busy-Ad9851 on
Mi sembra incredibile che l’80% riesca a mantenere un lavoro, anche se sospetto che moltissime passino al part time. Altrimenti non è logisticamente possibile, se entrambi i genitori fanno orario d’ufficio e i nidi chiudono alle 16.30/17.30 ci sono almeno due ore al giorno da coprire. E quando spendi magari 800 euro di baby sitter(più retta nido) per guadagnarne 1300 il pensiero di stare a casa ti viene..
Leave A Reply
Du musst angemeldet sein, um einen Kommentar abzugeben.
9 Kommentare
Ci sono molti altri numeri interessanti, ho messo nel titolo quello che mi ha colpito di più, è altissimo, pensare che 1 donna su 5 smetta di lavorare per badare al figlio.
Ieri ho avuto da ridire con una collega perché reputava ingiusto che persone con figli avessero un punteggio apposito (a suo dire “così alto”) nelle graduatorie dei perdenti posti (spoiler lei non ha figli), ho provato a farle capire che un trasferimento di una persona con figli potrebbe significare delle dimissioni e che per il nostro ordinamento il bene del minore viene sempre prima, ma niente, mi ha pure accusato di essere amico di Trump (questa non sono riuscito a capirla).
Quindi l’80% delle donne rimane a lavorare dopo essere diventata madre?
Se la mia ipotetica moglie mi chiedesse di lasciare il lavoro e fare il padre a tempo pieno, lo farei assolutamente. Soprattutto se non abbiamo il principale ammortizzatore sociale italiano: i nonni vicini. Ovviamente entra in gioco sempre il problema della sostenibilità economica di questa scelta, e ciò è il motivo per cui tendenzialemte ricade sulla donna.
La differenza salariale tra uomo e donna ancora purtroppo esiste, e se una famiglia è da sola senza supporto dei nonni, purtroppo la prima persona nella coppia a rinunciare al lavoro è quella che guadagna di meno.
Certo, non ci sarebbe questo problema se ci fosse un capillare servizio di gestione dell’infanzia, asili nido ecc, ma pur non essendo genitore so bene quanto questo sia un grandissimo problema strutturale, che fa si che appunto l’ammortizzatore sociale siano i nonni.
Tutto sommato pensavo peggio. Nonostante gli orari lavorativi da 40 ore/settimana siano incompatibili con la genitorialità e spesso per lavoro ci si deve trasferire lontano da dove si è nati/cresciuti perdendo quindi il sostegno dei genitori, l’80% continua a lavorare.
Da uomo, se posso, il fatto che solo uno lavori nella famiglia mette addosso un carico psicologico e ansiogeno notevole secondo me. Se per qualunque motivo mancasse l’unico stipendio in entrata sarebbe un dramma
Questo articolo parte dal presupposto che le donne siano sempre vittime. tutti i numeri vengono poi declinati a supporto di questa tesi. Mi sembra molto tendenzioso.
Due domande:
* Perché partiamo dal presupposto che la diseguaglianza sia negativa?
* Perché diamo per scontato che quel 20% che si dimette voglia lavorare?
Cioè è un problema quando una donna vorrebbe continuare a lavorare ma è costretta dalle circostanze a dimettersi o viene licenziata. Ma se una dice „*Guarda ’sticazzi, ho avuto un figlio, non mi serve altro e mi sento realizzata così. La mia massima aspirazione è essere madre e sono felice così.*“ dove sta il problema?
Se la mia compagna riuscisse a fare ciò che ha detto di voler fare nella vita, non vedo l’ora di stare a casa a fare il papà (e ballarmi la fresca)
Mi sembra incredibile che l’80% riesca a mantenere un lavoro, anche se sospetto che moltissime passino al part time. Altrimenti non è logisticamente possibile, se entrambi i genitori fanno orario d’ufficio e i nidi chiudono alle 16.30/17.30 ci sono almeno due ore al giorno da coprire. E quando spendi magari 800 euro di baby sitter(più retta nido) per guadagnarne 1300 il pensiero di stare a casa ti viene..